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Fumata bianca



Non si tratta dell’elezione del pontefice, ma della nomina dei nuovi vertici di Ucima (Unione costruttori italiani macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio) e - nota personale - di un malaugurato guasto meccanico che non mi ha consentito di raggiungere Bologna, per partecipare ai lavori dell’assemblea. Il 24 settembre non ero quindi presente a Villa Cicogna ma, come persona che ha l’obbligo di informarsi dei fatti e in virtù della mia lunga “militanza”, provo a dare una prima lettura degli avvenimenti.

1) Giuseppe Lesce è il nuovo Presidente: ingegnere, 51 anni, è direttore generale della Divisione Closures & Containers di Sacmi Imola. Per la prima volta non è quindi un imprenditore a guidare l’associazione, coerentemente con quanto previsto nell’ultima modifica dello statuto (2008), in base al quale “Alle cariche sociali possono accedere i rappresentanti delle aziende che siano titolari, legali rappresentanti, Consiglieri di amministrazione o Dirigenti di primo livello muniti di specifica procura sulle deliberazioni associative”.
La sua elezione appare dunque un segnale di cambiamento, anche perché non appartiene alla “nomenklatura” dell’associazione, nonostante sia per certi versi espressione del desiderio di rappresentanza dei grandi gruppi del settore.

2) Gianmario Ronchi è stato eletto Vice Presidente: Ceo della Ronchi Mario Spa, ha sempre partecipato attivamente alla vita associativa, tanto che negli ultimi tempi ha ricoperto, tra le altre, la funzione di coordinatore della struttura dopo le dimissioni del direttore. Apprezzato per il suo operato dalla maggioranza dei soci, probabilmente avrà il compito di conciliare le diverse esigenze di rappresentanza e di cementare la base associativa.

3) Il consiglio direttivo. Molti i nomi riconfermati e che lavoreranno con solerzia per dare continuità e sviluppo alle attività e alle iniziative associative: Alfredo Aureli (Aetna Group), Luciano Sottile (Ilapak Italia), Riccardo Cavanna (Cavanna), Ernesto Gamberini (MG2), Daniele Vacchi (Ima). Tra le new entry figurano Luisa Quadalti Senzani (Senzani Brevetti) e Maurizio Marchesini (Marchesini Group). Proprio quest’ultimo, che è anche presidente Unindustria Bologna, potrebbe giocare un ruolo significativo nel dare maggiore visibilità e forza all’associazione nei confronti dei soggetti istituzionali di riferimento, pubblici e privati.
Infine Davide Brancaleoni (Elau Systems Italia) è stato rieletto in rappresentanza dei soci aggregati.

4) Fatti e opinioni. L’assemblea è stata molto partecipata, come impone l’occasione di una votazione, e i risultati sono stati ampiamente condivisi. Il presidente uscente Giovanni Caffarelli ha tenuto il suo discorso di commiato, lasciando a Ernesto Gamberini, in qualità di vice presidente pro tempore, il compito di presentare i dati sull’andamento del settore. Il fatto che nei primi 6 mesi del 2010 gli ordinativi siano aumentati di quasi il 30% rispetto allo stesso periodo del 2009 e che siano in ripresa anche le esportazioni (Cina +121,8%, Stati Uniti +29,2%) ha certamente contribuito a creare un clima di fiducia.

Ma al di là della ritualità imposta dall’evento, si è parlato in modo più o meno esplicito di risultati, problemi e priorità da affrontare.
In primis del capitolo fiere: da una parte dei risultati incoraggianti della prima edizione di Packology, dall’altra della necessità di chiudere il contenzioso con Ipack-Ima in modo equilibrato, verificando la possibilità di nuove collaborazioni.
In parallelo si è insistito sulla necessità di proseguire sulla strada di quel cambiamento che ha portato gli associati, in particolare il presidente e il consiglio direttivo, a “riappropriarsi” in toto dell’indirizzo e della guida di Ucima.

E poi si è riaffermata l’importanza di sostenere il processo di internazionalizzazione del comparto, oltre che di fare di più per quanto riguarda formazione e accesso ai fondi europei. Come? Magari rivitalizzando il ruolo delle Commissioni.
Migliorare si può e si deve - come sostengono alcuni soci - anche in fatto di comunicazione tanto verso l’esterno quanto tra organi direttivi e base associativa, scongiurando così una pericolosa criticità.
In definitiva, sul piatto ci sono molte sfide, su cui avremo modo di tornare in futuro. In questo momento, da parte mia, posso solo sperare che Ucima sappia conciliare gli interessi di parte e far prevalere sempre e solo il bene di tutti. Cosa semplice, ma non facile.

P.S. Nell’editoriale del numero di settembre ho promesso che, su questo fascicolo, avrei pubblicato la seconda puntata delle Cronache vietresi. Ragioni di attualità mi hanno portato a posporre il resoconto dell’interessante tavola rotonda, che si è svolta durante l’assemblea GIFASP: per fortuna i contenuti erano e resteranno in ogni caso validi.

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