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Industria & Strategie



P.E. LABELLERS

P.E. LABELLERS si è presentata a Parigi con un grande stand e molte macchine «per offrire visibilità e sostegno al nostro storico e valente distributore francese Omne France», ha dichiarato Piermario Zuccati, area manager dell’azienda mantovana, che aggiunge: «Emballage, d'altronde rappresenta il punto di riferimento per i mercati francofoni, compresi quelli del Magreb, sempre più attivi. La domanda riprende quota, e la fiera lo ha confermato».



Dal particolare al generale…

… ovvero da un’open house al mercato. Vision e certezze di un imprenditore impegnato in un percorso di crescita, dove business e cultura d’impresa sono le facce di una stessa medaglia. Stefano Lavorini

Abbiamo incontrato Maurizio Marchesini l’ultimo giorno dell’open house allestita nei nuovi spazi realizzati nello “storico” stabilimento di Pianoro. Soddisfatto per i risultati e riconoscente per l’impegno mostrato dal suo staff nel corso di un evento durato una settimana, ha voluto anche condividere un pensiero positivo - non solo da imprenditore ma anche come presidente di Unindustria Bologna - sulle dinamiche del mercato del farma, sui confini geografici e dimensionali del mondo molto diversi dal passato, sulla condizione delle PMI italiane.



Reti d’impresa: strumento anti-crisi

Introdotte dalla Legge 99/2009, le reti d’impresa si stanno sviluppando in Italia come strumento per aumentare la spinta innovativa e la competitività sui mercati.

Sono partite in sordina ma oggi conquistano le pagine dei giornali economici. Stiamo parlando delle Reti d’Impresa, associazioni di imprese che creano network strategici per fare innovazione o per penetrare in mercati esteri. Prese singolarmente non avrebbero la forza di affrontare le sfide che il mercato globale impone (sfide che con la crisi sono diventate montagne impossibili da scalare per molti).



Quanto mi costa e quanto mi rende

Le applicazioni di tipo “costistico” sono tra le più feconde per le aziende, specialmente per le aziende industriali che operano in ambiente Business to Business (B2B) e Business to Trade (B2T).
La costistica costituisce un processo che si sviluppa per gradi, dalle forme più semplici a quelle più sofisticate.
Il primo stadio del processo è rappresentato dalla determinazione dei “costi diretti”; nella prassi gestionale, l’accezione “costi diretti” ha un significato condiviso su ampia scala.
Si tratta in pratica della somma dei “costi di distinta base” + “costi di trasformazione interna” + “costi di trasformazione esterna”. Senza entrare nel dettaglio, basti dire che l’analisi dei costi di trasformazione interna richiede, di norma, l’impianto di una specifica procedura di controllo, peraltro non particolarmente complessa e, invece, straordinariamente utile dal punto di vista della formazione manageriale.



Prospettiva a finelinea

TMC (Tissue Machinery Company) ha inglobato le attività di PRB, costruttore di macchine e sistemi per il finelinea. Duplice l’obiettivo: valorizzare l’integrazione di offerte complementari e rifondare su nuove basi organizzative il futuro di un’impresa dall’innegabile spessore tecnologico.

Per TMC “integrazione” è un criterio fondamentale per la crescita d’impresa e si sviluppa tanto per linee interne - l’anno scorso ha completato l’offerta di macchine per il tissue con quelle per pannolini - quanto per quelle esterne, come nel caso della recente “acquisizione” (affitto di ramo d’impresa) di PRB, specializzata nella progettazione e produzione di avvolgitrici, incartonatrici, fardellatrici e palettizzatori. Un’idea di integrazione, dunque, di prodotti e competenze, che oggi consente a TMC di fornire ai mercati internazionali (Nordamerica in primis) linee complete, chiavi in mano.



