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Fatti & Dati



Rapporto sullo stato dell’imballaggio (1)

Osservatorio quadrimestrale della filiera dell’imballaggio. Situazione a fine gennaio 2011.
A cura di Roccandrea Iascone

In questa sede si rende uno spaccato dell’andamento dei comparti dell’industria manifatturiera dove più intenso è il consumo di imballaggi, suddivisi nelle due macro aree “food e bevande” e “non food”. A seguire, la relativa evoluzione del settore imballaggio. I quadri evolutivi dei settori manifatturieri sono derivati dalle analisi settoriali elaborate da Prometeia.



Export in ripresa

Buone nuove sul fronte degli scambi commerciali delle macchine “made in Italy” per imbottigliamento ed enologia. E a fine anno ritorna Simei (Rho - Milano, 22-26 novembre 2011).



Tutta la Bellezza del mondo

Profumi che fanno tendenza e incarnano tutta la maestria della tradizione italiana; un’industria che cresce e moltiplica le iniziative di promozione; nuovi strumenti per competere in un contesto internazionale che non perdona distrazioni… Cosmoprof Worldwide Bologna e il Premio Accademia del Profumo offrono l’occasione per guardare da vicino come si muove un comparto sempre più consapevole delle proprie potenzialità.



Macchine: valori pre-crisi

Nel dicembre 2010 gli ordini di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio sono cresciuti del 33%. Secondo l’indagine Ucima sulla congiuntura economica, nel complesso, lo scorso anno gli ordinativi sono tornati ai valori pre crisi.



Prodotti da forno e dolci

NUMERI DI UN COMPARTO Tenuto conto della grave situazione economica nazionale e internazionale, il settore dolciario ha retto bene, riuscendo a contenere le perdite. Dati sul confezionamento.
Plinio Iascone

Se nel 2009 l’industria alimentare, nel complesso, ha avuto un arretramento dell’1,5%, il settore “prodotti da forno e dolciario” - pur registrando un rallentamento rispetto agli anni precedenti - è riuscito a segnare una lieve crescita in quantità (+0,5%) e un incremento del 2,2% in termini di fatturato (11.543 milioni di euro).
Dal 2000 al 2008 il trend evolutivo del comparto è stato dell’1,5% m.a. con riferimento alla produzione espressa in peso e del 3,5% m.a. in valore.
In particolare, il bilancio dell’industria dolciaria con riferimento alle quantità è stato il seguente: produzione +0,5%, esportazioni -0,1%, importazioni -4,2%, consumi apparenti interni -0,6%.
I consumi pro capite italiani passano da 24,05 a 23,9 kg/anno.



L’energia dell’automazione

Che ruolo gioca l’automazione nell’abbattere consumi e costi energetici? E quale interpretazione danno le imprese all’eco-sostenibilità? I grandi obiettivi planetari di rispetto ambientale trovano riscontri sempre più puntuali nella pratica quotidiana di quanti - mondo industriale, accademico e delle associazioni - stanno lavorando da tempo per il futuro. Molti gli spunti arrivati da un recente convegno, organizzato da Messe Frankfurt per presentare SPS/IPC/DRIVES Italia.
 



Mercato globale del PET

Molte informazioni sul mercato globale del PET, insieme ad accurate previsioni di prezzo, fornite con lo scopo di offrire tutti gli strumenti necessari per anticipare i movimenti del mercato, ottimizzando le strategie di acquisto. Questo l'obiettivo dell'ottava edizione del PET DAY, organizzata da Global Service International (8 ottobre, Artimino, FI), in presenza di 150 industrie leader nel PET provenienti da 25 Paesi, che rappresentano oltre 8 milioni di t (oltre 19 miliardi di libbre) di materiale acquisito nel 2010. (1 dicembre 2010)



Fra lentezza e dinamismo

L’indagine FederGrafica conferma “l’andamento lento” della ripresa, il maggior dinamismo dei mercati internazionali e le difficoltà specifiche del segmento grafico. E rivela un cedimento delle aspettative di business nel terzo trimestre del 2010.

Nel terzo trimestre dell’anno in corso la ripresa del settore cartario, grafico, cartotecnico e trasformatore appare, mediamente, lenta e trainata più dai mercati esteri che dalla domanda interna. Analizzando i singoli segmenti del comparto vediamo, in particolare, che cartotecnica, converting e macchine continuano a sfruttare gli effetti positivi di un’economia in ripresa, mentre la grafica resta al palo. Perdurano, infatti, le difficoltà della grafica editoriale (aggravate dalla recente abolizione delle tariffe postali agevolate per l’editoria), dove la crisi ha generato fusioni, ristrutturazioni pesanti o, nel caso peggiore, chiusura di aziende. Il trend resta negativo anche nella grafica pubblicitaria e commerciale sia per i minori investimenti in advertising su carta stampata sia per il calo di domanda degli stessi prodotti stampati (diminuiscono le tirature).



