ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










Imballaggio di legno



DATI E FATTI Caratteristiche, mercato e numeri degli imballaggi di legno: pallet, imballaggi industriali e cassette.

Gli imballaggi di legno vengono fabbricati in prevalenza con tavole ricavate da legname di abete, pino, pioppo, betulla, faggio e in minor misura da altri legnami come larice, ontano e castagno.
Per la fabbricazione degli imballaggi possono essere impiegati in alternativa anche pannelli di legno compensato, MDF e OSB: i primi sono ampiamente utilizzati per la costruzione di casse rigide e pieghevoli, e destinate al trasporto via mare o via aerea di beni.
Le aziende produttrici attive sono stimate in circa 2.196 e il numero di dipendenti si aggira intorno ai 10.700.
Secondo elaborazioni effettuate da Rilegno, l’area relativa agli imballaggi in legno presenta la seguente struttura:
- il 40% circa è composto da aziende produttrici di pallet (compreso i riparatori); il 34% interessa le aziende dell’area imballaggi industriali e il 9% è riconducibile ai produttori di cassette e bin per ortofrutta e a imballi vari quali cassette per bevande alcoliche e tappi in sughero.
Il 67% degli operatori del settore imballaggi in legno è dislocato nel Nord Italia, il 13,5% nel Centro Italia e il 19,5% nel Sud Italia compreso Sardegna e Sicilia.

Le cifre del settore - Nel 2010, gli imballaggi di legno hanno espresso un fatturato di 1.550 milioni di euro, pari alla produzione di 2.433 t/000.
Il commercio estero ha segnato una crescita del 53% in relazione alle esportazioni e del 45% per le importazioni. Il consumo apparente evidenzia un recupero del 5%.
I risultati positivi del 2010 seguono il difficile biennio 2008/2009 che, rispetto al 2007, ha segnato una perdita del 26% con riferimento all’attività produttiva espressa in peso e del 14% con riferimento al fatturato. Non sono comunque stati raggiunti i livelli pre-crisi.
La ripresa è stata essenzialmente guidata dalle esportazioni che, oltre a essere cresciute rispetto al 2009 (+53%) risultano superiori anche al 2007 (+36%). Il commercio estero riguarda essenzialmente il settore pallet.
Anche le importazioni presentano una tendenza al rafforzamento: dal 2007 al 2010 sono passate dal 10% di incidenza sul consumo apparente al 19%.
Le tre famiglie: caratteristiche e numeri
Gli imballaggi di legno oggetto della trattazione sono riconducibili a tre grandi famiglie: pallet, imballaggi industriali e cassette per ortofrutta. Ci sono anche altre tipologie di imballaggi di legno, non monitorate dall’Istituto Italiano Imballaggio, ovvero cassette per confezioni di lusso (utilizzate nei settori vino, liquori, dolciumi ecc.) e tappi di sughero.

Pallet
In relazione al materiale costruttivo adottato e con riferimento al mercato italiano, si distinguono quattro categorie di pallet: pallet di legno (93% del mercato), pallet di plastica (6%), pallet di cartone (0,9%) e pallet di metallo (0,1%), impiegati solo nelle movimentazioni interne in centri produttivi dell’industria pesante.
Dalle percentuali si evince quindi come quella di legno sia la tipologia di pallet più diffusa per economicità e sicurezza. Realizzati con diverse essenze legnose (abete, pino, faggio e pioppo), si tratta di imballaggi rigidi, monomateriale, costruiti assemblando tavole di legno. Impiegati in pratica in tutti i settori industriali, sono disponibili pallet a uno e a due piani, reversibili e non reversibili, a due vie e quattro vie, a travetti incavati e con piano inferiore a perimetro, ecc. Possono essere standard e fuori standard; tra i primi, il più diffuso è denominato EUR‐EPAL, che si inserisce a pieno titolo nel quadro delle direttive europee e delle leggi nazionali relative agli imballaggi. I pallet fuori standard possono essere a perdere e a uso limitato. È in atto una progressiva sostituzione dei pallet a perdere con quelli a rendere. Continua anche il ricorso all’affitto dei pallet con il conseguente aumento dei pallet personalizzati.

Nel 2010 la produzione di pallet nuovi più quelli EPAL riparati è ammontata a 1.569 t/000, +4% rispetto al 2009. Il valore resta comunque inferiore al periodo pre crisi. In sensibile sviluppo il commercio estero: +59% le esportazioni, nettamente superiori anche al 2007 e +47% le importazioni.
I flussi provenienti dall’estero dopo la riduzione nel biennio 2008/2009, sono tornate a crescere.
In questo contesto, vanno ricordati anche i box pallet (o bins), contenitori per prodotti ortofrutticoli costituiti da segati in legno accostati, di capacità variabile in funzione del bene contenuto, impiegati nella raccolta, nella conservazione e nella distribuzione.

