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Performante o flessibile?



MACCHINE AUTOMATICHE Altissime prestazioni versus flessibilità, o viceversa…
Spesso i costruttori di macchine e sistemi di confezionamento devono sciogliere
questo dubbio e, in ultima analisi, progettare la soluzione ottimale per salvaguardare entrambe le caratteristiche. Un esempio calzante in questo senso è offerto dai sistemi della TMC - Tissue Machinery Company messi a punto di concerto con WITTENSTEIN, che ne ha curato alcuni aspetti della gestione del moto.

TMC - Tissue Machinery Company nasce nella Packaging Valley italiana nel 1997 con una decisa specializzazione: progettare e realizzare macchine e impianti integrati per l’imballaggio e la gestione di prodotti tissue (rotoli di carta igienica e asciuga tutto). Per un certo periodo, assecondando alcune richieste di mercato, si è dedicata anche alla costruzione di avvolgitrici per prodotti piegati (i tovaglioli di carta, per esempio), cedendo poi il business a un integratore americano. Operazione, questa, che le ha permesso di concentrarsi sulle macchine dove un know-how tecnico specifico potesse esprimersi al meglio, offrendo un valore aggiunto indiscusso a impianti sempre all’avanguardia.

Da tempo ha trovato il giusto equilibrio fra alte prestazioni e massima flessibilità: il Presidente della TMC, Matteo Gentili, e l’Operation Manager Matteo Pattuelli descrivono gli ultimi avanzamenti, resi possibili dalla collaborazione fattiva con WITTENSTEIN, produttore di primo piano dei riduttori e dei sistemi di trasmissione meccatronici di precisione.
«Attualmente in ambito tissue operano tre player di livello mondiale» sottolinea Gentili. «Il motivo? Semplice: la difficoltà di trattamento del prodotto. Si tratta infatti di un articolo tondo, morbido, che cambia in modo repentino a seconda delle condizioni esterne (umidità e temperatura) nonché delle caratteristiche di processo. Da qui la necessità di poter operare con una macchina prestante, ma anche flessibile, in grado di gestire il prodotto in modo diverso a seconda delle esigenze specifiche. Si tratta di macchine molto complesse, con 20-24 assi elettromeccanici, sulle quali servono componenti che garantiscano una precisione assoluta del movimento».

«Stiamo parlando di impianti che operano fino a oltre 250 cicli al minuto con corse e inerzie elevate» puntualizza Pattuelli «in cui serve una precisione micromillesimale del cinematismo, altrimenti la sequenza operativa e qualitativa ne risentirebbe e non sarebbero possibili tutti i sincronismi degli assi».
Proprio per far fronte a questa esigenza, TMC si è rivolta a WITTENSTEIN, che ha fornito soluzioni al top nel campo dei cinematismi, caratterizzati dal gioco estremamente ridotto e dalla rigidezza elevatissima: un dualismo, questo, che assicura massima precisione di posizionamento sia durante le inversioni di moto sia nei posizionamenti dinamici.

Tecnologia, anzitutto
Quello dell’eccellenza tecnologica dei prodotti e delle competenze è d’altronde il terreno comune su cui si muovono entrambe le aziende: in un gioco intelligente di rimandi, se da un lato TMC seleziona i prodotti più affidabili per raggiungere i risultati migliori, dall’altro WITTENSTEIN propone ai propri partner il frutto di investimenti costanti in R&D (a cui annualmente destina  il 10% del fatturato). Il risultato è l’ideazione di soluzioni allo stato dell’arte e di alta gamma.
L’offerta tecnologica ha permesso a TMC di consolidare nel tempo rapporti con importanti multinazionali, di cui è diventata fornitore di riferimento per quanto riguarda i sistemi d’imballaggio e movimentazione di rotoli tissue: «Oggi sono in funzione oltre 1.200 macchine/impianti progettate dai nostri tecnici ed esportiamo il 90% della produzione in tutto il mondo, con un’elevata percentuale nel continente americano» precisa Pattuelli.
E in virtù delle competenze acquisite, uno dei più importanti clienti TMC, un produttore globale di pannolini, ha proposto all’azienda bolognese di valutare una nuova sfida: realizzare un “sistema innovativo e dedicato” a questo specifico settore.

