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Aperti a tutto e a tutti



È stata fondata nel 1979 da due ingegneri in un piccolo villaggio di campagna, due locali a ridosso di una banca, e oggi, guidata dagli stessi soci, ha nel medesimo posto uno stabilimento “da sogno” di 80.000 m2.
È un’azienda privata, ma conta 2.300 addetti in 68 paesi (22 filiali e 162 uffici) e un fatturato di 360 milioni di Euro. È uno dei player globali nel settore dell’automazione, con 130.000 sistemi di controllo, 100.000 PC industriali, 120.000 drive systems, 1 milione di moduli I/O venduti nel 2010, eppure continua a sviluppare e a produrre in casa tutti componenti e a credere alla necessità di open standard globali. È nient’altro che la B&R, con sede a Eggelsberg, in Austria, dove - come avrebbe detto Mozart* che era di quelle parti - ci sono teste, cuori e buone mani a profusione.



 *“Tre cose sono necessarie a un buon pianista: la testa, il cuore e le dita” Wolfgang Amadeus Mozart

«Innovazione costante e rapida internazionalizzazione sono i driver che hanno consentito a B&R di realizzare soluzioni complete nonché un’ampia gamma di prodotti, basati su standard industriali riconosciuti a livello internazionale, per l’automazione industriale e il controllo di processo. Elemento di forza di questa realtà è la stretta relazione che esiste tra sviluppo e produzione - effettuata tra l’altro su linee automatizzate SMT per l’assemblaggio dei circuiti stampati. La scelta di concentrare nella sede di Eggelsberg entrambe le attività assicura costi produttivi competitivi, ma anche un time to market  estremamente breve. Inoltre, attraverso controlli funzionali e di qualità sul 100% della produzione, si assicura la massima affidabilità di tutti i componenti di automazione».
Così recita la prosa delle informative ufficiali, ma la realtà B&R è ben più sorprendente, come abbiamo avuto modo di constatare in occasione dell’incontro riservato alla stampa internazionale, dove sono state presentate le ultime novità in fatto di tecnologia openSAFETY e di automazione delle macchine per il confezionamento e l’imballaggio.

Gli uomini. Prima di tutto colpisce la competenza tecnica e la consapevolezza del proprio ruolo, ma anche la cortesia che sanno esprimere, nei rapporti e nei comportamenti, le persone che animano la grande fabbrica di Eggelsberg. Un tratto, questo, non solo del top management ma anche del personale addetto alla progettazione e alla produzione che abbiamo incontrato: non stupirebbe che pure la receptionist fosse in grado di intrattenere un visitatore, spiegando l’offerta della società… Impeccabile ospite di casa, il direttore generale Peter Gucher sa comunicare con efficacia la fiducia che B&R ha nelle proprie capacità e nei propri prodotti, tanto da anticipare che il fatturato nel 2014 raggiungerà i 600 milioni di Euro.

L’ambiente. Altro aspetto che suscita non poca ammirazione è quello dell’articolazione degli spazi, esterni e interni. L’architettura della sede gioca sull’attenzione e sul rispetto per il territorio e la comunità (nascosta da un bosco, si integra nel paesaggio rurale quasi a minimizzare la propria presenza), ma anche sul senso estetico e funzionale, grazie all’alternanza intelligente di aree verdi e produttive.
Gli spazi interni, per contro, coniugano razionalità e vivibilità, nonostante le dimensioni impressionanti. In particolare colpiscono le aree dedicate alla ricerca e sviluppo hardware (colorata di attrezzature, pezzi e componenti) e software (quasi algida nella luce dei monitor dei computer): in totale 8000 m2 con 430 postazioni di lavoro, di cui un buon numero in attesa dei dipendenti che dovranno arrivare in base ai programmi di sviluppo già tracciati.
Due ulteriori esempi della cultura di un’azienda, che si sforza di coniugare al meglio il rapporto uomo/macchina: il nuovo magazzino automatico di quasi 7.000 m2, capace di 20.000 posti pallet e il ristorante aziendale che occupa una superficie di 1.600 m2. In definitiva, proprio un buon posto dove lavorare.

