ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










Gli imballaggi di vetro



MERCATO E SOLUZIONI Tradizione e innovazione viaggiano in parallelo, incidendo sull’andamento del mercato degli imballaggi di vetro, sempre più personalizzati e personalizzabili. Plinio Iascone

Nel corso degli anni Ottanta, il comparto degli imballaggi in vetro (in special modo bottiglie) aveva imboccato un trend di progressivo cedimento. Ma grazie a un’incisiva azione di comunicazione e di innovazione di prodotto, le vetrerie sono riuscite a invertire il trend, imboccando la strada della “rivitalizzazione”.
Forme e colori hanno proliferato, bottiglie e flaconi vengono personalizzati ormai a seconda del tipo di prodotto, della regione di provenienza, della marca, sia che si tratti di contenitori per bevande o profumi o conserve vegetali.
Anche sotto l’aspetto ambientale sono stati compiuti molti progressi in termini di alleggerimento del peso dei contenitori, mentre la totale riciclabilità del vetro continua a essere un atout fondamentale, da cui derivano innumerevoli vantaggi. In primo luogo il risparmio dovuto alla mancata estrazione da cave o miniere delle materie prime necessarie alla produzione. È stato infatti calcolato che, utilizzando 100 kg di rottame di vetro si ottengono 100 kg di vetro; al contrario occorrono 120 kg di materie prime per ottenere 100 kg di vetro nuovo. Ulteriore vantaggio deriva dal risparmio energetico, in quanto il processo che prevede l’impiego di rottame di vetro risulta meno “energivoro”.

Le cifre del settore
Nel 2009 la produzione di imballaggi di vetro ha subito un sensibile calo produttivo del 9,2% rispetto al 2008. Le cause di questo significativo arretramento sono da ricercarsi in due motivi: il calo di consumi di alimenti e bevande in Italia e delle quantità esportate all’estero, nonché l’anticipo di acquisti di imballaggi di vetro a fine 2008, nel timore di aumenti di prezzi e disponibilità di prodotto. Il calo ha interessato sia la domanda interna che quella estera. Ma il 2010 è stato l’anno della ripresa; nonostante il bilancio non sia ancora definitivo, è però possibile effettuare un preconsuntivo.
Si stima infatti una produzione di 3.505 t/000, in recupero del 4,5%; le esportazioni salgono a 385 t/000, in aumento del 7% mentre le importazioni, 430 t/000, risultano in crescita dell’8%. Si valuta anche che il consumo interno dovrebbe avere raggiunto 3.550 t/000 (+2,6%).
In peso, gli imballaggi di vetro rappresentano il 22,4% della produzione globale di imballaggi.   
In particolare, in Italia, la produzione si divide fra bottiglie (88,5%), vasi per conserve alimentari (7%), flaconi e vetro tubo per fiale e fialoidi (4,5%).

Bottiglie
Secondo un primo preconsuntivo, nel 2010, sono state prodotte 3.100 tonn/000 (+4,6% rispetto al 2009).
Lo sviluppo trae origine essenzialmente dall’andamento positivo dei settori del vino e dei super alcolici, contraddistinti da un buon flusso esportativo. 

I settori di sbocco - L’impiego di bottiglie di vetro cavo nell’area dei liquidi alimentari, con riferimento alle quantità di bottiglie nuove immesse sul mercato (valori espressi in peso) interessa numerosi settori merceologici.
• Il principale settore di sbocco è quello delle bevande alcoliche (69%), ambito nel quale il vino rappresenta il 50% circa. Seguono la birra (14%), e un restante 5% ripartito tra superalcolici e vermouth.

• Sempre con riferimento al valore espresso in peso, le bevande analcoliche assorbono il 15,5%.

• L’acqua minerale resta un segmento di punta (10%). Il posizionamento della bottiglia di vetro nel mercato delle acque minerali si è consolidato di recente, grazie alle innumerevoli innovazioni che hanno portato a personalizzare le bottiglie.

• I succhi di frutta assorbono il 3,5% (e si tratta essenzialmente di mono dosi).

• Le altre bibite analcoliche (bevande fantasia non gassate, soft drink e sport drink coprono il 2% dell’utilizzo).

• Nel settore dell’olio di oliva  il vetro gode di un’immagine da contenitore per prodotti di alta gamma (lo share è stimato al 6%).

• Il restante 9,5% delle bottiglie di vetro è ripartito tra diversi settori tra cui l’aceto, gli sciroppi, le passate e polpe di pomodori, olio di semi, prodotti liquidi per la detergenza domestica.

Vasi
Si stima che la produzione di vasi di vetro abbia raggiunto nel 2010, le 230 tonn/000 (+4,6% circa rispetto al 2009).

I settori di sbocco
- Sughi, conserve vegetali varie, sott’olio e sottaceti, omogeneizzati, marmellate, filetti di acciughe, yogurt, maionese e creme al cioccolato spalmabili  sono i settori di utilizzo di punta.