Imballaggi industriali
Trovano applicazione essenzialmente nelle aree della meccanica, elettromeccanica, ricambistica ecc. e comprendono numerose tipologie: casse, fabbricate ad hoc in base agli impieghi, selle per il trasporto di tubature, rocchetti per cavi, ecc.
Costruiti nella maggioranza dei casi da ditte specializzate (ma esistono anche casi di autoproduzione da parte di grandi industrie manifatturiere), gli imballaggi industriali, nel contesto degli imballaggi di legno, rappresentano un sistema di gestione specializzato.
È l’area che ha subito i maggiori contraccolpi della crisi del 2008/2009: -27%.
Il 2010 segna una netta inversione di tendenza, con un recupero produttivo del 7,5%, ma rispetto al 2007 il livello di attività resta inferiore del 20%.
Sempre modesto il peso del commercio estero.

Il 70-75% dell’offerta è riconducibile ad aziende specializzate che lavorano per più clienti, il restante 30/25% si riferisce ad autoproduzione o ad aziende che lavorano in esclusiva per un unico cliente.
Il principale comparto dell’area imballaggi industriali, pari all’80% circa, è costituito dalle casse di grosse dimensioni adibite al trasporto di macchinari o parte di essi. Il flusso delle casse industriali “piene” destinate fuori Italia è nettamente superiore alle spedizioni sul territorio nazionale. Le alternative agli imballaggi industriali in legno sono, in certi casi, i container.

Cassette per ortofrutta
Si tratta di imballaggi prodotti mediante l’assemblaggio di semilavorati, ricavati dalla sfogliatura o segagione del tronco di pioppo e/o resinoso, oppure realizzati con legno compensato o con pannelli a matrice legno (MDF, fibrolegnosi).
Le cassette per ortofrutta vengono impiegate per il 97- 98% nella movimentazione dei prodotti ortofrutticoli (il restante riguarda essenzialmente i prodotti ittici).
Va ricordato però che la movimentazione dei prodotti ortofrutticoli freschi interessa due tipologie di imballaggi di legno: bins e cassette, appunto. I primi
vengono impiegati per il trasporto dei prodotti ortofrutticoli dal campo ai centri di stoccaggio, che un forte “competitor” nel bin di plastica, in aumento tendenziale.
Le cassette di legno sono invece utilizzate per il trasporto dai centri di stoccaggio alla distribuzione (GDO, mercati rionali ecc.). Sono ufficialmente tutte “a perdere”, sebbene in realtà, esista anche un “rendere” non ufficiale (secondo l’opinione di alcuni operatori del settore ortofrutticolo, si tratta di un 3-5% circa).

Tre sono tipologie di cassette disponibili: plateaux, cassette aperte, gabbie, tutte con i seguenti formati: 30x40 cm, 30x50 cm, 40x60 cm (le altezze sono variabili).
A seguito di un progressivo avanzamento sul mercato interno delle cassette di plastica (in particolare quelle a rendere) e di cartone (che tendono ad affermarsi nella fase esportativa dei prodotti ortofrutticoli), l’impiego delle cassette di legno continua a contrarsi.
Nel 2010 hanno segnato una flessione del 4%, ma le recenti innovazioni in termine di grafica sembrano rallentarne il trend negativo.   

Il legno e le sue caratteristiche
Secondo quanto evidenziato da Rilegno le proprietà richieste ai legnami destinati alla fabbricazione di imballaggi di legno, sono la resistenza meccanica (ovvero la forza con la quale il legno si oppone alla deformazione oppure alla separazione delle sue parti strutturali) e la massa volumica o densità.
In genere le specie legnose con una struttura molto compatta risultano più resistenti, anche se la resistenza meccanica dei legnami varia notevolmente a causa di diversi fattori, tra i quali rivestono una grande importanza il tipo di legno, la densità e l’umidità. La resistenza meccanica, poi, aumenta con l’aumentare della densità (ossia del peso specifico), mentre diminuisce con l’aumentare del tasso di umidità contenuta nel legno.
Le principali forme di resistenza meccanica sono la compressione, la flessione (elasticità), la durezza (resistenza al taglio) e la vendibilità (spacco).    
                            

Plinio Iascone
Istituto Italiano Imballaggio


imballaggio rivista packaging