Efficienti e personalizzate

Intubettatrici automatiche per riempire e chiudere tubetti di alluminio, polietilene, polifoil, laminati. E poi ancora, astucciatrici automatiche a movimento alternato e continuo da utilizzare non solo per confezionare tubetti, ma anche bottiglie, flaconi, cartucce, siringhe e dispenser… Senza dimenticare poi le linee di riempimento per prodotti particolari come mascara, silicone, dentifrici a 2-3 colori… Insomma, la spiccata capacità di progettare macchine automatiche molto personalizzate è, da 30 anni, il punto di forza di TGM Tecnomachines che «da sempre - commenta Andrea Rocca, sales department - conta molto sulla genialità di Giancarlo Togni, suo fondatore e uomo in grado di trovare sempre la soluzione adeguata alle richieste dei clienti».



TECNICOLL

TECNICOLL Crisi economica, concorrenza cinese, continuo rialzo dei prezzi delle materie prime, difficoltà a riscuotere i crediti… In questo contesto, decisamente impegnativo, opera Tecnicoll, specializzata nella progettazione e produzione di macchine dosatrici, compattatrici e confezionatrici di cosmetici. L’impresa varesina (Venegono Superiore), che esporta in tutto il mondo, ha partecipato a Emballage con spirito positivo, sostenuta dai primi, concreti, segni di ripresa e dalla vivace affluenza di visitatori allo stand «anche grazie all’intensa attività di direct mailing rivolta ai clienti e ai “potenziali” francesi».
Presentati in fiera gli ultimi aggiornamenti al portafoglio prodotti, dove figurano molte macchine di varia velocità e complessità per il riempimento a caldo dei diversi tipi di cosmetico, il compattamento di polveri e la produzione di rossetti. Tecnicoll fornisce anche linee complete, assemblate e ingegnerizzate, e si appresta a lanciare una serie di novità, frutto di importanti investimenti in R&S.



Andare lontano

Tecmes (gruppo Autorotor) non ha fortunatamente risentito della crisi, in virtù di scelte di marketing fatte tempo addietro, orientate alla ricerca di opportunità di vendita in aree poco “convenzionali” rispetto al passato. Nel corso degli ultimi anni ha dunque messo in campo nuove energie per esplorare nuove vie di business. «Nel momento in cui i mercati tradizionali non offrono più le stesse possibilità di sviluppo - spiega Angelo Vistarini direttore commerciale di Tecmes - è necessario ampliare i propri orizzonti.



SMI GROUP

SMI GROUP Pietro Volpi, marketing manager Smi Group, da Emballage si aspettava «un’affluenza un po’ più vivace rispetto all’edizione precedente e la conferma della ripresa di interesse che il mercato ha manifestato negli ultimi mesi», ed è stato accontentato.
Il gruppo bergamasco ha risentito del calo di domanda che lo scorso anno ha colpito tutti i settori dell’economia, ma senza grosse difficoltà «anche perché noi operiamo in 130 paesi e, dunque, la crisi delle economie mature ha trovato compensazione nel dinamismo delle zone che non si sono fermate, anzitutto Turchia, Medio Oriente, Nordafrica e Cina».



Sipa

 «Visti gli incoraggianti segni di ripresa, vista la discreta affluenza di pubblico professionale alle fiere di settore, visto l’impegno in R&S e il gradimento del mercato per le proposte dell’azienda… non si può che essere ottimisti». Questo, in estrema sintesi, il parere espresso “a caldo”, il primo giorno di fiera, dal marketing manager di Sipa SpA (gruppo Zoppas) e dal sales area manager per Francia e Benelux.
Anche se, in concreto «guardando al portafoglio ordini, la domanda non sembra ancora completamente risvegliata dal sonno post crisi. Soprattutto sui mercati più maturi».



