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Rapporto sullo stato dell’imballaggio (2)



Osservatorio quadrimestrale della filiera dell’imballaggio. Situazione a fine maggio 2011.
A cura di Roccandrea Iascone

In questa sede si rende uno spaccato dell’andamento dei comparti dell’indu-stria manifatturiera dove più intenso è il consumo di imballaggi, suddivisi nelle due macro aree “food e bevande” e “non food”. A seguire, la relativa evoluzione del settore imballaggio. I quadri evolutivi dei settori manifatturieri sono derivati dalle analisi settoriali elaborate da Prometeia.

Industria alimentare
(food e bevande)

Secondo le elaborazioni di Feder­alimentare relative al 2010, l’industria alimentare italiana, secondo comparto del Paese con 124 miliardi di fatturato e oltre 400 mila addetti per 6.500 imprese, ha evidenziato incoraggianti segnali di ripresa. La produzione nel 2010 ha recuperato l’1,8% rispetto al 2009, che segnò -1,5%. A guidare la ripresa sono state essenzialmente le esportazioni con un +10,5%: particolarmente significative le vendite all’estero dei settori vino, dolciario, lattiero caseario e birra.
Le ipotesi evolutive per il 2011 indicano una crescita dell’1,5%.

Non food
Farmaci - L’attività di questa interessante area manifatturiera ha concluso l’anno con uno sviluppo dell’attività del 3%. Anche nel 2009, in piena crisi economica, il settore è riuscito a segnare un lieve incremento. Buone le aspettative evolutive per il 2011, che fanno ipotizzare una crescita del 2% circa. L’andamento positivo del settore, come si sa, deriva da alcuni fattori demografici: invecchiamento della popolazione, maggiori attenzioni alla qualità della vita e orientamento alla prevenzione delle malattie.

Cosmesi e profumeria - Stando alle elaborazioni 2010 di Unipro, i settori hanno evidenziato una netta ripresa, sia in relazione alla componente interna della domanda (+1,3%) sia della estera (+17%); questo ha guidato un aumento del 5% della produzione. Nel corso del 2011 si ipotizza un trend di sviluppo in ulteriore rafforzamento.

Sistema moda
- Dopo il biennio 2008-2009 decisamente negativo e il 2010 in ripresa del 3,9%, le aspettative per il 2011 (ma anche quelle per gli anni a venire) sono ancora dense di incognite. Questo deriva della debolezza della domanda interna e dalle capacità che il sistema moda nel suo complesso saprà mettere in campo per intercettare la domanda dei mercati emergenti.
Si ritiene comunque che, nel biennio 2001/2012, non si andrà oltre uno sviluppo dell’1% medio annuo.

Mobili e arredamento - Dopo il crollo nel 2009 (-15,45%), il settore ha espresso un lento, ma progressivo recupero, che ha consentito di segnare una crescita produttiva del 5,6% nel 2010.  Guidata essenzialmente dalla domanda interna, la ripresa non ha interessato le esportazioni, che stentano a riprendere gli interessanti ritmi evolutivi antecedenti la crisi. Si ritiene possibile una lieve inversione di tendenza tra il 2011 e il 2013, ma non dovrebbe andare oltre un +1,5% medio annuo.
 
Prodotti chimici
- La chimica italiana, secondo Federchimica, ha chiuso il 2010 con una significativa crescita della produzione, perfino superiore alle aspettative: +8% in volume. Il settore rimane tuttavia ancora lontano dai livelli di attività pre-crisi.
Nel 2011 si prevede una crescita della produzione del 3%, trainata essenzialmente dalle esportazioni, mentre la domanda interna dovrebbe evidenziare modesti recuperi. Fonte di preoccupazione per il settore della chimica sono le tensioni relative agli aumenti dei costi delle materie prime: iniziate nel corso del secondo semestre 2010, si sono protatte anche nei primi mesi del 2011.

Meccanica
- Nel corso del 2010 il settore è riuscito a imboccare la strada di un lento recupero, dopo il crollo del 34% nel biennio 2008/2009.
Il 2010 dovrebbe essersi concluso con una crescita dell’8,3% a cui dovrebbe seguire un ulteriore incremento del 6% nel 2011. Quello della meccanica non è certo un settore importante, in relazione all’impiego di imballaggi, ma la sua evoluzione è significativa in termini di indicatori del trend degli investimenti nei vari settori manifatturieri.

Costruzioni edili
- I dati elaborati da ANCE (Associazione di categoria delle costruzioni edili) evidenziano nel 2010 una riduzione del 6,4% delle attività di costruzione, che si aggiunge alle flessioni già misurate nel 2008 del 2,7% e del 7,7% nel 2009. In tre anni il settore ha dunque perso il 16,8%. Le previsioni per il 2011 segnalano un’ulteriore contrazione dei livelli produttivi del 2,4%.
Le conseguenze di questo trend negativo ha ovviamente sortito effetti negativi sull’andamento dei materiali per costruzione. Globalmente, per i materiali edili (dopo il calo di attività del 2,6%) nel 2011 la crescita globale non dovrebbe superare l’1%, sorretta principalmente dai rifacimenti e manutenzioni edili.    

Il quadro economico
Come già evidenziato in precedenza, nel 2010 l’industria manifatturiera italiana ha recuperato un trend positivo, +3,9%, dopo la pesante contrazione del 16,6% registrata nel biennio 2008/2009 (elaborazioni su dati Prometeia).

