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Si può fare…



Buone nuove. Fare innovazione, migliorare i fattori competitivi, spostare il confronto con i clienti dal piano del prezzo a quello della generazione di valore, è un obiettivo a portata di mano dell’industria, soprattutto delle PMI.
Niente a che vedere con l’usata pratica “estemporanea”, frutto di intuizione e creatività, che è patrimonio diffuso del nostro fare impresa e che, in tempi di globalizzazione, sembra stia perdendo di efficacia.

Non si tratta neanche di parole, ma della possibilità concreta di attivare una prassi scientifica che può essere pianificata e costruita, e che fa perno sulla messa a punto di strumenti di lavoro specifici, capaci di collegare il mondo del pensiero e della teoria a quello del fare.
Questo è il merito principale del lavoro di ricerca svolto dall’UdRD d.com_ Unità di Ricerca e Didattica di design della comunicazione (Politecnico di Milano, Dipar­timento INDACO) dedicato a esplorare la tematica della “Accessibilità comunicativo-informativa del packaging in cartoncino” svolta con il contributo di Pro Carton Italia e sostenuta Gruppo Reno de Medici, che ne ha valorizzato i contenuti a novembre, in un workshop, e in un incontro a gennaio*.

Lavoro di valore non solo per i risultati a cui gli estensori sono arrivati, ma per la metodologia seguita, tesa a misurare (rendendole accessibili da un punto di vista scientifico e dunque, riproducibili) le modalità stesse della progettazione di un imballaggio.
Non chiacchiere accademiche dunque ma un lavoro complesso, risolto e ben fatto, che è riuscito a mettere insieme l’approccio pragmatico con quello accademico per produrre cose che possono avere effetti.

In primis, incidendo sui rapporti tra industria e università, trovando anzitutto un linguaggio comune (un vocabolario condiviso) che consenta di coniugare le reciproche esigenze: quelle pratiche/applicative con gli aspetti legati alla cultura del progetto e alla formazione.
La ricerca insegna inoltre che gli slogan, le teorie, gli aspetti di principio sono momenti di partenza fondamentali da declinare però correttamente nel lavoro di progettazione, tenendo conto che le sensibilità e le competenza hanno bisogno di strumenti (oggetto della ricerca, appunto) per la rilevazione, per l’attività sperimentale e la pratica.

Va dato atto ai responsabili dello studio di essere andati ancora oltre, proponendo una diversa visione dell’attività stessa di design, per cui il progetto non è più esclusivamente frutto dell’improvvisazione creativa, ma produzione di oggetti che si prestino a qualunque tipo di verifica, in tutti i loro effetti, in tutte le esperienze che suscitano.
E di nuovo questo può avvenire solo “inventando” strumenti, o meglio, come si usa oggi, “mettendo insieme” strumenti esistenti in modo originale.
Proprio l’invenzione degli strumenti consente un approccio analitico che serve a dare un quadro generale di tutte le criticità e di tutti gli interventi necessari, come accade peraltro nell’analisi scientifica.
La collaborazione tra industria e università nasce dunque proprio sul terreno delle specificità, a patto che ognuno faccia la propria parte per costruire figure professionali capaci di “interfacciarsi”, ovvero di avere uno sguardo convergente che consenta la relazione con tutte le competenze e le responsabilità espresse dalla filiera dell’imballaggio.
La strada è segnata. Basta solo approfittarne.

* L'accesso x innovare
Il progetto comunicativo-informativo del packaging come elemento competitivo per il settore cartotecnico ha trovato corpo nella conferenza (progetto scientifico Valeria Bucchetti, coordinamento Erik Ciravegna) organizzata dall'Unità di ricerca e didattica di Design della comunicazione del Dipartimento INDACO in collaborazione con RenoDeMedici, che si è svolta lo scorso 26 gennaio al Politecnico di Milano. Occasione di confronto sul tema della progettazione comunicativa dei sistemi di accesso dei packaging in carta e cartoncino, l’incontro ha offerto spunti di riflessione e tracciato possibili percorsi di innovazione per uno sviluppo competitivo del settore cartotecnico.
Il programma degli interventi, cui è seguita una tavola rotonda.
Apertura lavori: Silvia Piardi (Direttore Dipartimento INDACO, Politecnico di Milano); Sviluppare ricerca: Valeria Bucchetti (Professore Associato, Dipartimento INDACO, Politecnico di Milano); Il progetto dell’accessibilità: Erik Ciravegna (Dottore di ricerca, Dipartimento INDACO, Politecnico di Milano); Il ruolo del design: Giovanni Baule (Presidente Corso di laurea in Design della comunicazione, Politecnico di Milano)

Tavola rotonda: Una rete per l’innovazione
Moderata Valeria Bucchetti e introdotta da Massimo Rosati (Strategic Product Development Manager Reno De Medici).
I partecipanti: Michele Amigoni (Packaging Design & Standard Manager Gruppo Barilla), Piero Capodieci (Presidente Assografici), Elio Carmi (Direttore creativo Carmi e Ubertis), Antonella Emilio (Responsabile Sociale d'Impresa e Responsabile Marketing Finiper), Daniela Piscitelli (Presidente AIAP, Nicola Tucci (Category Marketing Manager Reckitt Benckiser).

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