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Il futuro è di chi lo costruisce (...Deo volente)



“Condividere problemi, condividere soluzioni”.
Questo sembra essere oggi l’imperativo per l’industria, per quel mondo “vero” del fare che, in tal modo, non solo costruisce giorno dopo giorno l’uscita dalla crisi ma - più o meno consapevolmente - prende le distanze da un governo in tutt’altre faccende affaccendato, e dalle “dinamiche neocontrattualistiche” che mirano a ridefinire i rapporti tra capitale e lavoro attraverso una prova di forza, come accaduto a Mirafiori.

Le imprese del nostro mondo, infatti, non sembrano credere che “il lavoro debba tornare a essere semplice prestazione, merce”; piuttosto, sono interessate a cercare risposte collettive a problemi individuali, puntando a realizzare nei fatti quel "patto per la crescita" che può cambiare l'Italia e che sarà indispensabile piattaforma di speranza per il futuro. Ci sono modi diversi di vivere l’impresa, ma quello che unifica queste esperienze è una passione di fondo, è la fiducia di avere soluzioni nuove a problemi nuovi.

Questo è quanto abbiamo ascoltato dalla voce dei protagonisti, imprenditori e manager: ieri (17 gennaio), in occasione del convegno organizzato da Assolombarda per presentare lo studio realizzato dalla Bocconi, che ha analizzato le mosse strategiche passate e future di 60 piccole e medie imprese milanesi; pochi giorni addietro, intervistando molti italiani che erano presenti alla fiera Emballage.

Ebbene, come scriviamo su questo numero, nel servizio che segue: «Di una cosa siamo sicuri: se non proprio di “un’uscita” dal tunnel, siamo stati in prima persona testimoni di una nuova consapevolezza da parte degli operatori […] e abbiamo registrato che la crisi sembra aver generato - oltre a fatica e preoccupazioni - anche qualche “sano” anticorpo […] Tutti sono assolutamente certi del merito della tecnologia italiana, che deve essere valorizzata al meglio perché è (e sarà) l’arma giusta per superare le “barriere del prezzo”. E tutti sono sempre più convinti della necessità di dover comunicare i plus della compagine italiana: “fare sistema” non deve più dunque essere una semplice esortazione da discorso ufficiale ma fattore cogente, sostenuto in primis dalle istituzioni e capace di testimoniare davvero la forza tecnologica, la capacità organizzativa e la potenza finanziaria di una nazione».

Crescere si può, come ha confermato anche l’Os­servatorio Assolombarda-Bocconi, nonché i rappresentanti delle imprese intervenuti alla tavola rotonda.
Come? Investendo sull’innovazione culturale, dei processi aziendali, dei prodotti, puntando sul risparmio energetico (Ali Reza Arabnia, Geico). Cercando di cogliere le opportunità implicite nella crisi, magari acquistando impianti approfittando dell’euro forte, acquisendo aziende e automatizzando i processi produttivi (Attilio Bindi, Società Italiana Prodotti Alimentari). Riposizionando e rafforzando i valori del marchio, perché nei momenti di crisi il mercato vuole certezze, affidabilità, ma anche accelerando sul fronte della sostenibilità, fino a raggiungere per esempio la “carbon neutrality” in riferimento all’ambiente (Andrea Boragno, Alcantara). E ancora,  capitalizzando l’azienda, cercando nuove opportunità, ampliando la gamma e portando avanti nuovi sviluppi (Lorenzo Caimi, Caimi Brevetti). Oppure, per paradosso, cambiando addirittura mestiere, stando però ben attenti a non perdere il capitale rappresentato dai clienti e, più in concreto, costruendo un portafoglio attività equilibrato, liberando le risorse umane e inserendo in azienda conoscenze e competenze superiori al bisogno del momento per poter avere sviluppi e soluzioni innovative in tempi rapidi (Alfio Gianatti, Cicrespi Engineering).

Per il futuro? Vivere il made in Italy come un’opportunità, privilegiare strategie di differenziazione con un approccio selettivo rispetto alla strategie di costo, investire in R&D e nella formazione delle persone, saper parlare linguaggi diversi, proseguire sulla strada dell’internazionalizzazione e delle acquisizioni, riprogettare il modello di business e cambiando così i concorrenti, senza dimenticare… le altre 320 mosse elencate nella ricerca.

(Ascolta gli interventi relativi alla tavola rotonda su http://italiaimballaggio.packmedia.net/tavolarotonda-assolombarda-gennai...)

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