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FAQ sul contatto alimentare: il set off



Valutazione del rischio per imballaggi stampati: il “set-off

Gli inchiostri da stampa non sono regolamentati in modo specifico né dalla normativa comunitaria né da quella nazionale.  L’art.31 del DM 21/03/73 però, impone che la “colorazione a mezzo stampa” non possa essere effettuata sul lato destinato a contatto con l’alimento e  il Reg. 2023/2006/CE riguardante le buone pratiche di fabbricazione, all’allegato ribadisce il concetto che “Le superfici stampate non devono trovarsi direttamente a contatto con il prodotto alimentare”.

Questo allegato inoltre specifica che “Gli inchiostri da stampa applicati sul lato dei materiali o degli oggetti non a contatto con il prodotto alimentare devono essere formulati e/o applicati in modo che le sostanze presenti sulla superficie stampata non siano trasferite al lato a contatto con il prodotto alimentare:
a) attraverso il substrato oppure
b) a causa del set-off quando vengono impilati o sono sulle bobine, in concentrazioni che portino a livelli di sostanza nel prodotto alimentare non in linea con le prescrizioni di cui all’articolo 3 del regolamento (CE) n.1935/2004.”

Perché valutare il set-off
Per dichiarare l’idoneità al contatto con alimenti di un imballaggio stampato e quindi la conformità all’Allegato del Reg. 2023/2006 e ovviamente all’Art. 3 del Reg. 1935/2004, bisogna andare quindi oltre i controlli analitici previsti dalle Normative per i singoli materiali (migrazioni globali e specifiche, requisiti di composizione e purezza, ecc.) per essere in grado di prevenire il rischio di contaminazione e dimostrare che l’imballaggio, stampa compresa, non ceda all’alimento sostanze in quantità tale da provocarne un deterioramento organolettico o essere tossico per la salute.
La valutazione del rischio riguarda quindi sia l’aspetto sensoriale che quello tossicologico.

Come valutare il set-off
- Per la valutazione del rischio di danno organolettico di un imballaggio è necessario effettuare test che ne garantiscano l’inerzia sensoriale. Si tratta di test olfattivi (beuta e tetraedro) e test di gusto (test di trasmissione di gusto al cioccolato o test di Robinson e test di trasmissione di gusto all’acqua).
È consigliabile il confronto tra il materiale neutro e lo stampato in modo da verificare eventuali modifiche apportate dalla stampa.

- Per la valutazione del rischio di danno tossicologico di un imballaggio è necessario monitorare i composti organici presenti nell’imballaggio stampato (vengono quindi valutate sia le materie prime che gli inchiostri) per assicurarsi che non vi sia nulla di “critico” dal punto di vista tossicologico.
Il protocollo di lavoro prevede sia analisi di screening basate sulla gascromatografia/spettrometria di massa per l’individuazione di composti volatili e non volatili, che eventuali migrazioni specifiche di composti a più alto peso molecolare non rilevabili dalle analisi di screening.
È comunque sempre fondamentale la collaborazione con il produttore di inchiostri che può fornire utili informazioni.

Quando valutare il set-off
La valutazione del set-off deve essere effettuata su tutti i prodotti stampati “una tantum”, garantendo poi la costanza dei parametri di processo e delle materie prime utilizzate e sempre sui  “nuovi prodotti”, ad esempio quando è introdotta una nuova tecnologia di stampa o nuovi inchiostri.

A cura di Valter Rocchelli e Carmen Sorice    
v.rocchelli@ircpack.com   -  c.sorice@ircpack.com

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