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Grazia Ribaudo



Grazia Ribaudo, nasce a Cantù (CO) nel 1975. Disegnatrice autodidatta, si dedica alla pittura, al disegno e all’illustrazione satirica per riviste e pubblicazioni in ambito scolastico. Esordisce nel 1994 esponendo lavori dedicati al conflitto nella ex-Jugoslavia: uno dei suoi disegni diviene manifesto istituzionale per l’adozione a distanza di bambini croati.

Da sempre appassionata di information technology, internet, web-design e web-development (è specializzata in programmazione) nel 2005  propone nuove tematiche e nuove tecniche in una mostra collettiva in Villa Vertua (Nova Milanese). Dal 2006 si dedica con costanza e sperimentazione ai "nuovi linguaggi", fulcro della mostra personale del 2008 “Forma e Fondamento” (a cura del critico d'arte Claudio Rizzi, Nova Milanese, Villa Vertua, con il Patrocinio dell'Amministrazione Comunale). 

Nel 2009: mostre a Roma alla Fonderia delle Arti; presso l'ISA con il Patrocinio della Provincia di Roma e al Museo Archeologico di Valmontone; a Milano, presso lo Spazio Tadini, nella collettiva "Luci della ribalta", in un palcoscenico di alto livello che la vede insieme a docenti di Brera e maestri dell'arte contemporanea lombarda.

Espone in triplice personale a Mantova ("Allegorie della scrittura: Mario De Leo, Raffaele Penna, Grazia Ribaudo”, a cura di P. Artoni e C. Rizzi nel contesto del Festivaletteratura, che farà poi tappa al Civico Museo Parisi-Valle di Maccagno). Diverse le collaborazioni editoriali e aziendali per l'utilizzo della sua arte come immagini e rappresentanza di iniziative culturali a carattere nazionale.


Dicono di lei

«Il mondo dell'arte rivolge ora grande attenzione ai "nuovi linguaggi". Talvolta la vivacità della comunicazione conduce all’enfasi, talora, anche se raramente, davvero si incontrano proposte, soluzioni e tematiche che, mediante autenticità espressiva e tecnica, indicano prospettiva, futuro e continuità. È il caso delle recenti opere di Grazia Ribaudo, frutto di una ricerca elaborata da due anni, attenta a coniugare i contenuti con la forma e capace di esprimere esteriormente il fondamento di pensiero. Il mondo e il linguaggio di internet. La rete. La connessione oltre la distanza, la possibilità di comunicazione oltre il pericolo della solitudine. La traccia del dialogo non più nello sguardo dell’interlocutore ma nel tessuto informatico che sottostà a ogni nostro colloquio elettronico.
La pittura, nel gesto, nel segno istintivo e imperioso di Grazia Ribaudo, disegnatrice in punta di matita come repentino ma ritmico passo di danza, interviene sulla tela che accoglie già, nell’estensione unanime di colore, l’intreccio della rete. Si sovrappone poi, come iscrizione nel tempo, come epigrafe di sacralità, una componente del messaggio affidato a internet: ma non è l’anima del nostro colloquio, è quella parte, ignota come l’inconscio, che nella tecnologia del viaggio informatico supporta la parola. È un quadro del nostro tempo, del linguaggio odierno, del connubio tra anima e mondo, senso della parola e rigore della comunicazione
».
Claudio Rizzi (Testo scritto in occasione della mostra "Grazia Ribaudo, Forma e Fondamento", 12-25 maggio 2008, Villa Vertua, Nova Milanese, MI).

 

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