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Mineral Oils e food packaging: la situazione attuale



Questa rubrica cerca, solitamente, di fare chiarezza su argomenti specifici relativi al food contact. In questo caso, purtroppo, non possiamo che evidenziare una situazione abbastanza confusa, principalmente dovuta alla non molto chiara definizione di mineral oils (MO). I MO possono provenire dagli inchiostri off-set cosiddetti “tradizionali” e dagli inchiostri per la stampa di quotidiani e materiale grafico, coinvolgendo quindi in particolare il settore di imballaggi di carte e cartoni costituiti da fibre di recupero.

Cosa sono i MO?
Non è semplice rispondere alla prima e scontata domanda. Dal punto di vista chimico, sono idrocarburi, ovvero una categoria chimica pressoché infinita, costituita da miscele complesse (con decine, centinaia e anche migliaia di composti), non classificate nel modo classico come avviene per le sostanze singole o per ben definite famiglie chimiche, ma secondo criteri diversi: viscosità, peso molecolare, numero di atomi di carbonio, intervallo di distillazione, ecc.
Per la definizione, nel settore del packaging, si fa riferimento a una classificazione di “matrice svizzera”:
- i MOSH (Mineral Oil Saturated Hydrocarbons) sono idrocarburi alifatici saturi e cioè un enorme numero di composti tra idrocarburi lineari, ramificati e ciclici; senza contare gli idrocarburi alifatici insaturi che sono altrettanto numerosi!
- i MOAH (Mineral Oil Aromatic Hydrocarbons) sono idrocarburi aromatici che hanno da 1 a 4 anelli aromatici, alchilati a diverse percentuali; una situazione ancora più complicata rispetto ai MOSH, per l’enorme numero di composti e per le scarse informazioni disponibili.
Ci sono dati sulla tossicologia dei MO? 
Quanto evidenziato sulla enorme complessità dell’argomento rende quasi impossibile, al momento, una risposta certa: la tossicologia dei MO non può essere considerata né approfondita né chiara, perché permane comunque il dubbio su di quali composti si stia discutendo.
L’EFSA sta effettuando una raccolta dati sulla presenza di MO e sulla relativa tossicologia in modo da esprimere un’“opinione” attesa entro il 2011.

Quali sono i limiti
dei MO?

In questo senso, gli studi effettuati finora hanno considerato come riferimento un valore di ADI (Acceptable Daily Intake) pari a 0,01 mg/kg bw, stabilito nel 2002 dal JECFA (Joint FAO/WHO Committee on Food Additives), che si riferisce però soltanto a due frazioni di MOSH. Questo valore, peraltro non ancora confermato, è messo anche in discussione da alcuni tossicologi.
Sulla base di questo dato una bozza di emendamento alla “German Commodities Regulation” diffusa nel maggio 2011, propone limiti di MO (sia MOSH che MOAH) per gli imballaggi di carta e cartone di recupero:
- 0,6 mg/Kg di alimento (contenuto di MOSH);
- 0,15 mg/Kg di alimento (migrazione di MOAH).
Non si hanno però informazioni precise sull’entrata in vigore di tale emendamento. L’impressione è comunque che questa iniziativa sia frutto anche di aspetti “emozionali/politici”, soprattutto in considerazione del fatto che l’EFSA sta valutando la questione.

Quali sono state
fino ad ora le reazioni del settore? 

È, ahinoi, questo forse l’unico aspetto chiaro. L’industria della carta e i trasformatori stanno cercando soluzioni al problema operando a  livello di cicli produttivi per eliminare o minimizzare la presenza di MO.
Gli utilizzatori, preso atto del problema, si stanno muovendo, in cooperazione con la filiera del packaging, nella direzione di riprogettare alcuni imballaggi (utilizzo di fibre vergini o di una barriera funzionale). I laboratori del settore stanno “lavorando” sui metodi analitici operando confronti con il metodo di riferimento, non “ufficiale”, messo a punto dal Laboratorio Cantonale Svizzero.

A cura di Valter Rocchelli
e Carmen Sorice    
v.rocchelli@ircpack.com  
c.sorice@ircpack.com


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