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Raffaella Formenti



(Marzo 2009)

Raffaella Formenti (Brescia 1955) diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, lavora da molto tempo sulla comunicazione ridotta a rumore visivo, assemblando immagini e parole provenienti dalla comunicazione pubblicitaria. Nelle sue opere impiega materiali derivanti dall’enorme mole dei prodotti informativi, trasformandoli con una non comune abilità manuale in colorati collage, sculture, o vere e proprie installazioni.

Costante nel suo lavoro è il riferimento al web, da cui attinge la terminologia e di cui fa parodie cartacee, che restituiscono peso e consistenza alle entità virtuali da cui siamo circondati.

«Non credo nel cammino lineare: nel mio lavoro proseguo piuttosto come nel Gioco dell’Oca, simbolo del procedere, fermarsi, correre, o anche del ritrovarsi al punto di partenza... L’informazione e la cultura in questo momento sono i dadi da rilanciare per proseguire».

raffo.nita[at]tin.it - http://raffaellaformenti.blogspot.com

 

 

Hanno detto di lei

[...] Packaging, dépliants, involucri, ma anche rubriche telefoniche, cassette della frutta, poster e materiale pubblicitario sono la materia prima di Raffaella Formenti - anzi, i suoi pastelli e i suoi tubetti di colore, in un vertiginoso e “insostenibile” riciclaggio di segni. (Marco Senaldi)


[...]
Creando un nuovo elemento modulare, il pixel, per la costruzione della sua opera Formenti innesta la trasformazione della materia cartacea in tessere cromatiche di un mosaico mai terminabile.

Risultato: accumulazioni scultoree, assemblaggi tridimensionali, installazioni che aggrediscono lo spazio, rilievi e oggetti da parete di qualità pittorica e coloristica, intrecciati con raffinatezza e poesia in composizioni complesse, ricche di riferimenti.

Lo spettatore viene sollecitato da spezzoni di frasi (“Tutto speciale”, “Gratis”, “Vincere” ecc.), da frammenti d’immagine, da un invito a giocare con fili e tasti senza funzione, simulazione di un fantasioso colloquio fisico con una rete in realtà inesistente, un navigare sempre più a vista.

Tre fattori della sua formazione accademica restano tuttavia fondamentali per la Formenti: la parola, il segno, il colore.

Essi concorrono a definire la forza di ogni singola opera al di là del discorso che l’artista sviluppa attorno al “magic world supermercantile” di cui estrae una sintesi incisiva. (Ellen Maurer Zilioli)

 

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