ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










Palettizzare ad alta tecnologia



Da Ocme un fine linea completamente controllato da assi elettronici e in comunicazione con il resto dell’impianto.

Da sempre fornitore di riferimento di sistemi di palettizzazione tradizionali e robotizzati, Ocme (Parma) ha aperto le porte del proprio stabilimento di produzione a molti operatori europei dell'industria di beni di largo consumo per illustrare i miglioramenti apportati alla tecnologia robotizzata di palettizzazione e ai sistemi di automazione per la logistica integrata. Gli avanzamenti sono il risultato di un lavoro congiunto di sviluppo, che ha coinvolto enti pubblici, industria e accademia: in primis il laboratorio Integrapack.it, dove Ocme ha coordinato un gruppo di lavoro permanente per lo studio di applicazioni a elevata automazione nel settore del confezionamento, della movimentazione e dello stoccaggio dei materiali. 
E per testimoniare le ricadute della ricerca sul piano pratico, Ocme ha dunque allestito un’isola robotizzata, composta da due robot manipolatori antropomorfi (destinati alla composizione dello schema di palettizzazione), un robot presa strato e un robot prelievo e deposito palette/intercalari equipaggiato con sistema di autocentraggio. L'impianto, testato per un importante produttore di birra spagnolo, lavora con confezioni cluster, confezioni mid-cone di lattine standard e sleek, fardelli di lattine e vassoi fardellati con bottiglie di vetro; raggiunge velocità di 180-200 pacchi/min nei formati 3x2 di mid-cone cluster.

Il nuovo che avanza
Evidenti le differenze rispetto al passato, nella soluzione di fine linea completamente controllata da assi elettronici e in comunicazione con il resto dell’impianto. Contrariamente alle altre macchine della linea, calibrate sull’effettiva velocità della riempitrice, in precedenza il palettizzatore era solito funzionare a velocità fissa ed elevata (in media +30-35% rispetto alla riempitrice). Il che comportava variazioni di produzione improvvise (causa di caduta delle confezioni instabili) ma anche maggior usura dei componenti e maggior consumo energetico. Allo stato attuale, invece, grazie al controllo tramite servomotori di tutte le parti in movimento del fine linea (trasporti, manipolatori, robot ecc.), il palettizzatore comunica con le altre macchine installate ed è in grado di modulare la velocità in base alle effettive necessità.

Ingresso e formazione - Per evitare danneggiamenti nelle fasi di rotazione e posizionamento delle confezioni, Ocme propone ulteriori accorgimenti tecnici, che coinvolgono la sezione di ingresso e formazione strato.
In particolare il nastro in zona formazione è diviso in sezioni, ognuna delle quali è motorizzata da brushless per evitare la scomposizione dello strato. L’ingresso delle confezioni è dotato di un doppio nastro superiore per il controllo della pressione esercitata. Anziché da comandi pneumatici, anche la pinza del manipolatore è azionata da brushless, così da raggiungere massima precisione e velocità di esecuzione.

Testa di presa
- Già oggetto di un brevetto Ocme, anche la testa di presa strato presenta alcune nuove caratteristiche: 4 guide laterali di compattamento strato con profilo interno gonfiabile per ridurre la pressione ed evitare danneggiamenti dei pacchi; 2 lame indipendenti motorizzate da brushless per ottenere schemi di palettizzazione complessi e mantenere la giusta pressione durante il trasferimento; 4 gruppi di estrattori per facilitare il rilascio dello strato, utile per limitare gli effetti dell’attrito.
Presentata su un robot di palettizzazione, la tecnologia di preparazione strato è applicabile anche su palettizzatori tradizionali in linea o con ingresso a 90°.

SFOGLIA ONLINE LA RIVISTA

 


 

imballaggio rivista packaging