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Fatti & Dati



Imballaggio di legno

DATI E FATTI Caratteristiche, mercato e numeri degli imballaggi di legno: pallet, imballaggi industriali e cassette.

Gli imballaggi di legno vengono fabbricati in prevalenza con tavole ricavate da legname di abete, pino, pioppo, betulla, faggio e in minor misura da altri legnami come larice, ontano e castagno.
Per la fabbricazione degli imballaggi possono essere impiegati in alternativa anche pannelli di legno compensato, MDF e OSB: i primi sono ampiamente utilizzati per la costruzione di casse rigide e pieghevoli, e destinate al trasporto via mare o via aerea di beni.



È un mondo difficile…

Alcune riflessioni emerse dal rapporto Coop 2011 “Consumi e distribuzione” sull’evoluzione delle abitudini dei consumatori italiani. Tagli sulle quantità acquistate con modifiche al carrello della spesa. Soffrono" alimentare, abbigliamento e arredamento, cresce spesa per sanità, trasporti, comunicazioni.



Carta: la Cina cresce, anche in qualità

La nuova edizione del rapporto “Paper Contract with China”, pubblicato da APP China (una delle più grandi cartiere integrate asiatiche, con 38.900 addetti e una capacità produttiva 2010 di 8 milioni t/anno di pasta di cellulosa e di carta), giunge in un periodo particolare per l’esportazione di carta prodotta in Cina.

La decisione dell'UE di imporre, per la prima volta, dazi compensativi contro le sovvenzioni cinesi sulle esportazioni verso l'UE di carta patinata, si aggiunge all’applicazione di dazi anti-dumping già in corso in Europa. Le nuove misure sono entrate in vigore il 14 maggio scorso e durano cinque anni. Analogamente, di recente il Brasile ha implementato un regime non-automatico di licenze di importazione, che riguarda anche il comparto cartario.



Gli imballaggi flessibili

CIFRE E TREND A conti fatti, quella degli imballaggi flessibili,
risulta essere una delle poche aree di mercato del comparto “imballaggi” in grado di esprimere un trend, con riferimento al “ciclo di vita”, in progressivo e interessante sviluppo.
Plinio Iascone 

Dal 2000 al 2007 l’area di mercato del flexible packaging ha espresso un tasso di sviluppo medio annuo del 5,3%, a fronte di una crescita dell’1,5% del settore imballaggio nella sua globalità. Fattori trainanti dell’an­damento positivo sono stati la significativa evoluzione delle espor­tazioni e il progressivo inserimento in nuove aree del mercato italiano.



Macchine +14,7%

Nel 2010 il fatturato dell’industria italiana delle macchine grafiche, cartotecniche e di trasformazione è cresciuto del +14,7%: un tasso di sviluppo significativo dopo la flessione dell’anno precedente, causata dalla gravissima crisi finanziaria ed economica internazionale.

In occasione dell’assemblea generale, che si è svolta a Milano lo scorso 16 giugno, Acimga ha pubblicato il bilancio 2010, delineando un quadro evolutivo che si riflette sugli investimenti, oggi in ripresa, sulla stabilità occupazionale, e sulla crescita del saldo positivo della bilancia commerciale settoriale.  Le esportazioni, infatti, sono aumentate del 19,7% rispetto al 2009, riportando a quota 79,1% l’incidenza dell’export sul fatturato totale.
Un andamento - comunicano gli analisti di Acimga - che resta confermato anche nel primo trimestre di quest’anno, in cui le vendite di macchine italiane nel mondo sono salite del 9%.

Attenzione
al mercato interno

Nel commentare questi risultati, il presidente Acimga, Felice Rossini, ha voluto comunque ricordare che il progresso del 2010 non ha ancora riportato il settore ai livelli pre-crisi e, soprattutto, porre all’attenzione dell’assemblea che i costruttori italiani di macchine per il printing e il converting hanno ben saputo cogliere le opportunità di business nei paesi emergenti (oggi la Cina è il secondo mercato di sbocco del settore, dopo gli Usa, Ndr), ma al contempo hanno rallentato le vendite sul mercato interno (-1%) nonostante la crescita della domanda domestica (+4,9%).
Ne hanno beneficiato le importazioni, in ripresa del +9,3% dopo le forti contrazioni degli ultimi anni, attestando al 59,6% il grado di penetrazione delle macchine estere in Italia.

