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Tutto cambia (anche l’automazione)



STRATEGIE Organizzazione aziendale, politica di mercato, tecnologie, prodotti, servizi: per continuare a essere un fornitore leader di automazione industriale Schneider Electric migliora il modo di fare impresa, puntando alla massima  flessibilità. Spunti di riflessione dall’ultima “mostra”, organizzata per gli OEM a Monaco di Baviera. Stefano Lavorini

Oltre ai prodotti, Schneider Electric sa fare le cose in grande e lo ha dimostrato ancora una volta organizzando a Monaco di Baviera l’evento Machine NOW 2011. Circa 1.100 OEM europei (oltre a 200 persone dello staff) hanno partecipato, dal 14 al 16 settembre, alla conferenza show che si è tenuta al M.O.C. Events Center, per avere aggiornamenti su come progettare più velocemente le macchine, renderle più flessibili e più efficienti dal punto di vista energetico, ridurre il time-to-market, ma anche per toccare con mano soluzioni implementate su macchine in funzione. È stato un successo, sicuramente dal punto di vista organizzativo. Tutto ha funzionato a dovere: dalla conferenza di apertura quando, con effetti speciali a profusione, è stato fatto il punto sullo stato dell’arte dell’automazione secondo Schnei-der, agli incontri, che offrivano un’ampia scelta di argomenti tecnici; dall’area espositiva, articolata per settori applicativi allo spazio ristorazione, gestito, considerando l’afflusso, con efficienza e premura.

… 3 anni dopo
Tanto è passato dalla precedente kermesse di Montecarlo all’evento di Monaco di Baviera e Schneider Electric ha saputo dare concretezza all’impegno preso allora nei confronti dei costruttori di macchine, integratori di sistema ed end user, di offrire soluzioni di automazione flessibile competitive.
E questo nonostante in questo lasso di tempo sia cambiato tutto: il mercato - segnato da una crisi che proprio in questa fine 2011 offre nuovi motivi di preoccupazione - e di conseguenza anche l’organizzazione e le proposte dell’azienda, come ha avuto modo di sottolineare Andrea Barbolini, Ceo Schneider Electric Automation GmbH, affiancato da Carlos Loscalzo, Industry Vice President di Schneider Electric SpA.
Barbolini ha ricordato quanto rapidi e radicali siano stati i recenti mutamenti: «A fine 2008 abbiamo presentato un approccio diverso all’automazione, che ha sostenuto il nostro successo nei diversi settori di sbocco. In breve, e con una velocità sorprendente, si sono affermate però nuove esigenze. Tanto che, in meno di due anni, abbiamo proposto al mercato altri sistemi di automazione in grado di gestire con ulteriore razionalità le linee di produzione: software dedicati e hardware modulari da poter aggiornare al momento necessario, senza gravare sui costi.

Raggiunti - e con ottimi risultati - gli obiettivi che ci eravamo proposti, intendiamo consolidare la nostra posizione sul mercato globale con le tecnologie di nuova generazione e gli aggiornamenti che stiamo presentando a Monaco, tanto sul piano dei prodotti e dei settori di utilizzo, quanto su quello geografico, dove vogliamo migliorare la nostra presenza nelle economie a maggior tasso di sviluppo e in quelle mature ma trainanti sul piano dell’innovazione».

Come e perché riorganizzarsi
Per Schneider Electric il 2010 è stato un anno molto positivo, di crescita a due cifre, in forte ripresa dopo la “caduta” che il mercato dell’automazione ha vissuto tra il 2008 e il 2009. Il 2011, secondo le prime indicazioni, è iniziato bene ma, a partire da giugno, ha cominciato a manifestare segni di rallentamento. «Stimiamo comunque - afferma Loscalzo - di chiudere l’esercizio in moderata crescita, ma ci aspettiamo un 2012 abbastanza difficile, soprattutto a causa dell’incertezza globale, che impatta negativamente sull’export».
Il futuro prossimo si presenta impegnativo dunque; ciò nonostante, la società non rinuncia ad ambiziosi obiettivi di business. La quadratura del cerchio non sarà frutto di formule magiche ma di un sistematico e preciso lavoro di monitoraggio del mercato, e relativo ri-aggiustamento just in time di target e strumenti.

«Grazie a un’organizzazione del gruppo più flessibile e “glocalizzata” - spiega Barbolini - basata sulla professionalità dei country manager che operano a diretto contatto con i clienti e con il personale locale, siamo in grado di seguire con tempestività l’andamento del mercato. L’intento è di correggere in tempo reale strategie e tattiche, mettendo in campo, di volta in volta, le iniziative necessarie».
Dietro l’apparente semplicità di questa formula c’è un cambio radicale di paradigma, che ha trasformato la struttura stessa della società.

