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La sera dei talenti



C’è ancora tanto sentimento in giro, almeno nel nostro mondo del fare. Partecipazione emotiva, coinvolgimento, lucidità, gusto di andare oltre superando anche le ragioni della pura convenienza… Merce rara ma, forse proprio per questo, quanto mai preziosa.
Di questo sentire si è fatta testimone la Ima di Bologna che, a fine settembre, ha festeggiato i 50 anni di attività organizzando un evento in grande stile a Palazzo Albergati, a cui hanno partecipato 2.000 invitati, per la maggior parte dipendenti e collaboratori. E non è stato un evento solo celebrativo, bensì un importante momento di assunzione di responsabilità per il futuro da parte della proprietà.
È stata davvero una grande festa, per ”tutte le donne e tutti gli uomini”, per coloro che dentro e fuori l’azienda hanno fatto grande la Ima, mettendo in campo cuore e intelligenza.

Fuor di retorica, lo ha affermato Alberto Vacchi, Presidente e Amministratore Delegato esecutivo, che ha ribadito nel suo breve ma partecipato intervento: «Siamo stati bravi e fortunati. Bravi nel cogliere le opportunità, e di questo ringrazio tutti voi, per quanto avete reso possibile in questi 50 anni. Siamo stati anche fortunati, perché noi viviamo in un territorio virtuoso che ha una grande capacità nel saper fare, e questo è un elemento di forza su cui dobbiamo concentrarci, ma non arroccarci. Questo è un elemento di forza, che dovrà continuare a essere il nostro punto di riferimento anche in futuro: non è nostra intenzione delocalizzare, spostarci in altri paesi, se non per opportunità specifiche di mercato». Sono state parole importanti, accolte con entusiasmo dai presenti, perché mettono chiaramente al centro delle strategie competitive dell’azienda, la cultura e le relazioni con il territorio bolognese ed emiliano.
Ma non basta. Vacchi ha aggiunto: «Vogliamo mantenere sempre alto il senso di responsabilità verso i grandi problemi del nostro tempo: ricordiamoci infatti che i problemi che ci circondano non sono i problemi “degli altri”, ma sono i nostri. Forza e coraggio, dunque, e riusciremo insieme nella sfida».

Impegni sostanziati dai fatti, una volta tanto. Ima ha infatti organizzato un concorso per cortometraggi riservato ai dipendenti, che ha avuto come tema “I problemi della società e del vivere oggi” (sensibilità e ironia nelle opere premiate: particolarmente gustoso il cortometraggio “Canova e la raccolta differenziata”, dove un giovane entusiasta martirizza la vecchia nonna per costringerla a comportamenti virtuosi in materia di rispetto ambientale). In parallelo, ha anche stanziato 330.000 euro per sostenere, nel prossimo triennio, tre interventi di solidarietà sociale, scelti tra 39 progetti presentati anche questa volta dai dipendenti e selezionati da un gruppo di lavoro formato da Romano Prodi, dalla moglie Flavia e dall’organizzazione Impronta Etica.
Con i fondi Ima verranno realizzati: un primo progetto di piccole dimensioni, replicabile, di supporto alla formazione scolastica a Firenze; un secondo progetto di dimensioni maggiori e innovativo nella sostanza, che si occuperà di immigrazione e inserimento nell’area bolognese, con particolare attenzione alla diagnostica tempestiva di alcune patologie femminili; e, infine, un terzo progetto che affronta il problema della disabilità, destinato a realizzare una ausilioteca mobile per la riabilitazione delle persone ipovedenti in ambito regionale.
Prodi, che ha introdotto la meritevole iniziativa, ha così commentato: «Dieci anni fa festeggiammo il 40mo della Ima e c’era metà della gente rispetto a stasera. In un periodo così difficile, dare il senso della sicurezza, della capacità di resistere ai cambiamenti, è una cosa bellissima e rara. Godiamo dunque della serenità che nasce dall’avere un obiettivo comune».

Un obiettivo come quello dichiarato da Annamaria Vacchi (moglie di Marco e madre di Alberto), che ha preso la parola per condividere il suo mondo di affetti dove privato e pubblico coincidono al pari dei festeggiamenti per i cinquant’anni di matrimonio e di storia dell’azienda (stesso mese e stesso anno). Ha parlato con il cuore alla sua “famiglia allargata”, invitando a brindare alla felicità di tutti.  Forse proprio nel saper condividere prospettive a misura d’uomo, sta il segreto di una grande impresa.
Chapeau.

P.S. Sorpresa nella sorpresa, lo spettacolo di Maurizio Crozza, molto applauditoi, ha regalato momenti di graffiante divertimento ironizzando su tutto e su tutti, a partire da Prodi, seduto sotto il palco. Tra le tante battute: «… sono 50 anni che voi Vacchi, voi Ima, avete idee geniali e risolvete problemi… Ma scusa Prodi… quelli del PD non potevano rivolgersi alla Ima? Sono cinquant’anni che il PD non ha idee e vive nei problemi…». E poi, immancabili, i riferimenti a Scilipoti, Berlusconi, Brunetta, Marchionne, Montezemolo, etc etc etc

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