ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










La gestione del rischio nelle PMI: le garanzie a tutela della continuità aziendale



Spesso sottovalutate o, peggio, sconosciute sono le coperture assicurative per garantire la continuità aziendale. Che, invece, in un clima di incertezza generale, dovrebbero essere prese in considerazione per limitare i rischi.

La gestione del rischio (risk management) è il processo mediante il quale si misura o si stima il rischio e, in seguito, si sviluppano le strategie per governarlo.
Senza entrare in disquisizioni accademiche risulta intuitivo che poter limitare i danni (rischi) derivanti da eventi che possono verificarsi durante la vita di una impresa risulta (oggi più che mai) fondamentale.

Oggetto del presente intervento è l’analisi del sistema assicurativo italiano a favore delle PMI con focus su strumenti innovativi di tutela in caso di interruzione di attività.
In Italia l’assicurazione danni pesa soltanto 1% del PIL, e non mostra nessuno sviluppo: le cause e le colpe vanno attribuite in ugual misura sia ai potenziali beneficiari, che hanno una scarsa cultura finanziaria, sia alle compagnie assicurative che adottano un comportamento più conflittuale che collaborativo con i propri assicurati.

La polizza assicurativa dovrebbe essere interpretata non come costo ma come uno strumento di protezione su cui contare al momento del bisogno.
Il 33% delle aziende è privo di un’assicurazione verso terzi e dipendenti, il 90% non ha alcuna copertura per i rischi ambientali e il 97% è sprovvisto di una polizza business interruption, ultima tra le soluzioni assicurative a disposizione delle imprese e la meno sviluppata in Italia.

La polizza danni da “interruzione d’esercizio” o “polizza danni indiretta”, come già detto poco diffusa in Italia, permette di tutelare l’azienda a fronte di un danno che comporta l’interruzione dell’attività, ripristinando le condizioni economiche- finanziare necessarie per la ripresa dell’attività.
Tale polizza richiede però competenze  sia di livello tecnico - assicurativo sia di livello ingegneristico: per essere veramente efficace dovrà essere personalizzato caso per caso adattandosi a ogni società, quale che sia la sua dimensione e il settore di appartenenza, assumendo forme diverse a seconda della complessità del business; le soluzioni esistono, bisogna solo avere la capacità di scegliere la più adatta alla propria realtà.
In Italia le due tipologie di polizza sono quella di matrice anglosassone loss of profit e quella italiana basata sul margine di contribuzione, elaborata dall’Ania per adattare la terminologia internazionale alla contabilità e alla prassi del mercato italiano.

Il “margine di contribuzione” rappresenta il margine residuale destinato alla copertura dei costi fissi e dell’utile operativo della gestione caratteristica.
Tale polizza pertanto copre la perdita del margine contributivo e le spese supplementari sostenute durante il periodo di indennizzo.
La copertura assicurativa scatta nel caso in cui si verifichi un danno diretto che causa l’interruzione dell’attività, provocando una riduzione dei ricavi di vendita.

La polizza infine offre la possibilità di attivare alcune garanzie accessorie, tra cui la garanzia fornitori e clienti, con l’obiettivo di proteggere l’assicurato da un’interruzione dovuta non a un sinistro che la colpisce direttamente, bensì a un blocco della catena produttiva (ovvero, se un cliente non perfeziona l’acquisto e un fornitore interrompe la fornitura perché colpiti da un sinistro diretto), compromettendo l’attività dell’assicurato: grazie all’estensione della copertura assicurativa la compagnia risarcirà il danno indiretto subito.

A cura di Marco Randazzo
Commercialista, revisore contabile,
Consulting Network Project
info@consultingnp.net - www.consultingnp.net

SFOGLIA ONLINE LA RIVISTA

imballaggio rivista packaging