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Michele Cannaò



Michele Cannaò, all’inizio degli anni ’80, intraprende l’avventura interdisciplinare tra arti figurative e teatro, iniziata con un lavoro dedicato alla Tauromachia da cui nasce l’opera teatrale Grandiosa Corrida e il ciclo di opere pittoriche e grafiche Taurophigìa.

Nel 1987 fonda la Compagnia Teatrale La Credenza, con la quale metterà in scena dirigendoli venti lavori, a cominciare da Diario di Eva (‘88) inedito di Fo, Mythologìa (1991), La Croce del Sud (’94) …

È ideatore di una serie di eventi culturali, come le non-stop d’Arte nell’ambito dell’edizione 1988/1989 di Milano INFESTA. Dal 1995 al 1999 cura e dirige cinque edizioni di Kalò Nerò, festival delle arti realizzato nella riviera jonica siciliana tra Messina e Taormina.

Nel 1991 fonda a Milano lo Studio La Credenza e nel 1996 fonda e dirige il Piccolo Teatro della Scaletta (ME). Tra le numerose mostre personali allestite in Italia e in Europa, ricordiamo Ragioni di un sogno, Grandiosa Corrida, Odisseo, Ritratti di poeti e, in corso, Passione e Incanto, quasi tutte legate a degli eventi unici teatrali o performativi.

Dal 2007 dirige, assieme al poeta Guido Oldani, gli eventi artistico-culturali del Museo della Permanente di Milano.

Hanno detto di lui

Bruno Corà: […] gli oli su tela del ciclo Incanto appaiono ”costruiti” mediante un felice connubio di forme sintetiche, segni archetipali, colori evocativi di una mediterraneità e solarità che si coniuga costantemente ai miti marini e alle derive umane e sovrumane di cui la storia europea è intessuta.

Marco Dentici
: […] Le prue del legno di Odisseo non sono parti navali ma lance acuminate dell’indagine puntate oltre la curva del mondo e, talvolta, verso piccole anse promettenti quiete e riparo. A volte, sono falli eretti in cerca di carne, bompressi protési sul mare feroce, incuranti dell’urlo dei venti e delle fauci spalancate dei mostri che oscurano gli abissi di orrore guizzando a pelo d’acqua in attesa del naufrago […].

Guido Oldani
: […] I colori della forma sono in tellurico movimento, poi placano, risorgono e giacciono. Ma fino al prossimo giro di corrida, perché dei colori, non c’è mai da fidarsi completamente e, quando meno ce lo si aspetta, ripartono alla carica a testa bassa, luciferini […].

Francesco Tadini e Melina Scalise: […] Difficile fare i turisti d’arte di fronte alle opere di Passione e Incanto. Non si parlerebbe di tecniche pittoriche e di collocazione nella storia dell’arte ma - essendo già in viaggio con lui - delle cose osservate insieme, per fissarle nella memoria, per riviverle […].

 


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