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Prevenire: must del futuro



È disponibile il nuovo Dossier Prevenzione messo a punto da Conai: oltre 70 casi di packaging valutati sulla base della loro eco-efficienza, grazie all’introduzione di tre nuovi indicatori per l’analisi semplificata LCA. Come ha spiegato il presidente CONAI Piero Perron «Il dossier presentato all’edizione 2010 di Ecomondo si intitola “La prevenzione eco-efficiente”. Eco-efficiente perché rappresenta a pieno titolo la nuova visione, discussa a livello europeo, secondo la quale la prevenzione riguarda l’intero ciclo di vita non solo degli imballaggi - dall’estrazione delle materie prime fino al riciclo e alla trasformazione in nuovi manufatti - ma anche dei prodotti imballati.

La rassegna triennale di casi di eccellenza nell’eco-packaging, oltre 70 in questa edizione, per una diminuzione di emissioni di CO2 pari oltre al 30%, documenta un percorso già in atto, che supera la pura “prevenzione quantitativa” e va oltre la classica valutazione degli impatti ambientali, per affrontare nuove tecniche di ecodesign e di Life Cycle Assessment, in un contesto di massima attenzione alle scelte dei consumatori e di continui sforzi per rendere il packaging più compatibile con l’ambiente».

Nuovo anche lo strumento messo a punto da Conai per supportare produttori e utilizzatori di imballaggi nel cammino verso soluzioni più eco-efficienti. Si tratta di un metodo di analisi semplificata, già utilizzato nella valutazione dei casi presentati nel Dossier, che permette il calcolo dell’impatto ambientale degli imballaggi in termini di GWP (Global Warming Potential - è la valutazione delle emissioni di CO2 e di tutti i gas che contribuiscono all’effetto serra), GER (Gross Energy Requirement - è un indicatore dell’energia totale estratta dall’ambiente durante tutto il ciclo di vita di un prodotto/servizio) e Water Footprint (definisce la quantità di acqua impiegata nella produzione e nella commercializzazione dei beni).

I numeri della prevenzione -  In poco più di 10 anni le attività di prevenzione dei rifiuti da imballaggio hanno portato benefici al Paese per circa 500 milioni di euro, mentre raccolta e riciclo degli imballaggi hanno prodotto ricadute positive stimabili in 6,7 miliardi di euro in oltre 10 anni, valore che nel 2009 si è ulteriormente incrementato raggiungendo i 7,8 miliardi di euro.
La prevenzione dei rifiuti da imballaggio rappresenta, nel panorama più ampio della gestione dei rifiuti, una leva insostituibile sia da un punto di vista economico che ambientale e culturale: grandi vantaggi possono infatti essere ottenuti non solo riducendo il volume dei rifiuti, ma anche attraverso cambiamenti nei modelli di progettazione, produzione, distribuzione e di consumo delle merci.

Negli ultimi 10 anni, ad esempio, grazie anche alle politiche di prevenzione promosse da Conai, la diminuzione del peso degli imballaggi in plastica e acciaio per alimenti è stata rispettivamente del 28% e del 30%; circa il 50% in meno, invece, il peso dei sistemi di chiusura in alluminio.
In termini economici, la prevenzione applicata ai rifiuti di imballaggio ha permesso, nel corso di oltre 10 anni, di conseguire importanti benefici: 500 milioni di euro tra costi di smaltimento, emissioni, costi esterni da trasporti evitati.

Questo valore rappresenta un quarto del totale potenziale dei benefici (oltre 2 miliardi di euro) che il settore rifiuti urbani (di cui solo il 23% è rappresentato dagli imballaggi) avrebbe potuto esprimere se adeguate politiche di prevenzione fossero state implementate.
Per quanto riguarda invece la raccolta e riciclo degli imballaggi, le ricadute positive per l’Italia sono state stimate, secondo i dati di Althesys, in 6,7 miliardi di euro. In particolare sono stati evitati costi di smaltimento per oltre 3,2 miliardi di euro, più di 1 miliardo di euro è stato “risparmiato” in termini di emissioni evitate dal riciclo, 1,2 miliari di euro si riferiscono al valore della materia prima-seconda generata, 3,2 miliardi di euro rappresentano l’indotto generato dall’intero sistema Conai-Consorzi di Filiera e ancora 500 milioni sono i costi evitati grazie alla prevenzione.

Nel solo 2009, tali ricadute si sono ulteriormente incrementate, raggiungendo 7,8 miliardi di euro.
Infine, nel periodo considerato dallo studio (1999-2008), l’Italia avrebbe avuto un beneficio potenziale derivante dalle politiche di waste management valutabile in circa 24,7 miliardi di euro: quello connesso al riciclo è stato raggiunto in larga misura.

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