Nel 1° trimestre 2011, sulla base di elaborazioni effettuate da Confindustria, l’economia globale è risultata in rallentamento, in parte determinato dal confronto rispetto ai ritmi molto elevati degli ultimi mesi del 2010 e in parte a causa di avvenimenti che hanno contribuito a rallentare il processo di ripresa a livello mondiale: il rialzo dei prezzi delle materie prime, i tassi di interesse in aumento in molti paesi, i sommovimenti politici nel Nord Africa, i disastri naturali in Giappone.

La maggioranza degli analisti economici ritiene però che la frenata evolutiva dell’economia sia passeggera e che entro il terzo trimestre vedrà la ripartenza delle attività.
L’Italia, ovviamente, risente di questa congiuntura economica: la produzione industriale oscilla con degli stop and go, l’occupazione è stabile ma non si evidenzia ancora una netta inversione di tendenza positiva e la cassa integrazione guadagni torna a salire.
L’export mantiene un buon passo, seppure inferiore ai tassi di sviluppo che segnano i mercati di riferimento per l’Italia.

Nel 1° trimestre 2011 la produzione industriale italiana ha segnato un +1,4%, a fronte di uno sviluppo del 6,5% registrato nel 2010.
Secondo elaborazioni effettuate da Eurostat, si ipotizza che nel 2011, le principali aree economiche dell’Europa potranno essere caratterizzato dalle seguenti evoluzioni del Pil: Germania +2,6%, Francia + 1,8%, Gran Bretagna +1,7%, Italia +1%, Spagna +0,8%, Portogallo -2,2%, Grecia -2,2%.
In tabella riportiamo l’evoluzione, in Italia, secondo Confindustria, dei principali indicatori economici dal 2009 al 2010 e, in previsione, per il 2011.

Quali le prospettive evolutive dell’economia Italiana a  medio termine?
Secondo un recente report presentato da Prometeia, dopo un rimbalzo del 5,7% nel 2010, l’industria italiana si avvia verso un quinquennio di crescita moderata (+1,9% medio annuo), sostenuta da una domanda mondiale favorevole e da una buona competitività, che consentirà alle esportazioni di crescere a tassi medi prossimi al 4,5%.
La domanda interna, per contro, non potrà evidenziare opportunità di crescite significative, penalizzata in particolare dalle difficoltà delle famiglie e dalla debolezza dell’attività delle costruzioni.

NOTA
I dati utilizzati per l’elaborazione del report sono tratti dalla banca dati dell’Istituto Italiano Imballaggio.

Il settore degli imballaggi
Ovvero… quanti se ne producono

Nel biennio 2008/2009 il settore imballaggi ha risentito fortemente della crisi, tanto che, con riferimento ai valori espressi in peso, la produzione ha segnato un calo globale del 14,3%.
Nel corso del 2010 il settore è riuscito a imboccare la strada della ripresa, in parallelo alla svolta positiva dell’industria manifatturiera italiana e alla ripresa economica internazionale che ha ridato ossigeno alle esportazioni.

La produzione globale, espressa in peso, ha segnato un +5,4% e il fatturato ha evidenziato un recupero del 7%. Anche il commercio estero ha recuperato: +11,7% le esportazioni e +34% le importazioni (sempre con riferimento ai valori espressi in peso). L’utilizzo apparente segna un +5,7%.
Se si confrontano però i valori registrati nel 2010 rispetto al 2007, la produzione risulta ancora in calo del 9,4%, le esportazioni dello 0,3% e la domanda interna del 9,5%. In incremento fatturato e importazioni.

Imballaggi in acciaio - Il 2010 si è concluso con uno sviluppo produttivo del 5%, ma rispetto al 2007 la produzione è inferiore del 2,8%. La ripresa è stata guidata dalle esportazioni, dagli imballaggi dell’area general line e dalle chiusure.

Imballaggi in alluminio - La produzione nel 2010 si è posizionata su 103 t/000, +2,7% rispetto all’anno precedente (ancora in contrazione rispetto al  2007). La ripresa è stata guidata essenzialmente da chiusure, vaschette e foglio sottile.
Imballaggi cellulosici - 2010 in recupero del 6,4% in tutti i diversi comparti,  ma ancora negativo rispetto al 2007 (-5,5%).

Imballaggi cellulosici accoppiati
- L’area ha limitato gli effetti negativi nel biennio della crisi generale, arretrando solo dell’1% circa nel 2009.
Nel 2010 il settore recupera il 3% e supera del 2,3% i livelli raggiunti nel 2007: effetto di un rafforzamento costante del posizionamento sul mercato.

Imballaggi flessibili da converter
- Secondo rilevazioni Giflex, nel 2010 il settore è entrato in una fase di progressivo sviluppo: +6% il recupero  produttivo, che ha interessato sia la domanda interna che le esportazioni.
Rispetto al 2007 il risultato del 2010 è superiore dell’1,3%.

Imballaggi in plastica - Dopo la forte flessione produttiva del 18% nel biennio 2008/2009 (determinata anche dalla riduzione del peso medio attuata in diverse tipologie di imballaggio plastico), nel 2010 si segnala un +5% in fatto di produzione, inferiore comunque del 2,6% rispetto al 2007.
La ripresa è stata guidata sia dalla domanda interna che dalle esportazioni.

Imballaggi in vetro
- Nel 2010 la produzione ha segnato un recupero del 5,7% (particolarmente positivo è risultato il comparto delle bottiglie); rispetto al 2007 il risultato resta inferiore del 2,5%.
Imballaggi in legno - Il 2010 è stato contraddistinto da un trend di lento, ma progressivo recupero: +3,8%. Pallet (buono l’andamento delle esportazioni) e imballaggi industriali hanno guidato la ripresa, sebbene i risultati  siano inferiori del 23% rispetto al 2007.                                         

Roccandrea Iascone
Iascone Packaging Marketing

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