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Gli imballaggi metallici



SINTESI DI MERCATO Stando agli ultimi dati ufficiali disponibili (rilevazioni 2009, Pira) il mercato globale degli imballaggi vale, a livello mondiale, 440 miliardi di dollari:
il 16% circa del totale va ascritto agli imballaggi metallici (banda stagnata + alluminio). Trend di produzione e consumo in Italia.
Plinio Iascone

Il mercato mondiale degli imballaggi di acciaio e di alluminio, secondo le elaborazioni della Pira, vale 70 miliardi di euro e presenta un trend di sviluppo dell’1,3-1,5% medio annuo: il 28% viene prodotto in Nord America (Canada e USA), il 25% nell’UE, il 27% nell’area asiatica (dove primeggiano Giappone e Cina) e il restante 20% nelle altre aree geografiche. I tassi di sviluppo maggiori si registrano in Asia, Sud America e Russia.

Nel 2009, la produzione globale europea è stata di circa 3.680.000 t, di cui l’88% in acciaio (banda stagnata) e l’12% in alluminio.
Gli operatori di questa importante area di mercato sono poco più di 290 e danno lavoro a circa 37.000 dipendenti.
Nel 2009 l’Italia ha espresso una produzione di 898.600 t, pari al 24% circa del mercato europeo, collocandosi tra i primi posti.

Mercato italiano degli imballaggi di acciaio
Dimensioni e caratteristiche

Nel 2009 la produzione italiana di imballaggi in acciaio è stata pari a 731.000 t, subendo una flessione del 7% a causa della crisi economica. Il fatturato è stato di 1.250 milioni di euro, in crescita del 7,4%: un incremento, nonostante la crisi della domanda, determinato dalla necessità degli scatolifici di recuperare la sensibile crescita dei prezzi dei laminati di acciaio. Secondo un primo consuntivo, nel 2010 il comparto ha segnato un recupero produttivo del 3,4% circa.
Ricordiamo che, dal 2000 al 2007, il settore degli imballaggi di acciaio ha evidenziato una sostanziale stabilità produttiva (con riferimento alle tonnellate prodotte). Considerando la sensibile riduzione del peso medio che ha interessato le varie categorie di imballaggi (30% circa), il tasso di sviluppo reale si colloca intorno all’1% m.a. Le ipotesi di sviluppo dal 2010 in poi parlano di un tasso pari allo 0,6-0,8% m.a.

Tipologie (dati 2010)
• La produzione degli imballaggi leggeri di banda stagnata, sempre secondo un preconsuntivo, è stata di circa 668.000 t, di cui vediamo in dettaglio la segmentazione.
- Imballaggi di banda stagnata area open top destinati al settore alimentare:  297.000 t  (44,5% circa dell’offerta).
- Imballaggi di banda stagnata area general line destinati al confezionamento dei prodotti chimici e olio alimentare: 185.000 t (27,6% circa dell’offerta).
- Chiusure di banda stagnata o cromata: 92.000 t (13,8% del totale imballaggi d’acciaio).
- Altri imballaggi di banda stagnata (bombolette spray, scatole fantasia ecc.): 94.000 t (14,1% dell’offerta).
• L’area dei fusti di elevate dimensioni di acciaio (la materia prima è il lamierino a freddo non rivestito di stagno) ha espresso una produzione di 88.000 t, in recupero del 2,3%.
La crescita rispetto al 2009 è stata sostenuta essenzialmente dalle esportazioni che presentano uno sviluppo del 9% circa per gli imballaggi in banda stagnata e del 5% per i fusti in acciaio. La domanda interna per contro è risultata ancora tendenzialmente cedente in entrambe le aree. In netto calo le importazioni.

Mercato italiano degli imballaggi di alluminio
Dimensioni e caratteristiche

Anche per l’imballaggio di alluminio il 2009 è stato un anno difficile: la produzione ha segnato un calo del 3%, arrivando a 168.000 t (si è trattato del primo arretramento degli ultimi dieci anni). Secondo un preconsuntivo, nel 2010 la produzione italiana ha però recuperato il 7% circa, guidato essenzialmente dalle esportazioni (globalmente dovrebbero avere concluso l’anno in crescita del 14% circa). Si valuta che il mercato interno abbia recuperato l’1,5-2%.
Nell’ultimo decennio il settore degli imballaggi di alluminio ha registrato un tasso di sviluppo del 3% medio annuo (con riferimento all’attività espressa in peso). Considerata la riduzione del peso medio di diverse tipologie di imballaggi, il tasso di sviluppo potrebbe posizionarsi intorno 4% medio annuo.

