ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










Maggio 2009



Ci piacciono le visioni e gli eccessi.Nella Città del Packaging capita spesso che si parli di imballi; del resto, come prescinderne? Tuttavia è utile anche guardare oltre la scatola dell'oggi per intravedere cosa ci sarà al suo posto domani.

E siccome a noi spetta l'onere della scommessa, possiamo anticipare a tutti che il pack del futuro è l'assenza del pack. Pronti, naturalmente, ad essere smentiti dalla realtà, ma pronti anche a sostenere che il futuro di cui stavamo parlando è ancora più in là nel futuro.

Dunque: l'assenza del packaging che si esaurisce nel confezionamento di se stessi, come il Padreterno ha, più o meno, fatto con tutto quello che ci circonda: non è la corteccia un film attivo e intelligente? Non lo è anche la pelle dell'essere umano, non lo è anche la forma delle cavallette?

Meno nella natura e più nel packaging lo possiamo chiamare esoscheletro molecolare e definirlo come evoluzione del prodotto che modifica se stesso per far posto, all'interno del suo essere, a strutture di confezionamento e protezione che ne siano parte integrante.

Gli afflati ambientalisti già da trent'anni si annidano sugli imballi, tra ingredienti e valori nutrizionali, ma sempre di più, ultimamente, è la coscienza del consumatore a interessarsi a questo tema.

La riduzione degli imballi, come pesi e volumi, ma anche come tipologia di materiali ad alto impatto ambientale, è cosa di cui si tratta e su cui le aziende costruiscono intere campagne di comunicazione.

Portare all'estremo questo concetto imporrebbe di eliminare completamente il pack e far sì che niente ci sia da smaltire, per il semplice fatto che il prodotto è packless.

Si cerca di togliere il filo agli oggetti tecnologici, il piombo alla benzina: perché non togliere il pack ai prodotti?

Non è un progetto concreto, non stiamo per dare soluzioni facili; è solo un'idea, una visione che nella Città degli Imballi ha diritto di esistere, perché qui si indicano i trend che diverranno cose, non i trend che cose lo sono già diventati.

La sfida è produrre cose che riescano a nascondersi all'interno del proprio corpo, senza necessità di protezione appaltate a cartoni e plastiche esterne.

Lo strato molecolare superficiale che diventa elemento portante del proprio contenuto: il paradosso a sostegno di una visione?

SFOGLIA ONLINE LA RIVISTA


 
imballaggio rivista packaging