«Se una volta facevamo budget quinquennali, oggi li aggiorniamo secondo necessità. E se un tempo era relativamente semplice rivolgersi a nuovi settori di sbocco quando si incontravano difficoltà in quelli storici, ora presidiamo con pari impegno tutti gli ambiti, rifasando con attenzione proposte e servizi. Questo diverso atteggiamento persegue dunque la massima flessibilità organizzativa, produttiva, logistica. E, da questo punto di vista, direi che oggi la differenza fra grande gruppo “strutturato” e piccola impresa “flessibile” si è davvero ridotta al minimo…».
E gli obiettivi finali? Quelli di sempre: «Essere il fornitore 2015 più rappresentativo per il mercato degli OEM e crescere quanto possibile in tutti i segmenti del mercato e in tutte le aree geo­grafiche» riassume Loscalzo. «E non in base ad astratte strategie - sottolinea Barbolini - ma mettendo in campo un’offerta adeguata alle esigenze di un cliente, chiunque esso sia, che sempre più chiede massime prestazioni e soluzioni su misura».   

Ultime per il packaging
I costruttori di macchine per confezionamento e l'imballaggio richiedono un’automazione flessibile, con sistemi elettronici intelligenti in grado di sincronizzare molteplici assi. L'obiettivo è aumentare le prestazioni delle macchine e ridurre i tempi di commercializzazione e di messa in servizio, ma anche di migliorare l’efficienza dal punto di vista energetico. Ecco cosa propone Schneider Electric.

PacDrive 3 è l’evoluzione del PacDrive M che offre da oltre dieci anni una tecnologia in grado di controllare con un'unica piattaforma hardware i servoassi sincronizzati, le funzionalità PLC e i robot. Questa tecnologia aperta, basata su standard internazionali, è coerentemente orientata a ridurre la complessità hardware e software. Avvalendosi di nuovi approcci tecnologici, PacDrive 3 apre le porte a potenzialità aggiuntive e contribuisce a garantire il successo a lungo termine della soluzione di automazione. La scalabilità dei controller PacDrive 3 viene nuovamente ampliata verso l'alto, per soddisfare ogni esigenza anche nel tempo: il precedente limite superiore di 99 servoassi e 30 robot sincronizzabili sale a 255 slave SERCOS e a un massimo di 254 servoassi con tempo di ciclo di 1 msec. Due nuovi controlli in progetto al limite inferiore della gamma consentiranno, grazie alla maggiore precisione di scalabilità, di incrementare l'appetibilità economica di PacDrive per macchine semplici equipaggiate con un massimo di 8 servoassi.

SERCOS III permette di realizzare una soluzione di comunicazione su base Ethernet per le applicazioni PacDrive, sia per la comunicazione degli azionamenti che dei bus di campo. SERCOS III spiana quindi la via all'integrazione dell'automazione correlata alla sicurezza nell'automazione standard. SERCOS III è standardizzato e indipendente dal produttore e rappresenta una delle soluzioni di comunicazione su base Ethernet più efficienti attualmente disponibili sul mercato.

Lexium LXM 62 è il concetto Multi Servo Drive completamente nuovo di PacDrive 3, integrato coi servomoduli iSH già conosciuti da PacDrive M in poi - servomotori con regolatore e alimentatore centrale integrati - e coi nuovi servoregolatori stand alone della serie Lexium LXM 52.
Rispetto alla tecnologia tradizionale, con Lexium LXM 62 l'ingombro del quadro elettrico si riduce già a partire da tre assi, garantendo un risparmio di spazio del 50% già a partire da sette-otto assi. Inoltre i collegamenti a innesto e l'integrazione frontale dei drive nell'approvvigionamento di rete e nel circuito intermedio mediante contatti striscianti, anziché tramite backplane, riducono anche i costi di montaggio.

SoMachine Motion
è il nuovo tool di engineering e programmazione di PacDrive 3, fino alla messa in servizio e alla diagnosi. SoMachine Motion offre in un'unica soluzione strumenti per il Motion Design e la progettazione dell'azionamento, lo sviluppo di programmi, l'applicazione HMI, per la messa in servizio, la diagnosi e la gestione dei dati. Successivamente sarà integrato anche un tool di automazione per il safety. Somachine Motion include inoltre la libreria per il packaging e robotica, derivata da oltre dieci anni di esperienza attraverso PacDrive M.

Robot P4
sono robot Delta 3 che completano l'offerta di soluzione Pacdrive. Tutto in perfetta sintonia: meccanica del robot, motori, elettronica di collegamento e libreria robotica possono essere riuniti in pacchetti pronti all’uso. I robot P4 supportano soluzioni modulari meccaniche per i costruttori di macchine, in grado di integrare macchine packaging a concetti di robotica in un’unica archittettura.

MachineStruxureTM
aiuta a progettare macchine e installazioni più efficienti dal punto di vista energetico ed economico massimizzando, al contempo, le loro prestazioni. Basato su piattaforme hardware flessibili e scalabili e su un'unica e completa suite software, MachineStruxureTM propone architetture collaudate, convalidate e documentate, con librerie di blocchi funzione applicativi.  
                                                 


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