ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










Zero discarica, 100% recupero



Presentato a Milano il 4 maggio lo studio "Separazione e recupero dei metalli e valorizzazione delle scorie di combustione dei rifiuti urbani” realizzato per conto di CiAl e Federambiente dal DIIAR - Sezione ambientale del Politecnico di Milano, da cui emergono risultati di grande interesse. Le importanti quantità di alluminio e altri metalli, e ancor più d’inerti, che possono essere sottratte alle scorie di combustione e avviate a nuovo utilizzo, consentiranno di realizzare consistenti risparmi di materie prime permettendo, al tempo stesso, di azzerare o quasi il ricorso alla discarica per lo smaltimento finale delle scorie stesse. (Giugno 2010)

Risultati in sintesi - L’adozione di tecnologie e processi innovativi di trattamento delle scorie di combustione dei rifiuti urbani permetterà di qui a pochi anni di recuperare fino al 70% dell’alluminio contenuto nei rifiuti urbani avviati a incenerimento, qualcosa come circa 19.000 t nel 2015 e 23.500 t nel 2020.
Il recupero dei materiali, in luogo dello smaltimento in discarica delle scorie stimate, permetterà un risparmio di circa 155.000 tep (tonnellate equivalente petrolio) nel 2015 e di oltre 170.000 tep nel 2020; mentre le emissioni di gas serra evitate saranno pari a circa 400mila t di CO2 eq. nel 2015 e a 440mila t di CO2 eq. nel 2020.
Lo studio, oltre a delineare gli scenari presenti e futuri, fornisce un contributo importante all'evoluzione del quadro legislativo, coerente con schemi e procedure in grado di garantire una rapida evoluzione di moderni sistemi di gestione dei rifiuti al passo con i principali Paesi europei.

La cronaca - In apertura dei lavori il presidente CiAl, Cesare Maffei, ha ricordato che uno dei principali obiettivi del Consorzio è la promozione in tutto il Paese della ricerca di soluzioni di trattamento e recupero complementari alla raccolta differenziata, praticabili e in grado di produrre benefici ambientali ed economici, mentre il direttore generale di CiAl, Gino Schiona, ha spiegato che «"Zero discarica, 100% recupero” è lo slogan coniato da CiAl che ben sintetizza la visione di un sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani in grado di minimizzare, se non addirittura eliminare, lo smaltimento in discarica al termine dei vari processi di raccolta, trattamento, recupero e riciclaggio, valorizzando, quindi, anche le scorie post combustione che ancora oggi vanno a finire in discarica».

Per Gianluca Cencia, direttore generale di Federambiente, «lo studio rappresenta un importante passo avanti sulla strada della chiusura del ciclo del recupero di energia dai rifiuti urbani. Le importanti quantità di alluminio e altri metalli, e ancor più d’inerti, che possono essere sottratte alle scorie di combustione e avviate a nuovo utilizzo possono consentire di realizzare consistenti risparmi di materie prime permettendo, al tempo stesso, d’azzerare o quasi il ricorso alla discarica per lo smaltimento finale delle scorie stesse».

Dopo la presentazione dello studio da parte di Mario Grosso del Politecnico di Milano, Jan Manders,  vice presidente di Cewep (l’associazione europea delle aziende che gestiscono impianti di incenerimento) e François Pruvost in rappresentanza di EAA (European Aluminium Association)  hanno portato i risultati di uno studio e delle esperienze a livello europeo che dimostra come l’Italia sia oggi perfettamente allineata ai migliori standard internazionali nei sistemi di gestione integrata.

Marco Boldrini (Ecodeco, Gruppo A2A) e Pier Francesco Barberio (B.S.B. Prefabbricati) hanno presentato due interessanti esperienze di recupero delle ceneri.

In chiusura di lavori, Federambiente ha ringraziato Politecnico di Milano e CiAl per aver promosso e realizzato insieme questo studio e ha ricordato il costante impegno della Federazione e delle imprese associate nella ricerca delle migliori soluzioni tecnologiche e ambientalmente sostenibili, senza pregiudizi e senza tesi precostituite, sempre nell’interesse dei cittadini di cui - in quanto imprese pubbliche legate al territorio e agli enti locali - sono diretta e orgogliosa espressione.

Innovazione CiAL - Gino Schiona, nel suo intervento, ha evidenziato i benefici ambientali, sociali, economici, energetici derivanti dalla separazione e dal recupero dei metalli e della valorizzazione delle scorie di combustione dei rifiuti urbani.

Questa nuova e rivoluzionaria modalità di recupero dell’alluminio si affianca alle altre opzioni ormai consolidate: raccolta differenziata, che attualmente prevede due principali modalità di gestione, diversamente diffuse sul territorio nazionale (multimateriale pesante vetro+alluminio e multimateriale leggera plastica+alluminio); captazione dell’alluminio da impianti di trattamento dei rifiuti che residuano a valle della raccolta differenziata e da processi per la produzione di CDR; recupero di tappi e capsule dagli impianti di lavorazione del vetro, alla valorizzazione tramite recupero energetico delle frazioni sottili incenerite.

Si tratta di risultati significativi che CiAl ha perseguito negli ultimi anni con determinazione, allo scopo di garantire al sistema di gestione dei rifiuti urbani e al sistema industriale crescenti vantaggi e benefici in termini sia economici sia ambientali, che ricordiamo in forma sintetica:

• ottimizzazione dei sistemi di gestione integrata dei rifiuti urbani in contesti diversificati e in ambiti territoriali ottimali;
• riduzione dei quantitativi di materiale avviato in discarica e conseguente beneficio economico e territoriale dovuto al mancato smaltimento;
• corrispettivi economici da CiAl per la selezione e il conferimento dell’alluminio;
• benefici economici indotti anche a vantaggio di frazioni merceologiche diverse dall’alluminio;
• facilitazione delle fasi di recupero e riciclaggio delle altre frazioni metalliche;  • salvaguardia del territorio grazie all’evitato ricorso all’escavazione;
• salvaguardia delle risorse naturali grazie ai crescenti quantitativi di materiale recuperato e avviato al riciclaggio;
• sviluppo e adozione di tecnologie e processi utili e vantaggiosi anche per altri materiali;
• riduzione delle importazioni di rottame dall’estero;
• contributo al consolidamento della leadership italiana per quantità d’alluminio riciclate annualmente;
• grazie al riciclaggio, risparmio del 95% dei costi energetici necessari a produrre alluminio partendo dalla bauxite;
• riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera grazie alle elevate quantità d’alluminio annualmente recuperate e avviate al riciclaggio.

 

SFOGLIA ONLINE LA RIVISTA


imballaggio rivista packaging