• Il 52% circa dei vasi (con riferimento al valore espresso in tonnellate) è utilizzato per confezionare conserve vegetali, come legumi, sottaceti, sottolio, marmellate, sughi. In tutte queste aree il vetro è molto ben posizionato, in particolare nel settore sughi pronti dove risulta in progressivo sviluppo.

• Altro settore di sbocco importante è quello degli omogeneizzati (28%), tendenzialmente in crescita.

• Il 6% è destinato al confezionamento dei prodotti ittici: la soluzione in vetro presenta buone potenzialità di crescita nel settore tonno.

• Il restante 14% è suddiviso tra molteplici aree alimentari, tra cui spiccano le creme spalmabili al cioccolato e la maionese.

Di norma il vaso di vetro è chiuso con coperchio d’acciaio del tipo twist off. Si stima che esistano possibilità di una potenziale crescita, per alcuni impieghi, anche del vasetto di plastica con coperchio a vite (pure di plastica) o con top pelabile di alluminio.

Flaconeria (vetro cavo
e vetro tubo)

Nel 2010 la stima della produzione è di 175 tonn/000 (11% rispetto al 2009). La sensibile ripresa è stata trainata dall’ottimo recupero del settore cosmesi- profumeria e dal rafforzamento del trend di sviluppo del settore farmaceutico.  

Per gli europei, vetro “è meglio”
Commissionata da FEVE (la federazione dei produttori di packaging in vetro), la seconda edizione della ricerca condotta di InSites e presentata a maggio ha coinvolto 8.000 consumatori in 17 paesi europei, intervistandoli sulla loro percezione dei diversi materiali di imballaggio.
Lo studio rivela che il 65% dei consumatori preferisce il vetro perché conserva meglio il gusto dei prodotti, il 63% lo percepisce come il più sicuro per la salute, mentre circa la metà lo giudica il più “amico dell’ambiente”, vista la sua riciclabilità. I consumatori lo preferiscono anche per le “occasioni speciali” e per il prestigio che assicura. I risultati della ricerca riflettono quindi l’orientamento sempre più diffuso verso stili di vita salutari e sostenibili.

Sicurezza - Preferito da sempre per spirit, vino e birra, secondo la ricerca InSites la propensione verso i contenitori di vetro è particolarmente alta anche quando si tratta di altre categorie di cibi e bevande, come acqua, succhi, soft drink, prodotti a base di latte.
Gioca a suo favore il fatto di essere omogeneo e inerte, in grado di  conservare naturalmente il sapore del contenuto senza il ricorso a barriere interne o rivestimenti, questa è la ragione per cui è il materiale di confezionamento.

Salute - I consumatori associano la confezione di vetro con benefici per la salute per diverse ragioni. In primo luogo conserva le “cose buone” come le vitamine: il 50% degli intervistati da InSites crede che il vetro conservi meglio i valori nutrizionali. E se la maggioranza dei consumatori europei crede che i materiali di confezionamento usati per cibi e bevande possono causare interazioni chimiche con il contenuto, nel caso del vetro l’interazione è considerata la più bassa in assoluto (12%). 

Ambiente - Alla maggiore consapevolezza per la salute si accompagna quella della miglior tutela ambientale, che passa anche le attività di raccolta e riciclo dei materiali ad opera dei consumatori: i dati europei dimostrano che il 67% del vetro è riciclato. Inoltre l’80% degli intervistati da Insites sa che il vetro può essere “riconvertito” nello stesso tipo di packaging o simile, senza perdere di qualità.

Link utili
Federazione europea dei produttori dei contenitori in vetro per il packaging e delle stoviglie in vetro, www.feve.org
Forum di consumatori europei, www.friendsofglass.com      
    

VALORE AL PACKAGING Ecovà è la linea più ecologica dei contenitori Verallia, il marchio che riunisce sotto un unico nome tutte le attività del packaging alimentare in vetro del Gruppo Saint-Gobain (presente in Italia con 6 stabilimenti dove progetta e produce vasi e bottiglie in vetro).
Più leggeri anche per la natura, i contenitori Ecovà soddisfano gli stessi standard di qualità tecnica ed estetica delle gamme tradizionali. Assicurano una riduzione dell’impatto ambientale dell’intera filiera produttiva fino al consumatore finale e al riciclo: oltre all’impiego di vetro riciclato, vengono prodotti nelle vicinanze delle zone di vinificazione e dell’industria alimentare, consentendo di ottimizzare i trasporti per un abbattimento sensibile delle emissioni di CO2 e gas serra.

O-I IN BREVE Owens-Illinois, Inc. (NYSE: OI) offre soluzioni di confezionamento in vetro sostenibili, efficaci e sicure a un mercato globale in crescita. è il maggiore produttore al mondo di contenitori di vetro. Fatturato: 6,6 miliardi di dollari USA nel 2010; 24.000 dipendenti che operano in 81 stabilimenti situati in 21 paesi. In Italia, dove opera con 11 stabilimenti e 1850 dipendenti, la produzione annua è di circa 7 miliardi di contenitori. 

Plinio Iascone
Istituto Italiano Imballaggio

SFOGLIA ONLINE LA RIVISTA

imballaggio rivista packaging