Gli imballaggi di legno

DATI E FATTI Pallet, imballaggi industriali e cassette: queste le tre tipologie fondamentali considerate in questo report. Numeri del comparto Plinio Iascone

Si stima che le aziende produttrici di imballaggi di legno siano all’incirca 2.290 con circa 11.000 dipendenti.
Secondo elaborazioni effettuate da Rilegno l’area presenta la seguente struttura: il 40% è composto da aziende produttrici di pallet (compreso i riparatori), il 34% da aziende dell’area imballaggi industriali e il 9% è riconducibile ai produttori di cassette e bin per ortofrutta. Il 66,9% degli operatori del settore imballaggi di legno è dislocato nel Nord Italia, il 13,5% al Centro Italia e il 19,7% al Sud (Sardegna e Sicilia comprese).



Caduta e ripresa

MACCHINE I trend del comparto macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio.
Da Ucima, i dati relativi al 2009 e ai primi sei mesi del 2010, con l’ultimo aggiornamento relativo ai mesi di  luglio e agosto.

Iproduttori italiani di macchine per il confezionamento e l’imballaggio sono i più forti del mondo, secondi solo ai tedeschi ma, stando alle statistiche europee, in questi ultimi tempi più dinamici e reattivi degli eterni concorrenti teutonici. Le difficoltà che hanno colpito, va da sè, anche questo comparto nell’ultimo biennio di crisi internazionale sembrano oggi superate, soprattutto grazie a una ripresa dell’esportazione che appare consistente e duratura.
Ecco i dati resi pubblici dall’associazione confindustriale di settore, Ucima, con un’ultimissima appendice trasmessa all’inizio di ottobre e relativa ai due mesi estivi monitorati (luglio e agosto).



Imballaggio: quanto se ne produce

La crisi economica mondiale ha avuto, anche sul settore degli imballaggi, pesanti ripercussioni. Dopo i cali di produzione e fatturato del biennio 2008/2009, il 2010 mostra i segni di una lenta ripresa.

Nel corso del biennio 2008/2009 il settore imballaggi ha subito ripercussioni negative: produzione in calo globale del 14,3% con riferimento ai valori espressi in peso, fatturato in arretramento del 6%.
L’inizio di una lenta ripresa economica registrata nel 2010, sia a livello nazionale che internazionale, ha determinato una positiva inversione di tendenza che ha coinvolto anche il comparto packaging.
Una prima valutazione sulla chiusura dell’attività produttiva del settore imballaggio porta a stimare una crescita 2010 del 4,6% rispetto al 2009.



Rapporto sullo stato dell’imballaggio (3)

Situazione a fine ottobre 2010
A cura di Roccandrea Iascone - Iascone packaging Marketing

I dati utilizzati per l’elaborazione del report sono tratti dalla banca dati dell’Istituto Italiano Imballaggio.

Andamento delle principali aree dell’industria manifatturiera utilizzatrici di imballaggi e conseguente evoluzione del settore imballaggi. Il seguente elenco illustra i comparti dove l’impiego di packaging è più intenso.



L’imballaggio giusto, il giusto imballaggio

IN FIERA 1.250 espositori di 46 Paesi di tutto il mondo, con una buona rappresentanza  di italiani e 85mila visitatori attesi a Parigi dal 22 al 25 novembre per Emballage.

In mostra, a Emballage 2010, lo stato dell’arte della tecnologia e le proposte per un packaging sostenibile, e dunque “giusto” anche sul piano etico. Valorizzate da un lay out espositivo studiato per aiutare la ricerca dell’imballaggio “giusto” in quanto funzionale alla singola esigenza applicativa, e da una miriade di iniziative di comunicazione e aggiornamento. Ecco le ultime novità relative ai temi legati all’eco-compatibilità.



Gli imballaggi flessibili

DATI E FATTI Piatti pronti surgelati o refrigerati, prodotti ortofrutticoli di IV gamma, alimenti freschi pre-confezionati e pre-pesati: questi i comparti che hanno trainato la crescita recente e progressiva degli imballaggi flessibili e semirigidi. Dopo la contrazione del 2009 (-4,6%), secondo ipotesi evolutive a medio termine, nel 2010 il settore dovrebbe recuperare l’1,6%.  Plinio Iascone

Nel 2009 la domanda interna di imballaggi flessibili è stata di 167.000 t, segnando un -4,6% sul 2008 (anno in cui già aveva subito un lieve arretramento dello 0,8%).
• Sebbene il comparto non sia passato indenne attraverso la recessione mondiale, rispetto al trend evolutivo globale dell’economia, ha saputo contenere l’arretramento (ricordiamo che, globalmente, l’intero settore degli imballaggi nel biennio in esame ha segnato una contrazione dell’attività del 12% circa).



Andamento positivo per il settore macchine

Cinisello Balsamo (Mi), 30 luglio 2010 - Ordinativi in crescita anche a giugno per i costruttori di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio.
Questo è quanto emerge dall’indagine condotta da Ucima (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio) per monitorare l’andamento della crisi economica e che fa registrare un trend di ripresa per il nono mese consecutivo: a partire dal mese di ottobre 2009, infatti, la raccolta ordini è stata stabilmente superiore a quella dello stesso mese dell’anno precedente.

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