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Alimentari & Bevande



FAQ sul contatto alimentare

Come, quando e perché valutare la barriera funzionale

Cominciamo dal “perché”. L’imballaggio per alimenti deve vendere ciò che protegge e proteggere ciò che vende. Un imballaggio primario deve non solo non contaminare l’alimento per contatto diretto ma esplicare anche una protezione della parte edibile da possibili inquinamenti provenienti dall’esterno, eventuali imballaggi secondari compresi.
Questa “protezione” rappresenta anche il concetto di barriera funzionale.



SMI GROUP

SMI GROUP Pietro Volpi, marketing manager Smi Group, da Emballage si aspettava «un’affluenza un po’ più vivace rispetto all’edizione precedente e la conferma della ripresa di interesse che il mercato ha manifestato negli ultimi mesi», ed è stato accontentato.
Il gruppo bergamasco ha risentito del calo di domanda che lo scorso anno ha colpito tutti i settori dell’economia, ma senza grosse difficoltà «anche perché noi operiamo in 130 paesi e, dunque, la crisi delle economie mature ha trovato compensazione nel dinamismo delle zone che non si sono fermate, anzitutto Turchia, Medio Oriente, Nordafrica e Cina».



Sipa

 «Visti gli incoraggianti segni di ripresa, vista la discreta affluenza di pubblico professionale alle fiere di settore, visto l’impegno in R&S e il gradimento del mercato per le proposte dell’azienda… non si può che essere ottimisti». Questo, in estrema sintesi, il parere espresso “a caldo”, il primo giorno di fiera, dal marketing manager di Sipa SpA (gruppo Zoppas) e dal sales area manager per Francia e Benelux.
Anche se, in concreto «guardando al portafoglio ordini, la domanda non sembra ancora completamente risvegliata dal sonno post crisi. Soprattutto sui mercati più maturi».



Sacmi

SACMI a Emballage in grande stile, con tutte le divisioni in mostra. A partire da Sacmi Pakim che, sostenuta dalla vivace crescita di interesse per il bag-in-box (economico, pratico, facile da smaltire, sta conoscendo una seconda giovinezza), sta promuovendo sui mercati internazionali il proprio monoblocco Monobib. Il sistema, compatto e vantaggioso, è composto da formatrice di cartoni con chiusura hot melt, riempitrice di sacchi completa di inserimento nei cartoni, chiudi-cartoni hot melt.
Sacmi Closures, ha presentato la sua CCM24S per la produzione di capsule in plastica di diametro fino a 33 mm, strumento ideale per aziende che puntano su una produttività oraria di 30mila pezzi e caratterizzata da consumi modesti e tempi ciclo ridottissimi, fino a 2,4 secondi.
Sacmi Labelling ha valorizzato la sua “ultima” Opera modulare per etichettatura roll-fed, auto-adesiva e con etichette pre-tagliate con colla a freddo o a caldo, progettata per rispondere alla crescente richiesta di macchine da bobina in continuo, semplici, sicure e affidabili. È dedicata agli imbottigliatori che vogliono sfruttare i vantaggi dell’etichettatura da bobina utilizzando materiali innovativi e convenienti: Opera garantisce infatti l’applicazione ottimale di etichette avvolgenti di qualsiasi materiale e con vari tipi di adesivo a caldo, su contenitori di qualsiasi forma (anche sagomata), di vetro, plastica e metallo, pieni o vuoti.
BencoPack, a sua volta, ha proposto la gamma di confezionatrici form fill seal. Quattro i modelli base: Packline da 6-48mila vaschette/h e Asepack (stessa velocità in versione integralmente asettica), Minpack da 6-72mila vaschette/h e Miniasepack da 18-108mila vasetti/ora in asettico.



Tanta ricerca e buona gestione

La Ronchi Mario guarda con sereno pragmatismo al mercato che è e che sarà, forte di una riorganizzazione  che ha prodotto non solo nuove macchine,  ma ha anche consolidato un’idea di business di ampio respiro.

«Qui a Parigi, come peraltro al Pack Expo di Chicago, abbiamo avuto riscontri soddisfacenti, a conferma dei segnali positivi registrati nella seconda metà del 2010. Mi sento di dire, dunque, che il peggio è passato; sembra anche che i grandi player abbiano ripreso a investire e, poiché lavoriamo perlopiù con imprese multinazionali, siamo ottimisti. E propositivi: a Emballage siamo tornati, dopo alcuni anni di assenza, in primo luogo per presentare la nuova filiale commerciale francese che abbiamo aperto con il supporto di un bravo collaboratore locale, per seguire direttamente e con tempestività il territorio».



OCME: IMPEGNO E SODDISFAZIONE 

Emanuele Gatteschi, vicepresidente di Ocme (Parma), fa il compendio di un triennio impegnativo e si dichiara soddisfatto: per come l’azienda ha gestito la crisi, per gli esiti dell’impegno messo in campo per risolvere le difficoltà e per le buone prospettive per il 2011, alla luce di una ripresa della domanda e dell’accoglienza riservata dal mercato alla nuova termofardellatrice Vega HT.



La ricetta giusta

Ingrediente principale è la tecnologia - che continua a essere “prodotta” in casa a un prezzo giusto - mescolata a buone dosi di creatività industriale, collaborazione con i fornitori e buon marketing.

