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L’energia dell’automazione



Che ruolo gioca l’automazione nell’abbattere consumi e costi energetici? E quale interpretazione danno le imprese all’eco-sostenibilità? I grandi obiettivi planetari di rispetto ambientale trovano riscontri sempre più puntuali nella pratica quotidiana di quanti - mondo industriale, accademico e delle associazioni - stanno lavorando da tempo per il futuro. Molti gli spunti arrivati da un recente convegno, organizzato da Messe Frankfurt per presentare SPS/IPC/DRIVES Italia.
 

L’economia sembra riprendere quota e con essa il settore dell’automazione, provato dalla crisi come pochi (in Italia -27,9% medio nel 2009: il risultato peggiore degli ultimi 50 anni) ma, fortunatamente, in risalita.
Lo testimoniano i circa 1.300 espositori dell’internazionale SPS/IPC/DRIVES, che si è svolta lo scorso novembre a Norimberga e che riguadagna il record di presenze del 2008 nonché - e questa è la novità - l’avvio di SPS/IPC/DRIVES Italia. Organizzata da Messe Frankfurt, è programmata a Parma dal 24 al 26 maggio 2011, per meglio presidiare il secondo mercato di automazione a livello europeo. Lo hanno sottolineato Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia e Johann Thoma, managing director dell’ente fieristico tedesco, aprendo i lavori della conferenza indetta a Milano il 20 ottobre scorso per presentare il nuovo appuntamento. E per ragionare, con l’aiuto di esperti e di rappresentanti dell’industria, su un tema sempre più centrale: quello della sostenibilità e dell’efficienza dei consumi energetici.

I termini della questione
Secondo una definizione dell’Ocse, “L’industria è sostenibile quando produce beni e servizi in modo tale da soddisfare i bisogni e le aspirazioni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i loro propri bisogni” (2001): questo approccio - ha sottolineato nel suo intervento il presidente di Assoautomazione Giuliano Busetto - è condiviso dalle aziende riunite in ANIE, che nella gestione evoluta del cosiddetto “capitale naturale” vedono la risposta alle esigenze di tutti e nuovi traguardi da raggiungere. L’automazione consente infatti di tradurre il concetto in termini concreti di efficienza energetica sia in ambito industriale sia, più in generale, rendendo “intelligenti” le reti del futuro. Se, dunque, lo sviluppo sostenibile ha una dimensione economica, sociale e ambientale - ha ribadito Busetto - l’automazione vi contribuisce a tutto tondo, grazie alla molteplicità di ambiti applicativi: dai sistemi industriali alle building e drive technologies, dalla mobilità al telecontrollo delle infrastrutture per la distribuzione di acqua, luce, gas…

Produzione: cambiare mentalità
Il professor Giambattista Grosso, docente al Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano, ha aggiornato sulle opportunità di produzione sostenibile. Alla luce di una premessa: la crescita generalizzata dei costi di produzione da un lato, e la sempre maggiore attenzione dedicata alle tecnologie di tutela ambientale e di risparmio energetico dall’altro, impongono alle aziende un cambio di mentalità, indispensabile per mettere a punto nuove forme di pianificazione e gestione.
Dall’impegno delle imprese emergono alcune indicazioni di tendenza, anzitutto sulla definizione degli obiettivi: per costi di produzione si intendono, ormai, non più solo quelli di natura economica ma anche quelli sociali. Il “risparmio”, di conseguenza, sarà misurato non più solo in termini di tagli alle spese ma anche di maggiori benefici che un prodotto o un processo industriale può apportare alla società.
Chi lavora in questa direzione deve definire di conseguenza tutti i passaggi del processo manifatturiero, individuando le fonti energetiche più convenienti e i processi più efficienti, per effettuare poi un’attenta pianificazione e gestione dei consumi. Inoltre terrà monitorate le cosiddette microgriglie cooperative e le relative esperienze pilota di cogestione delle risorse e delle fonti alternative. In tutti questi ambiti, il contributo dell’automazione è determinante: il “matrimonio” tra informatica e distribuzione energetica può individuare e controllare gli sprechi, oltre a recuperare e re-immettere in circolo, “in condivisione" il calore in eccesso - per esempio - e questo grazie alla disponibilità di sensori di nuova generazione in grado di rilevare valori fino ad ora non misurabili.

Tre aree di intervento - In sinergia con l’industria (ha sottolineato ancora il docente) l’accademia sta lavorando a molto progetti relativi alla gestione dei consumi energetici, utilizzando tecnologie non ancora industrializzate o in fase di sperimentazione. Gli sviluppi? Si possono prefigurare individuando le macro aree di intervento, che impegnano le imprese più avanzate:
- la fabbrica intelligente, altamente automatizzata, con controlli di processo e produzione più efficienti grazie a nuovi strumenti di misura e di diagnosi (e dove i macchinari devono essere più longevi, meno costosi, realizzare prodotti di maggiore qualità e consumare meno);
- la fabbrica virtuale, dove il passaggio e l’analisi di dati aggregati avviene per via informatizzata, agevolando i processi gestionali e decisionali. Si stanno infatti mettendo a punto software e modelli che rendano possibile la lettura e l’analisi di dati fino ad oggi inaccessibili, proprio in virtù della loro complessità;
- la fabbrica digitale, in cui un impianto viene “immaginato” (ancor prima che progettato) grazie a strumenti di simulazione capaci, per esempio, di prefigurarne le reali condizioni di funzionamento.

Consumare meno e meglio
Disegnati gli scenari della ricerca, il convegno ha offerto la testimonianza “virtuosa” di tre imprese di prima grandezza, a partire da BMW, che secondo il Dow Jones Sustainibility Index è l'azienda automotive più sostenibile al mondo: metà dei veicoli BMW circolanti oggi in Europa è già al di sotto dei 140 g di CO2 per km percorso (ne ha parlato Roberto Olivi, Corporate Communication Manager di BMW Italia).
Parmalat ha documentato un fattivo impegno di riduzione dei consumi energetici e della carbon footprint della propria produzione. Tre i filoni di intervento, illustrati da Filippo Ferrari, responsabile della Direzione Impianti: individuazione e compensazione di perdite e inefficienze; razionalizzazione e ottimizzazione delle utilities "convenzionali" impiegate nella produzione di vapore, aria compressa e acqua a bassissima temperatura; valutazione di soluzioni basate su energie rinnovabili. Denominatore comune: disponibilità e attendibilità del dato, grazie all'adozione di sistemi ad hoc, MES in primis.
Buon ultimo, Tetra Pak Italia ha descritto una strategia che prevede un approccio integrato (end-to-end) di supply chain, l’espansione dei concetti di qualità totale a tutti i processi, produttivi e non, e una specifica attenzione al rispetto ambientale. Il direttore Supply Chain Tetra Pak Italia, Sergio Guastella, ne ha documentato gli aspetti principali, mostrando alcuni risultati importanti in termini di efficienza, miglioramento della qualità e contenimento dei consumi.

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