Guardando il bilancio di settore più da vicino, vediamo che tutte le categorie merceologiche si sono sviluppate - anche se con maggiore lentezza quelle relative a legatoria e cartotecnica - e che il tasso di utilizzo degli impianti è ormai prossimo al periodo pre crisi (87%).
Considerando gli ordini acquisiti, il 2011 prospetta una crescita ulteriore, nonostante le incertezze legate all’accelera-zione dei prezzi delle materie prime e alle tensioni politiche nel mondo arabo, e «grazie supporto del “sistema paese” e il fattivo sostegno dell’ICE, indispensabili per competere su mercati internazionali sempre più sfidanti». Già detto?
Repetita iuvant.                                         

 




Quando l’imballaggio È di carta

DATI E FATTI A livello mondiale gli imballaggi cellulosici sono la forma di confezionamento più diffusa, con una quota di mercato del 39% circa. Per il 2010, le cifre espresse in Italia dall’industria degli imballaggi cellulosici (alla cui situazione è dedicato questo report) sono in estrema sintesi le seguenti: 2.450 imprese; 6,6 miliardi di fatturato; una produzione di 5.010 t/000. Plinio Iascone

Dopo due anni di crisi, la produzione globale italiana delle materie prime cellulosiche destinate alla produzione di imballaggi, nel 2010, si è attestata intorno alle 4.265 t/000 e il consumo ha raggiunto 5.571 t/000, rispettivamente in crescita del 9% e dell’11%. Il consumo apparente è risultato ripartito fra: carte e cartoni per cartone ondulato (3.655 t/000, +9,6%), cartoncino per astucci (671,7 t/000, +7,6%), altre carte per produzione imballaggi (1.244 t/000, +19%).



Nel 2011 l’obiettivo è crescere

Buoni i risultati e le prospettive per cartiere e macchine, “alti e bassi” per cartotecnica e grafica, mentre proseguono le tensioni sui prezzi delle materie prime. L’indagine della Federazione della filiera carta-grafica* disegna l’andamento del settore nei primi sei mesi dell’anno in corso. 

«Dopo la tendenza favorevole che ha caratterizzato tutto il 2010, il primo trimestre 2011 ha fatto registrare, a livello manifatturiero, una riduzione della crescita. Questo processo di attenuazione della ripresa del mercato è in parte fisiologico, in quanto il recupero dei livelli produttivi rende più difficile sfruttare ulteriori spunti di sviluppo. Anche nei tre mesi in questione si sono registrate differenze fra i singoli comparti, in parte legate ai diversi percorsi di sviluppo; in generale, però, l’andamento del fatturato è più polarizzato tra crescita e riduzione (dunque, con meno giudizi di stabilità) di quanto prospettato nelle previsioni.



Mineral Oils e food packaging: la situazione attuale

Questa rubrica cerca, solitamente, di fare chiarezza su argomenti specifici relativi al food contact. In questo caso, purtroppo, non possiamo che evidenziare una situazione abbastanza confusa, principalmente dovuta alla non molto chiara definizione di mineral oils (MO). I MO possono provenire dagli inchiostri off-set cosiddetti “tradizionali” e dagli inchiostri per la stampa di quotidiani e materiale grafico, coinvolgendo quindi in particolare il settore di imballaggi di carte e cartoni costituiti da fibre di recupero.



Etichette: strategie di settore

FINAT chiude il congresso annuale con un nuovo presidente, molti buoni propositi e uno strumento basilare, da potenziare ulteriormente: la comunicazione interna.
Per superare chiusure e particolarismi che rischiano
di indebolire un settore in espansione.