Tipologie
Nel corso del tempo, la messa a punto di leghe particolari ha consentito di raggiungere spessori molto sottili: l’alluminio ha così potuto essere variamente sfruttato in molti tipi di applicazioni legate all’imballaggio (contenitori ma anche  imballaggi flessibili da converter).
L'alluminio utilizzato per la produzione degli imballaggi comprende: il can stock (tutto di importazione) utilizzato per produrre lattine per bevande; il foil stock destinato al foglio sottile e alle capsule; il can body per corpi scatola per alimenti e pastiglie per bombolette.
Il mix tra le diverse famiglie di laminati di alluminio è il seguente: foglio sottile (inferiore a 200 micron) 65%, can stock 30%, pastiglie 5%.
Le leghe che compongono i diversi prodotti sonno innumerevoli e variano a seconda delle tipologie di produzione e dei diversi impieghi.
La produzione di imballaggi di alluminio si suddivide in percentuale tra: contenitori (lattine, scatolette, bombolette spray ecc.) 26%; chiusure 7%; vaschette per alimenti 13%; foglio sottile da incarto 10%; foglio da converter 40%; altro 4%.

Il riciclo
Imballaggi di acciaio - Nel 1998, anno in cui il Consorzio Nazionale Acciaio (CNA) inizia ad operare, si raccoglievano 27.000 t di imballaggi di acciaio, pari al 4,5% dell’immesso al consumo. Nel 2009 si è raggiunta una quota di recupero e conseguente riciclo pari al 77,8%. Lo stesso anno, particolarmente positivo è il risultato della raccolta su superficie pubblica (+13%).
In dieci anni, dunque in un arco temporale limitato e partendo pressoché da zero, il CNA è riuscito insomma a ottenere risultati davvero eccezionali, grazie all’intensa attività di promozione svolta sul tutto il territorio nazionale e a incisive campagne di sensibilizzazione alle problematiche ambientali rivolte al consumatore finale.

Imballaggi di alluminio
- Nel 2009, a fronte di un immesso al consumo d’imballaggi di alluminio di 62.000 t (comprensivo sia delle lattine per bevande che delle scatolette per food, bombolette spray, vaschette tubetti, chiusure ecc.), il recupero è stato di 34.800 t, equivalente al 56,1% dell’immesso al consumo e superiore quindi all’obiettivo minimo del 50%.
Il consolidamento dei risultati conseguiti dal Consorzio Imballaggi Alluminio -  CIAL negli ultimi anni e la crescita quantitativa e qualitativa di raccolta e riciclo dell’alluminio sono stati ottenuti grazie a un’intensa attività di comunicazione.    

Caratteristiche vincenti
La storia degli imballaggi di metallo, come è noto, inizia con il francese Appert e l’inglese Donkin ai primi dell’800: dal sistema di conservazione dei cibi contenuti in barattoli di vetro mediante bollitura a bagno-maria, e dai contenitori ermetici realizzati in acciaio rivestito di stagno, a fine secolo si passa all'impiego di alluminio e, nel 1904, il metodo laborioso della produzione di lattine in tre pezzi (corpo, fondo e coperchio) viene sostituito con la produzione per imbutitura.

Nel 1963 vengono messi a punto i coperchi easy open e, progressivamente, le chiusure fabbricate con entrambi i materiali. Le caratteristiche fisiche degli imballaggi metallici ne costituiscono ancora oggi i punti di forza: inviolabilità, robustezza, assoluta barriera agli agenti esterni, perfetta riciclabilità.
Innumerevoli le innovazioni vissute da questo comparto, sia in termini tecnologici che di tipologie di imballaggi nonché di diffusione settoriale: in primis la sensibile riduzione del peso medio, resa possibile dalla progressiva riduzione degli spessori sia del laminato di acciaio che di quello in alluminio, unitamente a miglioramenti nelle tecniche di fabbricazione degli imballaggi.

Per quanto concerne le tipologie, sono significative le differenze tra le prime apparizioni e la situazione attuale: i primi imballaggi metallici erano per lo più barattoli usati per le conserve alimentari e per le bevande, ma ben presto l’offerta si è ampliata progressivamente.
Per quanto riguarda gli imballaggi di acciaio oggi troviamo contenitori per prodotti chimici e olio alimentare - proposti in una gamma di capacità, formati e tipologie di chiusure molto ampia - bombolette spray, tappi corona, capsule twist off, fusti di elevata capacità e contenitori per prodotti di alta gamma (scatole fantasia, che possono essere personalizzate a seconda delle esigenze del cliente).

Anche per gli imballaggi in alluminio, dopo le prime apparizioni come lattine per bevande o alimenti, la gamma si è estesa a bombolette spray, chiusure a vite, tubetti flessibili, vaschette, foglio da incarto e film per accoppiamento.
L’aumento delle tipologie ha determinato, come logica conseguenza, lo sviluppo dei settori di applicazione in area food e non food.

Plinio Iascone
Istituto Italiano Imballaggio

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