Dopo aver rivoluzionato il settore del confezionamento in termoretraibile introducendo, nel 1976, le macchine compatte a campana, Minipack Torre ha innovato molto nel corso degli anni e oggi «per una volta… ha copiato i cinesi».
Maurizio Barbanti, direttore generale, esordisce così, con una battuta intrigante (e sorniona), per poi subito riprendere il filo del pensiero rigoroso che ha guidato l’azienda di Dalmine (BG) nei momenti più critici della crisi.



MIMI - GRUPPO TOSA

MIMI - GRUPPO TOSA «Per noi la Francia è un mercato importante, che rappresenta circa un 10% del fatturato e che presidiamo con una filiale dedicata (Tosa France)». Così Luca Sardi, direttore commerciale di M.I.M.I. Srl (avvolgitrici e fardellatrici) sintetizza il senso della partecipazione diretta a Emballage «nonostante i segni di ripresa siano ancora deboli». Infatti, secondo le proiezioni dell’azienda - che sta raccogliendo consensi soprattutto nel Middle East, in Russia e America Latina - il rallentamento della domanda perdurerà per tutto il 2011 e il vero slancio si sentirà l’anno successivo.



L’imballaggio? Da promuovere!

Buona fiera, l’ultimo Emballage, per il gruppo Goglio (Daverio, VA) che ha registrato una quantità di visite in linea con le aspettative e un’organizzazione dell’evento che, a giudizio di Laura Riva (Direttore Risorse Umane e Comunicazione dello storico converter italiano), ha migliorato la definizione dello spazio e delle aree merceologiche.



CDS E VIROPLASTIC

CDS E VIROPLASTIC Il 2009? Un anno record - nel bene e nel male - e il 2010 ha tenuto lo stesso ritmo. Giovanni Paolo Rai, direttore finanziario di CDS e Viroplastic, chiarisce subito:



FAQ sul contatto alimentare

Dall’azienda alimentare alla grande distribuzione, dal fast food al negozio al dettaglio: ormai tutti sono tenuti a conoscere le caratteristiche di un materiale destinato al contatto con gli alimenti. Questa rubrica nasce proprio con l’intento di rispondere alle domande più frequenti e di trattare gli argomenti “di attualità” in questo ambito, proponendosi di offrire consigli utili a quanti - produttori o end user - sono coinvolti a vario titolo nella catena, per garantire l’idoneità alimentare dei materiali e il loro corretto utilizzo, a tutela del consumatore.
Ricordiamo però che, in molti casi, più che nostri semplici consigli, sono obblighi di legge!



A Pack Expo, la tecnologia Krones

Riscaldamento del prodotto, etichettatura e imballaggio in fardelli: le proposte di Krones a Pack Expo di Chicago, in programma dal 31 ottobre al 3 novembre prossimi.

Fra le novità proposte da Krones AG (Neutraubling, Germania) a Pack Expo troviamo i nuovi moduli tubolari per i sistemi di scambiatori termici a tubi. I tubi lisci combinati con quelli ad alettatura a eliche incrociate offrono la massima flessibilità in tema di viscosità, consentendo di lavorare i prodotti più diversi, da quelli con la viscosità dell'acqua a quelli ad alta viscosità. La combinazione di questi due tipi di tubi, inoltre, consente di modulare il rendimento dell’impianto in maniera molto flessibile: il flusso volumetrico può infatti essere regolato dal 100% al 30%, in base al prodotto.



Non tutto, ma di tutto

Non tutto, ma di tutto ... (solo perché siamo umani)

Presenti tanti nomi che contano nel beverage e nel diary, anche quest’anno il Forum organizzato da Krones Italia (Bardolino, 6-7 ottobre) ha saputo puntare l’attenzione sui temi caldi del settore, passando dall’offerta di una tecnologia in continuo divenire, strumento fondamentale per gestire al meglio opportunità e sfide di mercato.



Bloc compatto - Investire nell’acqua

TECNOLOGIA A SOSTEGNO DEL BRAND Il primo ErgoBloc L Krones è entrato in funzione in Italia. Lo ha voluto e installato la società Sorgente Tione, decisa a potenziare le proprie capacità produttive per aumentare le quote di mercato in ambito nazionale e all’estero, con un occhio attento al contenimento dei costi e al risparmio energetico.

Presentato in anteprima assoluta a drinktec 2009, ErgoBloc L è stato apprezzato e scelto praticamente senza esitazioni dall’imbottigliatore di acqua oligominerale Tione, consapevole dei numerosi vantaggi assicurati dalla nuova tecnologia messa a punto da Krones: rendimenti elevati, ingombro contenuto, funzionamento a basso consumo energetico.
Consegnato con il numero di serie “1” a ottobre 2009, il sistema di riempimento completo e compatto - costituito nell’ordine da una soffiatrice, un'etichettatrice e una riempitrice - da gennaio 2010 è già pienamente operativo presso lo stabilimento Tione di Orvieto.



Innovazione tecnologica e “discrezione”

Nuove sfide per il packaging alimentare: deve continuare a proteggere, essere creativo e innovativo, senza però rubare la scena all’alimento, vero protagonista dell’azione di vendita.
All’imballaggio, comunque, non è concesso il ruolo di semplice comparsa: deve prendersi cura del prodotto da un punto di vista fisico e meccanico, estenderne la vita commerciale pur assicurando un grado elevato di naturalità, agevolarne la logistica e la distribuzione. Il tutto all’insegna della “discrezione”. In verità, analizzando più attentamente l’offerta ci accorgiamo che, in fondo, è sempre stato così.

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