ATTENZIONE... IN QUESTO SITO SONO ARCHIVIATI I CONTENUTI DELLA RIVISTA DAL 2008 AL 2011. CLICCA SOPRA PER PASSARE AL NUOVO SITO. GRAZIE










Dall’automazione all’autonomia



APPROFONDIMENTI Vetrina di tecnologie, occasione di incontro e momento di aggiornamento professionale, la prima edizione di SPS/IPC/DRIVES Italia ha regalato informazioni e suggestioni sugli orientamenti della R&S in fatto di automazione industriale. Ecco qualche spunto dai convegni e una rassegna di prodotti visti agli stand.

Macchinari e  impianti “intelligenti” ovvero sempre più autonomi e capaci di autoregolarsi, al contempo “ecologici” e a basso consumo.

Sono i protagonisti dei convegni della scorsa SPS/Ipc/Drives Italia, prima edizione nazionale dell’omonima fiera dell’automazione industriale che si svolge ogni anno a Norimberga (l’appuntamento in Germania è dal 22 al 24 novembre prossimo). Uno degli scenari più stimolanti è stato delineato da Antonio Rizzi dell’Università di Parma, che ha aperto la sessione di relazioni dedicate a identificazione, Rfid, tracciabilità e industrial communication con un discorso di taglio prospettico.

Oggi - ha affermato, in sintesi, il docente - le moderne tecnologie di auto-ID, come l'RfId, permettono di identificare in maniera automatica e univoca gli oggetti che si muovono lungo le diverse filiere e giungono, infine, al consumatore finale; inoltre, grazie a nuovi sistemi di comunicazione, si possono condividere in rete, in tempo reale, le informazioni associate a questi oggetti e i relativi dati di tracciabilità. Un trend parallelo - ha sottolineato Rizzi - interessa le macchine industriali, che si evolvono a formare sistemi non più isolati ma inseriti in un ecosistema internet interattivo, grazie a cui è possibile scambiarsi informazioni bi-direzionali attraverso protocolli ethernet.

Queste premesse autorizzano a prospettare uno sviluppo dell’automazione industriale in cui le macchine potranno non solo identificare e riconoscere gli oggetti, e reperire nei supporti di identificazione o attraverso internet le informazioni ad essi associati, ma anche adattare le operazioni da svolgere con la massima flessibilità e in tempo reale. In altre parole, ha concluso Rizzi prima di cedere la parola ai relatori dell’industria, la crescita del networking da un lato, e la nascita di protocolli standard dall'altro, permettono di rimuovere i principali ostacoli su cui si erano arenati, all'inizio degli anni ’90, progetti estesi di sistemi FMS e FAS. Si pongono, così, le basi per realizzare sistemi di automazione industriale che siano non solo flessibili, ma anche evoluti ed autonomi.

Sostenibilità = efficienza
Dal generale al particolare: il convegno introdotto da Giambattista Gruosso del Politecnico di Milano ha dato corpo e prospettiva a obiettivi di efficienza quotidiana, sulla base di una consi­derazione preliminare e imprescindibile: una pro­duzione sostenibile si basa su sistemi efficaci di controllo e monitoraggio, in grado di interagire con i processi di fabbrica e le procedure di gestione.
È in questo senso - ha spiegato Gruosso nella sua relazione - che la manifattura più evoluta punta, strategicamente, a rendere le fabbriche più “intelligenti” sia per migliorare i processi sia per ridurre i consumi di materia prima ed energia. Assume dunque un’importanza primaria lo studio di sistemi per lo smart meetering dei sistemi di fabbrica e quindi, prima ancora, di smart device capaci di interagire con i principali elementi del sistema produttivo, misurando e processando localmente informazioni. In questo contesto, sottolinea ancora il docente, occorre saper individuare i dati significativi, così da rendere efficace l’elaborazione delle informazioni.
I contributi offerti dai relatori hanno evidenziato le principali sfide alla gestione automatizzata dei processi di produzione, anche grazie all’adozione di dispositivi, sistemi e metodologie che permettono di migliorare e monitorare l'efficienza energetica.

Il contributo della misurazione - Restando in questo orizzonte di problemi (sottolineava a sua volta Cesare Fantuzzi dell’Università di Modena e Reggio Emilia) un’efficace analisi dei dati di produzione è la condicio sine qua non.
La recente crisi economica ha ulteriormente acuito l’attenzione sulla resa e sugli sprechi dei macchinari, in vista di una riduzione dei costi a tutela dei margini di redditività. Nella relativa sessione di convegno si è, dunque, parlato di analisi e ottimizzazione delle traiettorie degli azionamenti a controllo elettronico (ovvero: come ottenere una macchina più "verde" attraverso il controllo del motion), e di tecnologie per la raccolta dati in ambiente manifatturiero e nella home automation, con la presentazione di vari casi concreti.