Sacmi

SACMI a Emballage in grande stile, con tutte le divisioni in mostra. A partire da Sacmi Pakim che, sostenuta dalla vivace crescita di interesse per il bag-in-box (economico, pratico, facile da smaltire, sta conoscendo una seconda giovinezza), sta promuovendo sui mercati internazionali il proprio monoblocco Monobib. Il sistema, compatto e vantaggioso, è composto da formatrice di cartoni con chiusura hot melt, riempitrice di sacchi completa di inserimento nei cartoni, chiudi-cartoni hot melt.
Sacmi Closures, ha presentato la sua CCM24S per la produzione di capsule in plastica di diametro fino a 33 mm, strumento ideale per aziende che puntano su una produttività oraria di 30mila pezzi e caratterizzata da consumi modesti e tempi ciclo ridottissimi, fino a 2,4 secondi.
Sacmi Labelling ha valorizzato la sua “ultima” Opera modulare per etichettatura roll-fed, auto-adesiva e con etichette pre-tagliate con colla a freddo o a caldo, progettata per rispondere alla crescente richiesta di macchine da bobina in continuo, semplici, sicure e affidabili. È dedicata agli imbottigliatori che vogliono sfruttare i vantaggi dell’etichettatura da bobina utilizzando materiali innovativi e convenienti: Opera garantisce infatti l’applicazione ottimale di etichette avvolgenti di qualsiasi materiale e con vari tipi di adesivo a caldo, su contenitori di qualsiasi forma (anche sagomata), di vetro, plastica e metallo, pieni o vuoti.
BencoPack, a sua volta, ha proposto la gamma di confezionatrici form fill seal. Quattro i modelli base: Packline da 6-48mila vaschette/h e Asepack (stessa velocità in versione integralmente asettica), Minpack da 6-72mila vaschette/h e Miniasepack da 18-108mila vasetti/ora in asettico.



Tanta ricerca e buona gestione

La Ronchi Mario guarda con sereno pragmatismo al mercato che è e che sarà, forte di una riorganizzazione  che ha prodotto non solo nuove macchine,  ma ha anche consolidato un’idea di business di ampio respiro.

«Qui a Parigi, come peraltro al Pack Expo di Chicago, abbiamo avuto riscontri soddisfacenti, a conferma dei segnali positivi registrati nella seconda metà del 2010. Mi sento di dire, dunque, che il peggio è passato; sembra anche che i grandi player abbiano ripreso a investire e, poiché lavoriamo perlopiù con imprese multinazionali, siamo ottimisti. E propositivi: a Emballage siamo tornati, dopo alcuni anni di assenza, in primo luogo per presentare la nuova filiale commerciale francese che abbiamo aperto con il supporto di un bravo collaboratore locale, per seguire direttamente e con tempestività il territorio».



OCME: IMPEGNO E SODDISFAZIONE 

Emanuele Gatteschi, vicepresidente di Ocme (Parma), fa il compendio di un triennio impegnativo e si dichiara soddisfatto: per come l’azienda ha gestito la crisi, per gli esiti dell’impegno messo in campo per risolvere le difficoltà e per le buone prospettive per il 2011, alla luce di una ripresa della domanda e dell’accoglienza riservata dal mercato alla nuova termofardellatrice Vega HT.



La ricetta giusta

Ingrediente principale è la tecnologia - che continua a essere “prodotta” in casa a un prezzo giusto - mescolata a buone dosi di creatività industriale, collaborazione con i fornitori e buon marketing.

Dopo aver rivoluzionato il settore del confezionamento in termoretraibile introducendo, nel 1976, le macchine compatte a campana, Minipack Torre ha innovato molto nel corso degli anni e oggi «per una volta… ha copiato i cinesi».
Maurizio Barbanti, direttore generale, esordisce così, con una battuta intrigante (e sorniona), per poi subito riprendere il filo del pensiero rigoroso che ha guidato l’azienda di Dalmine (BG) nei momenti più critici della crisi.



MIMI - GRUPPO TOSA

MIMI - GRUPPO TOSA «Per noi la Francia è un mercato importante, che rappresenta circa un 10% del fatturato e che presidiamo con una filiale dedicata (Tosa France)». Così Luca Sardi, direttore commerciale di M.I.M.I. Srl (avvolgitrici e fardellatrici) sintetizza il senso della partecipazione diretta a Emballage «nonostante i segni di ripresa siano ancora deboli». Infatti, secondo le proiezioni dell’azienda - che sta raccogliendo consensi soprattutto nel Middle East, in Russia e America Latina - il rallentamento della domanda perdurerà per tutto il 2011 e il vero slancio si sentirà l’anno successivo.

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