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Quello che non fa l’Italia, lo fanno gli italiani*



Tutto riparte da Interpack, è ovvio e inevitabile come mai.
È il tempo in cui si tirano le fila su quanto è accaduto (la crisi ormai alle spalle), su cosa si è fatto per contrastarla, su quello che ci prospetta il futuro, e non solo da un punto di vista tecnologico.

Per la nostra rivista questo significa, tra l’altro, porre in modo chiaro una domanda ai lettori : in qualità di utilizzatori o produttori di materiali e macchine per l’imballaggio, di quali informazioni avreste più bisogno, in relazione al vostro agire quotidiano?

Chi cerca trova… lo abbiamo ascoltato e scritto, e allora vorremmo provare a cogliere il sentiment del “nostro popolo”, traguardando la prossima e ormai imminente edizione della più grande manifestazione mondiale sull’imballaggio, in calendario dal 12 al 18 maggio a Düsseldorf.
Pensiamo, dunque, che sia un’occasione da non sprecare per cercare di far emergere, organizzare e riassumere le aspettative che muovono visitatori, espositori e spettatori virtuali, e per tentare di dare indicazioni utili per la pratica quotidiana di chi non smette di adoperarsi con intelligenza e passione.

Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno della vostra collaborazione. Della vostra attenzione e di 5 minuti del vostro tempo.
Collegatevi quindi alla pagina del nostro webmagazine, www.packmedia.net/survey e partecipate on line all’indagine, rispondendo con un si o con un no alle domande che vi verranno presentate: avrete la nostra riconoscenza e riceverete gratuitamente l’accesso all’area riservata dove pubblicheremo i risultati integrali di questa iniziativa, nonché 3 numeri della rivista.

Contiamo sul vostro supporto. Così come contiamo che il mondo dell’imballaggio sappia essere, sempre più, specchio di un sistema produttivo capace di fare da cassa di risonanza ai temi del nostro tempo che, in modo trasversale, parlano di “scarsità di cibo (piaga indicibile), di rispetto per l’ambiente (risorsa per il futuro), di corretta gestione energetica (testimone di consapevolezza), di valore della ricerca e della tecnologia (bene dell’umanità)”.
Si tratta di una partita complessa che, come emerge dai dati della ricerca “Fare gli italiani” che pubblichiamo su questo numero, è tutta ancora da giocare facendo leva sul ruolo di trend setter in uno scenario competitivo sempre più ampio e difficile.

Siamo certi del valore del “made in Italy” e del fatto che debba essere valorizzato al meglio perché è (e sarà) l’arma giusta per superare le “barriere del prezzo”. E siamo convinti della necessità di dover comunicare i plus della compagine italiana: “fare sistema” riguarda ognuno di noi, e dunque non deve più essere una semplice esortazione da discorso ufficiale ma fattore cogente, capace di testimoniare la forza tecnologica, la capacità organizzativa e la potenza finanziaria di una nazione. Anche andando oltre i troppi difetti di questa povera Italia.

Vi aspettiamo a Interpack,
al nostro stand Entrata Nord EN/B04.

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