Soluzioni integrate. Tutti i componenti B&R sono integrati in un efficiente sistema di automazione, e i clienti beneficiano di questo valore aggiunto sia in fase di sviluppo, sia durante l’intera vita della macchina.
Hardware e software sono perfettamente armonizzati e Automation Studio, il software tool integrato, permette ai clienti di sviluppare soluzioni completamente personalizzate con il più alto grado di efficienza.
Tra le ragioni di successo, il fatto che i sistemi B&R sono in termini di comunicazione aperti agli standard internazionali - openPOWERLINK e openSAFETY - nonché alle specifiche dei costruttori.
POWERLINK è il primo protocollo Ethernet real-time in grado di sincronizzare i sistemi in rete con prestazioni nel range dei microsecondi. Ciò ha permesso di soddisfare appieno le necessità delle applicazioni industriali, garantendo una rapida diffusione del protocollo. La possibilità di implementare liberamente POWERLINK su ogni dispositivo presente sul mercato, la sua compatibilità con i chip standard Ethernet hanno permesso di sviluppare ogni tipo di applicazione, dal controllo del motion alla logica, dal safety al HMI.
openSAFETY è, invece, un bus indipendente che è possibile impiegare con tutti i bus di campo o i sistemi Ethernet industriale: per la prima volta, gli utilizzatori hanno a disposizione una soluzione safety completa, certificata e aperta. openSAFETY è stata certificata dal TÜV Rheinland e TÜV Süd per applicazioni SIL 3.

Internazionali, ma anche locali. L’obiettivo di fornire un supporto completo ai clienti in tutto il mondo fa sì che, per B&R, siano strategiche sia le competenze tecniche necessarie a trovare la giusta soluzione sia la vicinanza culturale ai propri interlocutori.
Un team di tecnici commerciali è in grado di gestire entrambe queste esigenze e dar vita a partnership di lungo termine, basata sulla fiducia reciproca. Per questa ragioni, un nuovo ufficio viene aperto ogni anno nel mondo, come è accaduto di recente in Cina, India e Usa.

Innovazione, sopra a tutto. Oltre 350 ingegneri si occupano dello sviluppo e lavorano tutti i giorni a trasferire le idee dal “tavolo da disegno” al mercato, il più velocemente possibile. Questo ha poco a che fare con il tenere il passo con le tendenze a breve termine, bensì, piuttosto, dimostra l’attenzione a monitorare le esigenze a lungo termine dei costruttori di macchine e di sistemi,  in modo da progettare e realizzare soluzioni innovative.
Per realizzare questo programma, B&R reinveste attualmente circa il 17% dei propri ricavi in ricerca e sviluppo ogni anno. L’aspetto più significativo è la messa in campo di concetti di prodotto coerenti,  che offrano il più alto grado di libertà di progettazione, e al contempo contribuiscano in modo significativo alla riduzione dei costi. B&R si avvale, tra l’altro, delle competenze di specialisti di settore che hanno familiarità con le aspettative e le necessità dei singoli campi applicativi (alimentare, imballaggio, riempimento, robotica, processo). Questa è solo un’altra delle modalità che B&R mette in campo per creare soluzioni adeguate a tutti i comparti industriali e, in parallelo, garantire un supporto efficace ai singoli clienti.  

1 B&R motion control Velocità e precisione per soddisfare le richieste più esigenti.
 
2 Panel PC 800 Dotato di processore Core 2 di Intel, il nuovo Panel PC 800 è una soluzione a costo ottimale che soddisfa una vasta gamma di esigenze.

3 Stepper + torque + servo motor L'ampia scelta di motori B&R offre agli utenti la massima densità di potenza in forma compatta.

X20 CPU Il cuore dell’automazione flessibile

Lo standard secondo Nestlé
Bryan Griffen, Global Head of Automation and Process Control, Nestlé Corporate Engineering (Vevey, Svizzera) è intervenuto all’incontro B&R dando indicazioni sull’utilizzo delle tecnologie di automazione.
Cambiando approccio rispetto al passato, la multinazionale ha creato un reparto engineering centrale, con il compito di migliorare l’efficienza delle operazioni di confezionamento e imballaggio sia a livello di macchine che di impianti. Il gruppo ha già individuato alcuni elementi chiave da affrontare. In primo luogo, invece di indicare un unico fornitore, Nestlé ha individuato in Rockwell, B&R, Siemens e Schneider Electric (ELAU) i fornitori privilegiati per quanto riguarda l’automazione: in pratica, questo significa che dovranno  essere implementati standard e tecnologie aperte. Dal canto suo, Nestlé si è impegnata a utilizzare le linee guida Packaging-Machine-Language (PackML) di OMAC e su queste basi, al momento, sta conducendo un esperimento pilota insieme ai fornitori selezionati.

«Utilizzando PackML, PackTags e State Model in combinazione con un protocollo di comunicazione standard, il team centrale di engineering per l’automazione di Nestlé sarà in grado di fornire una chiara specifica circa l’automazione delle macchine da imballaggio» ha affermato Griffen. L’obiettivo, utilizzando uno standard globale, è di permettere lo scambio di tutte le informazioni necessarie per la facile integrazione di una linea di confezionamento. Queste informazioni includono start-stop, arresti, gestione degli errori, velocità, così da consentire l’integrazione automatica delle macchine di diversi fornitori/produttori OEM con diverse apparecchiature di controllo. Lavorare con più fornitori di tecnologie pone anche la questione di uno standard di comunicazione comune per la sicurezza, e per questo Nestlé ha deciso di supportare openSAFETY.

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