ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










Giugno 2009



Non siamo gli unici, certo, e non l’abbiamo inventato noi, ma ci piace ricordare (e con questo dare il buon esempio) che ci diamo molto da fare per lasciare il mondo un posto migliore di come l’abbiamo trovato, o almeno non peggiore. Almeno per quanto ci riguarda.  Ma il fatto di cui parliamo oggi è che, come tanti altri, facciamo l’errore di non tenere conto che i concetti “migliore” e “peggiore” sono antropocentrici, visti dalla parte dell’uomo, non del mondo.

Ci spieghiamo meglio: petrolio, gas, scarichi, fabbriche, gomma, olii minerali, CFC, anidride carbonica e compagnia inquinante, sono tutta roba che, sotto questa forma o sotto un’altra, c’era prima di noi e ci sarà anche dopo.

Noi, semplicemente proviamo a rimpastarla un po’, a non rimpastarla troppo, a spostarla da un posto all’altro e via discorrendo.

Ma se il mondo, che è il vero grande protagonista, prendendosi il suo tempo - milioni di anni, se necessario - è stato buono a trasformare le foreste in carbone qui e in diamanti altrove, figuriamoci quanto gliene importa se leviamo tutto il petrolio da sottoterra e lo bruciamo o se gettiamo gli pneumatici nei fiumi o le cartucce della stampante nel bosco o le pile in mare. 

Si prenderà il suo tempo - milioni di anni, se necessario - e quando l’uomo sarà un’altra delle tante razze di bestie estinte, farà nuovi fiumi, nuovo carbone, nuovi diamanti, nuovo petrolio e farà tutto questo dove ritiene più opportuno: sulle città, nei deserti, nel sottosuolo, negli oceani.

Perché anche se a noi, e a tutta l’umanità, scoccia ammetterlo, sulla lunga distanza il mondo è immune dai danni che può fare l’uomo.

Nonostante questo, per il fatto che viviamo sulla breve di distanza, continuiamo a darci molto da fare per far sì che il mondo sia un posto migliore di come l’abbiamo trovato; e per farlo mettiamo in atto una vasta serie di azioni, tra le quali quella di pensare, ogni volta che acquistiamo qualcosa, che la usiamo o che la gettiamo, se stiamo facendo la cosa giusta o se possiamo rimandarla, non farla o farla meglio.

Molte volte facciamo la cosa giusta alla prima. Molte altre no.

Oggi abbiamo pensato che tutte le cose usa e getta, se possibile, dovrebbero essere usate almeno due volte.

 

SFOGLIA ONLINE LA RIVISTA


 
imballaggio rivista packaging