Imprescindibile sicurezza
La sicurezza negli ambienti di lavoro e negli impianti di produzione è un altro argomento di estrema attualità e importanza, come dimostrano troppi fatti di cronaca recenti e non. A maggior ragione, hanno considerato gli organizzatori dei convegni parmensi, è necessario tenere tale aspetto (e le relative implicazioni) in debita considerazione quando si progettano e si usano sistemi automatizzati, dove “l’intelligenza” è portata direttamente dentro gli apparati e i macchinari: a un aumento del grado di autonomia corrisponde in genere un più alto livello di rischio.

Il coordinatore del seminario dedicato a questi temi - Gianluca Cena del CNR-IEIIT, Torino - ha chiarito le due accezioni di sicurezza che entrano in gioco in ambito industriale: la prima riguarda eventi legati in parte alla casualità, come la rottura di un componente (“safety” in inglese); la seconda legata a comportamenti intenzionali, messi in atto da individui o gruppi di individui (“security”). Le due tipologie di sicurezza, ha proseguito Cena, sono state affrontate fino a poco fa in modo tendenzialmente disgiunto; oggi questo approccio non è più adeguato, dal momento che safety e security sono aspetti ormai correlati. Questo si deve, fondamentalmente, a una tendenza dell’ultimo decennio: utilizzare strumenti e tecnologie del mondo ICT anche negli strati più bassi del mondo dell’automazione (quelli che si interfacciano direttamente al processo produttivo), con la correlata introduzione di sistemi di controllo a livello del campo basati su piattaforme programmabili convenzionali (softPLC e sistemi operativi real-time) e interconnessi per mezzo di tecnologie di comunicazione standard (reti IP-based e industrial Ethernet). Tanto che gli attacchi informatici tipici del modo ICT si sono, di fatto, sommati all’insieme delle cause che possono compromettere la safety degli impianti.
Alla luce di queste considerazioni generali, e lavorando a ottenere sistemi di produzione il più possibile integrati ed efficienti, è facile prevedere che molte risorse di R&S in ambito automation vengano concentrate sulle relazioni intercorrenti fra safety, security e gli altri indici prestazionali tipici di questi ambiti applicativi: disponibilità (availability), diagnostica (diagnostic coverage), prestazioni (performance), tolleranza ai guasti (fault tolerance), isocronia, flessibilità e via discorrendo. 

Giocare (bene) in casa
Grande partecipazione di pubblico (10.844 operatori registrati in tre giornate), espositori soddisfatti oltre le aspettative (302 aziende su oltre 28.000 mq), una location gradevole che ha saputo valorizzare anche i plus del territorio (la vicinanza con i grandi centri del manifatturiero nazionale, ma anche le risorse culinarie...). La prima edizione di SPS/IPC/DRIVES Italia dedicata all’automazione industriale, svoltasi a Parma dal 24 al 26 maggio scorso, è stata vivace fin dalla prima ora mostrando, al contempo, uno spiccato “taglio” tecnico: agli stand i visitatori sottoponevano problemi concreti, impegnando i fornitori a rispondere nel merito. La fiera, nata dalla collaborazione tra i team italiano e tedesco di Messe Frankfurt con il coinvolgimento diretto di molti bei nomi dell’industria di settore, ha cadenza annuale e replicherà dal 22 al 24 maggio 2012.
Formazione continua - Stilato con attenzione, il programma di convegni e conferenze  - oltre 100 case histories e presentazioni di prodotti - ha visto in campo accademici ed esperti del mondo industriale, con relazioni di B&R Automazione Industriale, Beckhoff Automation, Bonfiglioli, Consorzio PNI/Profibus, Didelme Sistemi, EFA Automazione, Electro Engineering, Emerson, Gefran, Heidenhain Italiana, Iprel-Sacmi, LTI Italia, Microsoft Innovation Center, Motor Power Company, Panasonic Electric Works Italia, Phoenix Contact, Pilz Italia, Rittal, Rockwell Automation, Schneider Electric, Siemens, Università di Brescia, Wonderware Italia.
Articolato in cinque macro-sessioni (Safety e security; Identificazione, RfId e tracciabilità; Industrial communication; Efficienza, misurazione e miglioramento; Motion Control)  è stato messo a punto con l’intento dichiarato «non di fare marketing ma di proporre applicazioni pratiche, ovvero problematiche concrete che gli utilizzatori finali di automazione si trovano ad affrontare nella loro attività».  
                       


imballaggio rivista packaging