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Ambiente & Legislazione



Gli imballaggi responsabili di Alframa

 

Alframa Srl produce un’innovativa lettiera vegetale per gatti, composta da scarti della produzione di cereali, che si elimina nel wc di casa o può diventare concime per piante e giardini.
Il prodotto così concepito evita dunque la formazione di rifiuti urbani da smaltire. E considerando che più di 7 milioni di gatti domestici allietano le case degli italiani, la massa di “sassolini” contaminati da buttare ogni anno risulta davvero impressionate.



L’etichetta del domani


Federalimentare analizza (e commenta) i contenuti della bozza di Regolamento in materia di etichettatura e di diritto all’informazione dei consumatori sui generi alimentari approvata dal Parlamento Europeo il 6 luglio scorso.



I nuovi imballaggi responsabili di... Telecom Italia

“Il buon packaging” continua a raccontarsi. Dopo aver raccolto in un  volume diversi casi di ottimizzazione di pack in carta e cartone, Comieco
si fa promotore presso le aziende affinché trasmettano le migliorie adottate nel rispetto della definizione condivisa di “imballaggio responsabile”*.

Laura Badalucco
176 pagine, 14,00 euro, Edizioni Dativo Srl
in vendita on line su http://libri.packmedia.net

Telecom Italia ha lanciato di recente una nuova linea di prodotti “green” a limitato impatto ambientale. Migliorare gli aspetti ambientali dei terminali significa ottimizzare l’efficienza energetica e tutti gli aspetti di ecodesign degli apparati, incluso l’imballaggio.
Su questo fronte una prima esperienza di realizzazione di “buon packaging” è stata fatta col progetto pilota “ECO Cordless”.



Le buone fibre

Al packaging per alimenti i consumatori chiedono sempre di più: non deve in alcun modo trasmettere odore né alterare il gusto del cibo e, soprattutto, non deve causare danni alla salute. La soluzione? Usare cartoncino prodotto con fibre vergini. Che fa bene anche all’ambiente.

La sicurezza dell’imballaggio alimentare è argomento di estrema attualità e coinvolge ovviamente anche il “mondo della carta”, soprattutto da quando, in alcuni cibi confezionati in packaging di cartone riciclato, sono state rilevate tracce di oli minerali. Si tratta di elementi nocivi alla salute, che derivano dagli inchiostri utilizzati per la stampa e da alcuni prodotti chimici impiegati nei processi produttivi del materiale riciclato.



Greenwashing “Eco” sciocchezze addio!

PARADOSSI Una superficiale “mano di verde” tinge la comunicazione di tanti prodotti presentati al consumatore come sostenibili per l’ambiente, veicolando spesso falsi miti o vere e proprie informazioni errate. Lo studio di un’agenzia specializzata e il caso dell’alluminio riciclato al 100% evidenziano i paradossi insiti in alcune sedicenti soluzioni ecologiche. E.P.

Il termine anglosassone greenwashing indica “quando una società o un'organizzazione impiega più tempo e denaro in azioni di pubblicità e marketing mirate a mostrarne il lato “verde” che a mettere in atto misure concrete per minimizzare il proprio impatto ambientale”. Si tratta di un neologismo coniato in ambito ambientalista, ispirato al “whitewashing” inglese, che significa “nascondere, coprire o dissimulare fatti spiace- voli” e viene usato, guarda caso, soprattutto in politica.



Greenwashing: comunicare senza mistificare

“Tingere di verde” prodotti e marche rischia di rovinare il mercato dei prodotti davvero sostenibili. Da una ricerca di greenbean emergono i sei errori più diffusi, e i motivi per cui vanno evitati.



L’energia dell’automazione

Che ruolo gioca l’automazione nell’abbattere consumi e costi energetici? E quale interpretazione danno le imprese all’eco-sostenibilità? I grandi obiettivi planetari di rispetto ambientale trovano riscontri sempre più puntuali nella pratica quotidiana di quanti - mondo industriale, accademico e delle associazioni - stanno lavorando da tempo per il futuro. Molti gli spunti arrivati da un recente convegno, organizzato da Messe Frankfurt per presentare SPS/IPC/DRIVES Italia.
 



