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Fucina di idee e macchine



È stato Gerhard Schubert in persona a illustrare a interpack le soluzioni più avanzate messe a punto dalla sua azienda: dal cambio utensile  automatico su una confezionatrice TLM, alla nuova linea picker, all’impianto di confezionamento per casse americane, ai robot di confezionamento e di trasporto…

Le molte macchine in funzione allo stand Schubert offrivano uno spettacolo avvincente, testimoni di tecnologia allo stato dell’arte, precisione e…  passione da condividere con gli operatori dell’imballaggio.

TLM e MES - Oltre ai 40 robot confezionatori e ai 32 robot trasportatori “Trans­modul” (anch’essi sempre in funzione), notevole interesse ha suscitato la prima confezionatrice TLM (Top Loading Ma­schine) in grado di eseguire in automatico la sostituzione dell’utensile, adattandosi ai diversi prodotti: che si tratti di ovetti di cioccolata o di bicchierini di yogurt, il tempo di ripreparazione è di 4,5 minuti. Questo tipo di automazione consente di risparmiare circa il 60% del tempo, con una conseguente - e consistente - riduzione dei costi.

L’oggettività, in questo caso, è corroborata da una sempre maggiore efficienza del processo di confezionamento, che deve funzionare senza errori e permettere di realizzare piccoli lotti ad alta produttività: un passo decisivo verso una produzione “informatizzata”, capace di reagire con immediatezza e flessibilità alle esigenze più diverse.
Ideale per i produttori di salatini, biscotti o cioccolatini, la linea picker TLM-F44 preleva ripetutamente qualsiasi prodotto (anche molto fragile) dal nastro inserendolo nei vassoi.
In questo caso la novità consiste nel “vassoio madre”, che viene chiuso alla fine dell’impianto con uno strato di pellicola trasparente per essere poi tranciato in porzioni.

Le tacche di impilamento restano nella griglia di tranciatura. I vantaggi offerti da questa soluzione sono di natura economica e funzionale: oltre alla riduzione dei costi, il vassoio senza le tacche di impilamento risulta migliore dal punto di vista estetico e, in caso di interruzioni nel confezionamento, i vassoi possono essere impilati su pallet.
Altra novità in fiera era l’impianto di confezionamento TLM per casse americane, a cui è stato integrato un pallettizzatore TLM-P4. Anche in questo caso, Schubert ha puntato a ridurre i costi aumentando l’efficienza. 

Da ricordare infine il comun denominatore di tutte le macchine, ovvero il sistema Schubert MES (Manufacturing Execution System), in grado di integrare i processi in modo “orizzontale”, con l’obiettivo di organizzare, coordinare e sincronizzare tutti gli aspetti funzionali di una commessa: produzione (dalla progettazione dettagliata all’acquisizione dei dati della macchina e di esercizio o alla manutenzione preventiva…), qualità (acquisizione dei dati di processo, analisi del trend, monitoraggio della produzione…), personale (pianificazione dei turni o controllo degli accessi). L’evoluzione e lo sviluppo del MES ha fatto sì che le macchine confezionatrici TLM contribuiscano ad aumentare l’efficienza complessiva del processo aziendale (se ben impiegato, il sistema MES permette di risparmiare fino al 10% in un processo di produzione). 

Strade nuove - Oltre a studiare l’interazione fra materiali di confezionamento e macchine, ricordiamo infine che, nel corso del 2011, Schubert si è “avvicinata” al riempimento, con la messa a punto di una macchina per il confezionamento di sapone liquido. In questo caso, i robot trasportatori sono stati dotati di celle pesatrici, che controllano il processo di riempimento gravimetrico di prodotti liquidi e pastosi.                      

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