Gli imballaggi di vetro

MERCATO E SOLUZIONI Tradizione e innovazione viaggiano in parallelo, incidendo sull’andamento del mercato degli imballaggi di vetro, sempre più personalizzati e personalizzabili. Plinio Iascone

Nel corso degli anni Ottanta, il comparto degli imballaggi in vetro (in special modo bottiglie) aveva imboccato un trend di progressivo cedimento. Ma grazie a un’incisiva azione di comunicazione e di innovazione di prodotto, le vetrerie sono riuscite a invertire il trend, imboccando la strada della “rivitalizzazione”.



Gli imballaggi metallici

SINTESI DI MERCATO Stando agli ultimi dati ufficiali disponibili (rilevazioni 2009, Pira) il mercato globale degli imballaggi vale, a livello mondiale, 440 miliardi di dollari:
il 16% circa del totale va ascritto agli imballaggi metallici (banda stagnata + alluminio). Trend di produzione e consumo in Italia.
Plinio Iascone

Il mercato mondiale degli imballaggi di acciaio e di alluminio, secondo le elaborazioni della Pira, vale 70 miliardi di euro e presenta un trend di sviluppo dell’1,3-1,5% medio annuo: il 28% viene prodotto in Nord America (Canada e USA), il 25% nell’UE, il 27% nell’area asiatica (dove primeggiano Giappone e Cina) e il restante 20% nelle altre aree geografiche. I tassi di sviluppo maggiori si registrano in Asia, Sud America e Russia.



Carta-Grafica in Italia: piano ma bene

Indicatori in aumento, anche se a velocità differenti a seconda del comparto, durante l’ultimo trimestre del 2010 e il primo del 2011: le risposte delle aziende all’indagine di monitoraggio congiunturale, promossa dalla Federazione della filiera della carta e della grafica-trasformazione. **

**L’indagine, nata sotto l’egida della Federazione costituita da Assografici, Acimga (produttori di macchine per l’industria grafica, cartotecnica e per il converting) e Assocarta (produttori di carta, cartoni, e paste per carta), si affianca al tradizionale OSI di Assografici (Osservatorio Stampa e Imballaggio) e si basa su interviste a un ampio campione di aziende dei quattro settori di riferimento. È trimestrale e qualitativa, e si propone di “fotografare” i giudizi delle imprese su alcuni indicatori chiave (fatturato interno ed estero, ordini interni ed esteri, occupazione) con tempestività, poche settimane dopo la chiusura del trimestre oggetto d’indagine.



Crescono le etichette autoadesive

Prosegue in Europa il trend di crescita dei materiali per etichette autoadesive, già iniziato nel 2010 e che fa presumere oggi un assestamento ai livelli pre crisi. Finat (associazione mondiale dei produttori e trasformatori di etichette autoadesive) ha infatti registrato un volume complessivo di circa 5,7 miliardi di m2 nel 2010: il che equivale a un +11,4% rispetto al 2009, e a un +3,5% rispetto al 2007.



Una business community

Il mondo Ipack-Ima si amplia e cambia, pur mantenendo fede ai motivi fondamentali che ne hanno scandito la crescita e che hanno contribuito a renderla un luogo di incontro strategico per gli operatori internazionali del processing e del packaging. Ipack-Ima partecipa a interpack con un proprio stand, promuovendo la prossima edizione in programma dal 28 febbraio al 3 marzo 2012.



Il settore degli imballaggi

Dopo il calo globale del 14,3% della produzione (il riferimento è ai valori espressi in peso) registrato nel biennio “critico” 2008-2009, nel 2010 il settore imballaggi “aggancia” la lenta ripresa dell’economia, sia nazionale che internazionale, in virtù della correlazione tra utilizzo di imballaggi e trend evolutivo dell’in-dustria manifatturiera.
Una prima valutazione sulla chiusura dell’attività produttiva del settore imballaggio porta a stimare una crescita del 4,7% rispetto al 2009. La produzione dovrebbe essersi infatti attestata su 15.241 t/000: il valore supera dunque quello del 2009 ma è ancora inferiore del 10% rispetto al 2007 (dati pre-crisi).

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