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Imballaggi di plastica rigida



NUMERI E TREND Produzione e fatturato del comparto imballaggi plastici rigidi in relazione al variare delle esigenze dei mercati di sbocco. Come se la cavano di bottiglie, flaconi, secchielli, vaschette, bins, blister, alveoli, cassette, pallet, tubetti flessibili e chiusure… Plinio Iascone

Dopo un lungo periodo di sviluppo progressivo, nel biennio 2008/2009 la globalità del settore degli imballaggi di plastica ha segnato un arretramento produttivo del 10% in termini quantitativi e del 5% con riferimento al fatturato. Va precisato che, oltre che per effetto della crisi mondiale e del calo di consumi, la flessione registrata nelle quantità prodotte è stata determinata anche da un generalizzato alleggerimento delle confezioni, particolarmente sensibile.
I numeri rilevati nel 2010 testimoniano però segni di miglioramento: tanto la produzione (3.018 t/000 che equivale al +5% rispetto al 2009) quanto il fatturato globale (11.000 milioni di euro, +10% sul 2009) hanno ripreso slancio.
In particolare, l’incremento del fatturato deriva non solo dall’aumento della produzione, ma anche dalla necessità di recuperare le sensibili tensioni in termini di quotazioni dei polimeri emerse nel corso del 2010.

Focus sui rigidi
- L’area degli imballaggi rigidi, oggetto della presente analisi, ha espresso una produzione di 1.715 t/000, pari al 57% della produzione globale degli imballaggi plastici. Dopo gli arretramenti produttivi del biennio 2008/2009, anche questa specifica area di mercato ha dunque segnato un +5,5% nel 2010. Numerose le tipologie che afferiscono al comparto (bottiglie, flaconi, secchielli, vaschette, bins, blister, alveoli, cassette, pallet, tubetti flessibili e chiusure), con una produzione che, per l’88% circa, è destinata al mercato italiano. L’export riguarda infatti essenzialmente le preforme per bottiglie e, in larga misura, le chiusure.
Rispetto al 2009, la dinamica evolutiva della produzione 2010 evidenzia i seguenti trend specifici:
- bottiglie per bevande e liquidi alimentari +10%;
- bottiglie, flaconeria e contenitori vari (bins, pallet e cassette ecc.) +2%;
- alveoli, cestelli, vassoi, tubetti e blister +4%;
- chiusure e accessori vari (corde, reggette ecc.) +5%.

Tipologie di imballaggi
rigidi e aree di utilizzo

Impiegati in numerosi ambiti settoriali (alimenti freschi e conservati, bevande, prodotti tecnici) gli imballaggi rigidi di plastica possono essere suddivisi in quattro sotto aree:
- bottiglie per liquidi alimentari 28,7%;
- bottiglie, flaconi e contenitori vari per prodotti tecnici 27,5%;
- alveoli, blister, vassoi e tubetti 26,6%;
- chiusure e accessori vari 17,2%.

Bottiglie di PET per liquidi alimentari - Dopo un lieve cedimento nel 2008, l’area ha riagganciato già nel 2009 il trend di sviluppo, proseguito anche nel 2010, anno in cui è iniziato a crescere l’impiego del rPET per la produzione delle bottiglie per l’acqua minerale.

Bottiglie, flaconeria e contenitori vari per prodotti tecnici - L’area è essenzialmente legata al settore petrolchimico (colori, inchiostri, detergenza domestica ecc) e dopo l’arretramento nel biennio 2008/2009, nel 2010 ha segnato un recupero del 2% circa. Ricordiamo che, con contenitori per prodotti tecnici di media e grande capacità si intendono secchielli, fusti, pallet ecc.. Nel campo degli imballaggi da trasporto le tipologie di imballaggi più significativi sono le cassette e i bin in plastica per il trasporto dei prodotti ortofrutticoli e i pallet in plastica, che presentano interessanti potenzialità di sviluppo.

Alveoli, blister, vaschette, vassoi e tubetti - L’area presenta situazioni variegate; alveoli, vassoi e vaschette evidenziano una trend di sviluppo discreto (trala­sciando il biennio di crisi globale) e nel 2010 segnano un recupero del 4%. Per quanto concerne invece i blister, anche nel biennio di crisi, non hanno subito contrazioni; ciò trae origine dalla sempre maggiore diffusione, oltre che nei settori storici della cosmesi e farmaceutica, anche in molte aree merceologiche, come cartoleria, ferramenta, telefonia ecc. Anche vaschette e vassoi hanno ripreso a esprimere interessanti trend di sviluppo, che derivano dall’aumento dei prodotti pre confezionati e pre pesati, dalla diffusione dei prodotti ortofrutticoli di IV gamma e dalla diffusione presso la GDO dei piatti pronti confezionati distribuiti nei banconi refrigerati.

Chiusure - In ripresa dopo la crisi, sono ovviamente strettamente legate alle diverse tipologie di contenitori (bottiglie, flaconi ecc.) e mantengono la loro specificità di bene largamente esportato.                   

Plinio Iascone
Istituto Italiano Imballaggio

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