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Export in ripresa



Buone nuove sul fronte degli scambi commerciali delle macchine “made in Italy” per imbottigliamento ed enologia. E a fine anno ritorna Simei (Rho - Milano, 22-26 novembre 2011).
Secondo l’Osservatorio Simei (rilasciato a dicembre 2010 ed elaborato sulla base dei dati Istat gennaio/settembre 2010) il valore totale dell’export del terzo trimestre 2010 ha quasi raggiunto la quota di 1,2 miliardi di euro (+20% rispetto allo stesso periodo del 2009), lasciando quindi supporre una performance finale superiore agli 1,4 miliardi totali registrati nel 2009.
Significativo il risultato ottenuto dal comparto dell’imbottigliamento nella sua globalità (macchine per riempire, chiudere, tappare, etichettare e incapsulare) che, con un valore di circa 766 milioni di euro, rappresenta il 65% dell’intero flusso commerciale e, allo stesso tempo, supera del 24% il valore raggiunto nello stesso periodo 2009 (616 milioni di euro). Ricordiamo che, rispetto al 2008 (852 milioni), aveva invece perso il 28% del valore.
Osservando poi le destinazioni delle macchine italiane in questo settore merceologico, la Cina (che solo nel 2008 era quarta) non solo si riconferma come primo destinatario delle macchine per imbottigliamento, con un valore di acquisti pari a quasi 125 milioni di euro, ma addirittura raddoppia il risultato del 2009 (67 milioni di euro). Stati Uniti e Francia, destinazioni “storiche” della tecnologia made in Italy, rimangono entro le prime quattro posizioni, mentre il Brasile balza al terzo posto, con quasi 45 milioni di euro.

Appuntamento con i trend
La 24a edizione del Simei (Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento, Rho - Milano, 22-26 novembre 2011) ospiterà un ampio ventaglio di soluzioni tecnologiche per l’imbottigliamento che, insieme agli impianti per la produzione e il confezionamento delle bevande, costituiscono il cuore della biennale milanese.
Si tratterà, per certo, di soluzioni sempre più versatili, flessibili e personalizzate, studiate per assecondare le tendenze emergenti: in primis la necessità di gestire produzioni molto diversificate ma numericamente più contenute rispetto al passato, ma anche la richiesta di semplificazione dei processi, con il ricorso all’automazione e all’informatizzazione.

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