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Il packaging della salute



TREND E DATI Una sintesi sull’attività del comparto e i numeri del confezionamento delle diverse forme farmaceutiche in Italia. Plinio Iascone

Secondo l’analisi effettuata da Prometeia, dopo un rallentamento del trend di sviluppo, nel 2010 il comparto farmaceutico ha ripreso un buon ritmo, confermando così le proprie caratteristiche anticicliche.
Nella sua globalità (prodotti al consumo, OTC e prodotti da banco, compreso gli ospedalieri) il settore ha espresso un fatturato di circa 26.000 mln di Euro (fonte Prometeia). La crescita è stata trainata soprattutto dalle esportazioni, incrementate (in termini di fatturato) del 7,7%; la domanda interna ha limitato la crescita al 2% circa. Le importazioni hanno segnato un +1,3% e il fatturato globale ha evidenziato una crescita del 2,7% a prezzi costanti.
Per quanto concerne la domanda interna, il buon andamento anche nel corso della crisi 2008/2009, deriva da un +3,4% dei medicinali a carico del sistema sanitario nazionale (Ssn), ma anche dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente attenzione alla prevenzione e alla qualità della vita.
In termini numerici, il mercato italiano dei farmaci per uso umano dell’area etici e OTC venduti in farmacia (oggetto della presente analisi e quindi un “di cui” dei dati prima evidenziati) ha commercializzato circa 2.032 milioni di confezioni (+2,6% circa rispetto al 2009, anno in cui il numero di confezioni immesse sul mercato crebbe dello 0,5%).
Le confezioni possono essere ripartite nel modo seguente: 88% circa di prodotti etici delle classi A, B e C (con riferimento alla ripartizione del Ministero della Sanità), 3% circa di altri prodotti etici venduti senza prescrizione medica e 9% di farmaci da banco (OTC venduti in farmacia). Tale valutazione si riferisce soltanto all’area dei farmaci per uso umano venduti in farmacia ed esclude gli “ospedalieri”.
Dal 2000 al 2010 i consumi di farmaci, etici e OTC hanno espresso un tasso di crescita del 2,8% medio annuo.
Si valuta che le confezioni vendute nel 2010 siano ripartite nel modo seguente: 588 milioni di confezioni di forme farmaceutiche liquide (iniettabili, orali, oftalmici ecc.), 1.279 milioni di forme farmaceutiche solide (compresse, capsule, polveri ecc.), 163 milioni di altre tipologie di farmaci (pomate, gel, spray ecc.). Sempre nel 2010, le forme farmaceutiche liquide hanno segnato una crescita del 6% circa: si ritiene che l’aumento sia ascrivibile essenzialmente gli iniettabili, a seguito della diffusione delle vaccinazioni contro l’influenza.
Le forme farmaceutiche solide risultano aumentate del 2,5%.
La crescita ha interessato, con lievi differenze, tutte le diverse tipologie di farmaci: gli orali, le polveri per uso esterno e i farmaci per uso rettale e vaginale.
Per quanto riguarda le altre specialità farmaceutiche, sempre in riferimento al 2010, si stima un calo medio dell’8% circa, che ha interessato in modo particolare le creme e i gel, mentre sia i transdermici sia i prodotti in forma spray dovrebbero avere riconfermato i valori del 2009.

Il confezionamento primario
Le caratteristiche del “prodotto farmaco” rendono molto lenti i cambiamenti nel packaging primario, dato che ogni modifica deve essere preventivamente autorizzata dal Ministero della Sanità.
La scelta dell’imballaggio, si sa, è strettamente legata alla tipologia di farmaco (liquida, solida, spray ecc.): l’andamento delle diverse forme farmaceutiche condiziona i cambiamenti nel packaging primario, le cui caratteristiche devono peraltro rispettare quelle delle sostanze contenute nel farmaco.
L’imballaggio farmaceutico deve assolvere alcune funzioni fondamentali: deve proteggere il prodotto, assicurando l’assenza di interazioni negative tra contenitore e farmaco; rendere facile e funzionale l’uso e l’assunzione del medicinale ma, al contempo, impedire la manomissione della confezione e gli usi impropri, per esempio da parte dei bambini.
Con riferimento ai 2.032 milioni di confezioni vendute nel corso del 2010 in Italia, la presenza maggiore è quella dei prodotti blisterati (55,6% dei consumi).
Per meglio evidenziare la situazione delle diverse tipologie di confezionamento e del loro trend evolutivo è utile analizzare la situazione prendendo a riferimento le tre famiglie di farmaci - liquidi, solidi e vari - e, nel loro ambito le diverse tipologie.

