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Gennaio - Febbraio 2010



Condivide et impera - Condividere la conoscenza è il primo passo per moltiplicarne gli effetti, con particolare riferimento, ma purtroppo non limitatamente, a quelli benefici. Parlare delle cose, rendere partecipi, inviare un’e-mail, mettere in copia, appenderlo in bacheca, farlo girare, scriverlo sul manuale e così via sono tutti sistemi utili.

Ma la condivisione deve essere facile e la conoscenza deve essere selezionata. Il volume dell’annuncio deve essere giusto, la bacheca a portata di mano, l’e-mail chiara e pulita, i caratteri leggibili e stampabili, siamo d’accordo, è il requisito minimo.

Ma non solo: l’effetto della disponibilità di supporti digitali sostanzialmente infiniti di memoria rischia di farci perdere la capacità (o la voglia) di selezionare i messaggi e i contenuti più importanti. Troppa memoria ci invoglia a conservare tutto.

Mostrare duecentocinquanta foto, mettere a disposizione un giga di immagini, scrivere cinquanta e-mail e mettere in copia dieci persone ogni volta, non è condivisione, sono molestie!

Scegliere le tre foto migliori, quelle più funzionali al nostro discorso e alla nostra memoria, o scrivere meno e-mail e mettere in copia solo le persone che possono essere realmente interessate è sintetica attitudine a una forma intelligente di condivisione.

 

Parole ricercate

Ultimamente, se si inserisce una parola su Google, il motore di ricerca fa il garbo di fornirci una serie di suggerimenti, frutto delle combinazioni di parole più ricercate dagli altri milioni di utenti.

Se si ha la buona idea di scrivere pack and (come a voler cercare qualcosa su Pack and the City), si hanno, nell’ordine: pack and gift, pack and go, pack and play e pack and send (c’è anche un pack and fly, a dire il vero, ma c’entra davvero poco con l’imballaggio).

Pack and send e pack and go forniscono, ovviamente, soluzioni logistiche e di trasloco: utili, ma poco affascinanti.

Pack and play è già più simpatico, essendo un modello di box per bambini ripiegabile e quindi pronto all’uso (e cioè al gioco). Meno male (per noi packager) che c’è anche un pack and gift, altrimenti saremmo rimasti intrappolati tra facchini e carrozzine. Si tratta di un’interessante fiera sul packaging promozionale e sui gadget.

È buono a sapersi che la prossima edizione si terrà a Parigi il 2 e il 3 giugno 2010.
Quando sentiamo pronunciare una parola strana, magari un po’ fuori contesto, si ha sempre il dubbio che chi la dice stia covando da tempo il desiderio di usarla alla prima occasione utile e che, stufo di non saper mai quando collocarla, la lasci cadere con noncuranza in un discorso, appena un silenzio gli si fa complice.

Come se gli fosse appena arrivato a casa il volume FAR-LAS della nuova enciclopedia e non reggessero alla voglia di dire a tutti: guttaperca.

 

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