Prevenire: must del futuro

È disponibile il nuovo Dossier Prevenzione messo a punto da Conai: oltre 70 casi di packaging valutati sulla base della loro eco-efficienza, grazie all’introduzione di tre nuovi indicatori per l’analisi semplificata LCA. Come ha spiegato il presidente CONAI Piero Perron «Il dossier presentato all’edizione 2010 di Ecomondo si intitola “La prevenzione eco-efficiente”. Eco-efficiente perché rappresenta a pieno titolo la nuova visione, discussa a livello europeo, secondo la quale la prevenzione riguarda l’intero ciclo di vita non solo degli imballaggi - dall’estrazione delle materie prime fino al riciclo e alla trasformazione in nuovi manufatti - ma anche dei prodotti imballati.



Carbon Footprint Report 2010

Sun Chemical pubblica il rapporto sull'impatto ambientale della propria attività. Il documento prende in considerazione le emissioni di biossido di carbonio causate dai nove principali prodotti.
 



Problema: sostenibilità. Risposta: flexo

Le ricerche e gli sviluppi in merito alla LCA della stampa flessografica messi in campo da DuPont Packaging Graphics, che offre uno strumento importante all’industria dei beni di largo consumo per ridurre l’impatto ambientale del packaging.

Di Charlotte Debare



Suggestioni

Il Parlamento Europeo si è espresso sulle etichette alimentari: ok ai profili nutrizionali con l’obbligo dell’indicazione delle quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale. I deputati chiedono anche indicazioni su proteine, carboidrati, fibre, grassi trans naturali e artificiali.

Tali informazioni devono essere indicate su 100 g o ml e, per assicurarne la leggibilità, devono avere caratteri di dimensione e stile precisi. I deputati propongono l’estensione dell’etichettatura obbligatoria sul paese d’origine (oggi in vigore solo per alcuni alimenti) a tutti i tipi di carne, pollame, prodotti lattiero-caseari, e altri prodotti a base di un unico ingrediente. Per la carne, pollame e pesce, l’etichettatura sul paese d’origine deve essere disposta anche quando sono utilizzati come ingrediente in prodotti alimentari trasformati. In particolare, per quanto riguarda la carne e il pollame, l’indicazione del paese di origine può essere fornita in rapporto a un unico luogo solo nel caso in cui gli animali siano nati, allevati e macellati nello stesso paese.



Nel 2009 sale al 66% il tasso di riciclo del vetro

Secondo CoReVe, la raccolta differenziata aumenta del 3,6%, con un picco significativo nel Sud Italia, dove sono state raccolte 71.000 t in più rispetto al 2008. La leggera flessione della quantità di imballaggi di vetro riciclati (1.362.000 t) dipende dal calo dell’immesso al consumo. Permane uno stato di attenzione sul fronte della qualità: inutilizzabile il 15,9% del vetro differenziato.
Il 66% degli imballaggi in vetro immessi al consumo in Italia è dunque confluito nella filiera del riciclo, con un ritorno positivo per l’ambiente, per la vivibilità urbana e per le casse delle amministrazioni locali. A rilevare il dato positivo è CoReVe, il Consorzio Recupero Vetro (Conai)  incaricato della gestione della raccolta e del recupero del vetro sul territorio nazionale.



Un pack per l’Expo

Il 13 luglio scorso Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica) ha organizzato un incontro alla Triennale di Milano per lanciare un concorso e per parlare di sostenibilità, con particolare attenzione alla riduzione e alla valorizzazione dei rifiuti che verranno prodotti durante l’Expo 2015.



Imballaggi più sicuri

FOOD CONTACT  Gli aspetti normativi e tecnico-scientifici relativi agli inchiostri utilizzati nella stampa di imballaggi per alimenti sono stati oggetto di discussione nel corso del convegno organizzato a maggio da Aibo-Fce. Voci, commenti e approfondimenti da un gruppo di esperti, animati da spirito di concretezza e dalla volontà di “condividere” per crescere.  (Luglio 2010)



Zero discarica, 100% recupero

Presentato a Milano il 4 maggio lo studio "Separazione e recupero dei metalli e valorizzazione delle scorie di combustione dei rifiuti urbani” realizzato per conto di CiAl e Federambiente dal DIIAR - Sezione ambientale del Politecnico di Milano, da cui emergono risultati di grande interesse. Le importanti quantità di alluminio e altri metalli, e ancor più d’inerti, che possono essere sottratte alle scorie di combustione e avviate a nuovo utilizzo, consentiranno di realizzare consistenti risparmi di materie prime permettendo, al tempo stesso, di azzerare o quasi il ricorso alla discarica per lo smaltimento finale delle scorie stesse. (Giugno 2010)

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