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Carne: cosa vogliono i consumatori



I trend del mercato della carne e le ricadute sul packaging, dal “New Meat Horizons” di Sealed Air Cryovac.

«Nel mercato globale delle carni il cambiamento più rilevante consiste nella comparsa di una nuova classe di consumatori nelle economie in forte crescita (tipicamente Brasile, Cina e Indonesia), dove milioni di abitanti hanno ormai raggiunto la fascia di reddito cruciale dei 3.000-5.000 dollari annui, determinando una crescita esponenziale dei consumi». Lo ha affermato David Nelson, Global Strategist di Rabobank, durante l’intervento all’ultimo meeting di Sealed Air Cryovac. L’evento, organizzato lo scorso aprile al Packforum parigino della multinazionale, con la partecipazione di 110 produttori e retailer di 71 società di 21 paesi diversi, si proponeva di aggiornare sulle dinamiche di domanda e offerta nello specifico settore delle carni, e sulle risposte della tecnologia in materia di confezionamento.
Al boom della domanda, hanno quindi ricordato i relatori, si sommano altri fenomeni che sostengono i produttori delle aree in via di sviluppo: in Cina, per esempio, i finanziamenti stanziati dal governo a sostegno dell’industria; in Russia la forte crescita dell’avicoltura e, soprattutto, della carne suina rispetto alla quale si prevede di raggiungere la quasi autosufficienza entro il 2025. In quest’ultimo mercato, dunque, i produttori a integrazione verticale stanno registrando crescite esponenziali: Inalca Spa (gruppo Cremonini) nel 2010 ha completato un impianto per la produzione di hamburger costato oltre 100 milioni di euro e attivato una piattaforma di distribuzione vicino a Mosca in cui sono impiegate attrezzature Sealed Air Cryovac.

Le ricadute sull’imballaggio - Un simile sviluppo stimola e sostiene l’utilizzo di confezioni sempre più moderne e funzionali alle specifiche esigenze che si manifestano nelle diverse comunità. La grande impresa agricola russa Miratorg ha conquistato i consumatori con il lancio di prodotti confezionati in sacchi infornabili e, al contempo, ha avviato l’automazione “spinta” di tutte le fasi del processo, insaccamento compreso (vi operano, fra l’altro, cinque Roboloader® Cryovac). In Cina, invece, gli operatori del settore devono anzitutto rispondere alla crescente esigenza di cibi sicuri e confezionati (refrigerati o surgelati), mentre il Brasile, grande esportatore, è impegnato in primis a differenziare le proprie carni da quelle argentine e di altri paesi.

E in occidente? Se nel 2010 i maggiori mercati europei hanno accusato una generale riduzione del fatturato di settore (secondo Europanel GIE -3% in Francia, -2% in Germania, -6% in Italia, -9% in Spagna e +0,4% in Gran Bretagna), la scommessa è anzitutto conquistare e fidelizzare il consumatore. In questo caso più che mai con l’aiuto del packaging: per ottenere una migliore identificazione dei marchi sono richieste soluzioni di confezionamento versatili, colorate e stampabili (della propria gamma Cryovac segnala a titolo di esempio BDF® Soft e New Gen Cryovac® Lid), packaging anticondensa, display verticali ed effetti tridimensionali (Cryovac Darfresh®). Quanto alla praticità, si traduce in aperture facilitate e porzioni singole, ma anche in shelf life più lunghe (fino a 80 giorni con frollatura garantita nel Darfresh® Ultra visto che, documentano gli esperti, i consumatori vanno meno spesso al supermercato). Imprescindibile, infine, che il packaging sia a basso impatto ambientale: esempi arrivano da vassoi più leggeri e film più sottili accompagnati da una termoretrazione “soft”, che permettono anche di ridurre i costi dei materiali e dei processi (altro obiettivo basilare). La formatura on-line dei vassoi offre, d’altra parte, una flessibilità straordinaria e permette di ottenere confezioni personalizzate, sottili e solide allo stesso tempo.      

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