Farmaci in forma liquida: orali, iniettabili e altri non bevibili

I farmaci orali vengono confezionati per il 34% in flaconi di plastica e presentano un posizionamento di mercato stabile rispetto al 2009.
In questo ambito, sempre rispetto al 2009, il vetro si mantiene su una quota del 35%  ma si è assistito a uno spostamento verso i flaconcini monodose, a scapito dei classici flaconi pluridose.
Per quanto riguarda gli iniettabili, risulta sempre stabile il rapporto tra fiale di vetro tubo (47%) e flaconcini di vetro cavo+fiale (53%).
Per quanto concerne la vasta categoria dei farmaci liquidi costituita da oftalmici, otologici ecc. il confezionamento è per il 93% in flaconeria di plastica, per il 4,5% in bustine monodose o piccoli flaconcini di plastica, per il 2,5% in flaconcini di vetro; al momento il mix del packaging risulta  stabilizzato, ma le monodosi esprimono le maggiori poten­zialità di sviluppo.

Farmaci in forma solida: orali, polveri uso esterno, uso rettale -vaginale
I farmaci da somministrare per via orale (polveri, granuli, compresse ecc.) vedono il blister attestarsi saldamente al 93%; a grande distanza seguono le altre tipologie di imballaggio: 2% flaconi di vetro, 2,3% bustine monodose, 0,8% strip, 1% tubetti di alluminio, 0,5%  flaconcini di vetro. Rispetto al 2009 non si evidenziano mutamenti nel mix del packaging, ma si conferma la tendenza, in molti casi, della crescita delle monodosi.
Il confezionamento dei farmaci per uso esterno, essenzialmente polveri,  risulta così strutturato: 50% tubetti rigidi di alluminio, 43% tubetti di plastica, 7% bustine monodose di poliaccoppiato.
Anche in questo caso, la tendenza futura è verso l’impiego sempre più diffuso di monodosi.
I farmaci per uso rettale vaginale sono messi in vendita essenzialmente in alveoli o microclismi.

Farmaci vari: transdermici, tutte le creme, i gel, le pomate e le schiume, i prodotti spray
I farmaci transdermici vengono confezionati in strip multistrato composti da carta, alluminio e polietilene.
I farmaci in forma di schiuma o spray sono confezionati per l’85% in bomboletta di alluminio, per il 15% in flaconi di plastica con dosatore.
Rispetto al 2009 il mix del packaging non risulta mutato.
In questa area di farmaci i cambiamenti di imballo derivano dalla dinamica evolutiva della tipologie di prodotto.

In conclusione
Oltre agli imballaggi primari, ovviamente, il confezionamento dei farmaci contempla anche gli imballaggi secondari (astucci di cartoncino) e gli imballaggi da trasporto (casse di cartone ondulato, pallet, film estensibile ecc.).
In particolare, facendo riferimento ai farmaci per uso umano dell’area Etici e OTC venduti in farmacia, sono state impiegate circa 40.503 tonnellate di astucci.  

PILLOLE D’ARTE
Opere d’arte e parole per una mostra allestita dal 16 al 26 maggio 2011, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano-Bicocca (sede di Monza). Oltre alla rassegna Farmaci tra le righe (pillole letterarie di Giuseppe Banfi), la sezione L’estetica dei farmaci ha ospitato opere di Sara Asnaghi, Valerio Gaeti, Arnaldo Sanna. Si tratta di lavori realizzati con l’impiego dell’ “oggetto farmaco” e di tutto ciò che vi ruota intorno (foglietti illustrativi, scatole di confezione, blister di contenzione): non una critica gratuita nei confronti dell’uso dei farmaci, piuttosto una “provocazione” che, attraverso un percorso artististico, ne analizza la dimensione estetica e la fascinazione, richiamando l’attenzione sull'abuso di medicinali il più delle volte non necessari, nei confronti dei quali si rischia una involontaria dipendenza (www.cespeb.it).
(Fonte: www.repubblica.it, 23 maggio 2011)

Plinio Iascone
Istituto Italiano imballaggio

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