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Quando l’imballaggio È di carta



DATI E FATTI A livello mondiale gli imballaggi cellulosici sono la forma di confezionamento più diffusa, con una quota di mercato del 39% circa. Per il 2010, le cifre espresse in Italia dall’industria degli imballaggi cellulosici (alla cui situazione è dedicato questo report) sono in estrema sintesi le seguenti: 2.450 imprese; 6,6 miliardi di fatturato; una produzione di 5.010 t/000. Plinio Iascone

Dopo due anni di crisi, la produzione globale italiana delle materie prime cellulosiche destinate alla produzione di imballaggi, nel 2010, si è attestata intorno alle 4.265 t/000 e il consumo ha raggiunto 5.571 t/000, rispettivamente in crescita del 9% e dell’11%. Il consumo apparente è risultato ripartito fra: carte e cartoni per cartone ondulato (3.655 t/000, +9,6%), cartoncino per astucci (671,7 t/000, +7,6%), altre carte per produzione imballaggi (1.244 t/000, +19%).

Focus sull’Italia
Gli imballaggi cellulosici continuano a svolgere un ruolo importante nel  confezionamento delle merci, sia in qualità di imballaggi primari, di presentazione e di trasporto (voce, quest’ultima, che coinvolge di fatto la quasi totalità dei settori manifatturieri).
Il 33% della produzione italiana globale di imballaggi è costituito da imballaggi cellulosici, di cui il 24% è rappresentato da casse e fogli in cartone ondulato.
La produzione 2010, in crescita del 6,4% rispetto al 2009, non è però riuscita a recuperare il crollo del biennio 2008/2009; infatti, rispetto al dato relativo al 2007, il settore degli imballaggi cellulosici risulta ancora in calo del 5,5%.

Siamo però comunque in fase di ripresa, e si ritiene possibile che entro il 2011 potrà recuperare i valori del 2007.
Il trend evolutivo migliora se il raffronto si effettua facendo riferimento alla produzione espressa in metri quadri: questo deriva dalla progressiva riduzione delle grammature medie che ha coinvolto diverse categorie di imballaggi cellulosici, senza ovviamente ridurne la resistenza.
Nel 2011 si prospetta che il settore degli imballaggi cellulosici proseguirà il processo di recupero dopo il drammatico biennio 2008/2009.

I dati a consuntivo del 2010
Come prima evidenziato il settore nazionale degli imballaggi di carta e cartone ha espresso, nel 2010, una produzione pari a 5.010 t/000, con un fatturato di 6.630 milioni di euro circa (+9,4% rispetto all’anno precedente, ma purtroppo ancora inferiore al risultato 2007, anno antecedente la crisi economica).
Nel settore sotto osservazione, la componente estera della domanda permane modesta.
Le esportazioni, in crescita rispetto al 2009, rappresentano soltanto il 10% della produzione, ma anche le importazioni, in crescita nel 2010, sono poco significative, coprendo soltanto il 2,5% circa della domanda.

L’utilizzo apparente italiano (produzione-export+import) è aumentato del 6%, posizionandosi su 4.618 t/000, risultato comunque ancora inferiore alla situazione pre crisi.
Scatole di cartone ondulato, astucci pieghevoli di cartoncino, sacchi di carta di grande dimensione, shopper bags, sacchetti, fusti di cellulosa, scatole di cartoncino di medio/alto spessore, contenitori di cartoncino accoppiato e carta per avvolgere: sono queste le svariate tipologie di imballaggi che rientrano nell’area e il settore di punta, in termini di dimensioni produttive, rimane quello del cartone ondulato (materiale che esplica al meglio le proprie caratteristiche nella funzione d’uso legata al trasporto e quindi trasversale a tutti i comparti industriali), seguito dal settore degli astucci pieghevoli.
Il mix dell’offerta degli imballaggi cellulosici, con riferimento alla produzione espressa in peso, è così strutturata:
- cartone ondulato 73,4%;
- astucci pieghevoli e scatole di cartoncino teso 14,9%;
- sacchi di grandi dimensioni 3,9%;
- altro 7,8%.

Scatole di cartone ondulato
- Nel 2010 la produzione di imballaggi di cartone ondulato è risultata pari a 3.677 t/000, +5,5% rispetto al 2010.
Contenuto come sempre il commercio estero, l’utilizzo apparente, 3.467 t/000, è cresciuto del 4,6%. Secondo gli elementi emersi dalla banca dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, l’impiego degli imballaggi di cartone ondulato è riconducibile per il 49% all’area agro alimentare, che si conferma così il settore di sbocco di punta.
In questo ambito, emergono i comparti delle bevande (con uno share del 14%) e la movimentazione di prodotti ortofrutticoli freschi (con uno share del 12%, le cassette sono particolarmente richieste per i prodotti da export).

Sempre in ambito alimentare, il restante 23% interessa una moltitudine di altri settori tra i quali emergono carni, pesci, paste alimentari, pizze da asporto e prodotti da forno.
L’area del non food assorbe il 51% delle applicazioni; il settore di punta in termini di impiego del cartone ondulato è l’arredamento (16%), cui seguono i prodotti chimici, compreso la detergenza domestica (5% circa), l’industria metalmeccanica e trasporti (5% circa), l’area elettronica, elettrodomestici e audio-video (4,5% circa), l’area dei prodotti destinati all’edilizia, ceramica e piastrelle (3% circa), giocattoli (3,5% circa).
Il restante 14% è imputabile a una miriade di altri settori.

Astucci pieghevoli e scatole di cartoncino teso - Nel 2010 la produzione globale dell’area è ammontata a 745.000 tonnellate, segnando un recupero dell’8% dopo due anni di arretramento, ma senza raggiungere i livelli pre-crisi.
In particolare nell’ambito di questo comparto, gli astucci pieghevoli evidenziano una ripresa del 7,4% e le scatole di cartoncino teso del +12%.
Entrambi i settori hanno registrato una crescita sia per la domanda interna che per le esportazioni.
L’astuccio pieghevole resta consolidato nel settore farmaceutico e della cosmesi-profumeria, dove troviamo prodotti di alta gamma e di lusso, mentre in altre aree di applicazione deve misurarsi con alcuni imballi alternativi.

La produzione è costituita per il 53% circa da manufatti al 100% di cartoncino e per il restante 47% da contenitori abbinati a film di PE o a film di alluminio (share in progressivo aumento).
L’abbinamento del film plastico o del film di alluminio si rende in genere necessario per conferire all’astuccio caratteristiche estetiche particolari e di alta classe, o per esigenze specifiche legate alla destinazione d’uso.
Per quanto concerne l’impiego, astucci pieghevoli e scatole in cartoncino teso sono distribuiti nei seguenti settori: food 42%, bevande 19% (essenzialmente cluster), cosmesi e farmaceutico 11% e altro non food 28%.
In particolare, gli astucci pieghevoli sono impiegati essenzialmente nell’area food e bevande (70% circa) e all’area cosmesi-farmaceutica (10% circa).
Per quanto riguarda le scatole di cartoncino teso, sono diffuse in particolare nell’industria delle scarpe, della pelletteria e dell’abbigliamento, con uno share globale del 60% circa.

Sacchi di carta di grande dimensione - Nel 2010 il settore ha espresso una produzione di 198 t/000: +7% rispetto al 2009, ma ancora in calo dell’8% rispetto al 2007. La ripresa nel 2010 ha interessato sia la domanda interna che le esportazioni. Sono usati principalmente per i materiali da costruzione come calce e gesso (64,7%) e per i prodotti alimentari (13%).

Altre tipologie - Le altre famiglie di imballaggi cellulosici sono riferite a shopper, imballaggi e accessori in cartone tubo, carta da incarto sia di pergamena che polietenata oltre a quella semplice, fogli di carta da supporto per i capi di abbigliamento, foglio micro ondulato di protezione, sacchetti piccoli e fusti in cellulosa.
Si stima che, nel 2010, la produzione globale di questa area sia stata di 350 t/000, in recupero del 12% rispetto al 2009, ma in calo del 15% rispetto al 2007.   

    

Tra Sacro e Profano...
... basta che sia di carta. Le immagini di questo articolo sono riprese dal catalogo della mostra promossa da Comieco “Vivere e Pensare in Carta e Cartone tra Arte e Design” (12 aprile - 29 maggio, Museo Diocesano, Milano):  una sintesi di linguaggi espressivi declinati in opere d’arte e pezzi di design realizzati in carta e cartone, un percorso che testimonia dieci anni di ricerche condotte da Comieco. Il catalogo della mostra (cofanetto in cartoncino microonda, 2 volumi, 120 pagine) è in vendita on line su http://libri.packmedia.net.    

Plinio Iascone
Istituto Italiano Imballaggio


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