Una sfida, in pratica - La multinazionale intendeva realizzare una linea di confezionamento automatizzata, che potesse operare a ciclo continuo, senza interruzioni per la sostituzione della bobina di confezionamento o per il cambio formato. In più i pannolini,oltre che confezionati nella tradizionale scatola di cartone, dovevano poter essere avvolti in confezioni di politene; una richiesta, questa, dettata dalla necessità di utilizzare nuovi materiali più eco-compatibili per gestire al meglio gli imballaggi e il loro smaltimento, riducendone quantità e peso, in linea con i più attuali principi della sostenibilità.
Dopo qualche iniziale resistenza (da imputare alla complessità del progetto e alle tempistiche ridotte), TMC ha accettato la sfida e, consapevole dell’importanza dell’investimento, ha interamente rivisto il concetto di base del progetto, proponendo una soluzione “ad avvolgimento” anziché un’insaccatrice, a tutto vantaggio dell’efficacia e delle prestazioni.

I benefici sono stati subito evidenti e molteplici «A partire - spiega Pattuelli - dalla possibilità di usare materiali d’imballaggio più sottili, raggiungere performace superiori, elevare la qualità dell’imballaggio e del prodotto finale oltre che realizzare un sistema completo e integrato, dalla linea di processo alla palettizzazione. Il tutto sotto una sola regia gestionale».
Questa soluzione creativa è stata apprezzata dal cliente anche sotto l’aspetto della gestione della linea: gli impianti sono progettati e realizzati per ottimizzare e armonizzare tutta la linea, dando all’utilizzatore finale la possibilità di annullare i fermi macchina a monte e superare così le criticità che derivano dalla discontinuità.

L’idea vincente - Chiave di volta per la buona riuscita del progetto è stato il sistema intelligente di accumulo prodotti, come puntualizza Pattuelli.
«La linea d’imballaggio e palettizzazione, attraverso le singole isole funzionali dell’impianto, lavora a una velocità nettamente superiore a quella di produzione, perciò abbiamo pensato di creare una specie di “polmone” nel quale, al momento di sostituire una bobina o cambiare il formato, possono essere temporaneamente accumulati i pannolini in arrivo dalla produzione. Terminata l’operazione di fermo macchina, la velocità operativa viene pro­gressivamente aumentata in automatico per liberare il “polmone”, che ha una capacità di accumulo di svariati minuti (tempo più che sufficiente per le operazioni in questione).
Le linee, già installate e funzionanti sono in grado di produrre più di 100 diversi tipi di confezioni e/o formati, con una velocità di funzionamento di oltre 4.000 confezioni all’ora».
Un risultato sorprendente, ottenuto utilizzando i componenti migliori sul mercato. Tra i fornitori di fiducia, per la parte di trasmissione meccanica, TMC si è affidata a WITTENSTEIN, con cui è nato un vero e proprio sodalizio grazie alla qualità offerta, alla competenza del team tecnico (presente in ogni momento, dalla progettazione alla consegna), alla condivisione di valori come  trasparenza, l’affidabilità, l’impegno e la serietà.

Il contributo
dei riduttori

Tante sono le soluzioni WITTENSTEIN montate sugli impianti TMC ma, in particolare sulle macchine per pannolini, sono utilizzati principalmente i riduttori della serie TP+ e TPK+. Il primo è un riduttore epicicloidale compatto, con flangia in uscita, con precisioni medie intorno a 0,2-0,4 arcmin; il secondo è un riduttore ortogonale modulabile, basato su una coppia di ingranaggi ipoidi che, a richiesta, può essere combinato anche con stadi epici­cloidali.
Pattuelli ne descrive i vantaggi: «Si tratta di soluzioni di assoluta affidabilità e di eccellente qualità, che garantiscono alle nostre macchine di raggiungere prestazioni molto elevate.
Con lo staff WITTESTEIN, poi, abbiamo instaurato nel tempo un rapporto di fiducia: fin dalla progettazione siamo certi di poterci avvalere di un supporto adeguato per trovare il dimensionamento ottimale, grazie al software di calcolo Cymex®. Nessun problema poi sul fronte delle consegne, sempre precise e puntuali. Inoltre, realizzando prodotti speciali su nostre specifiche, WITTENSTEIN ci assicura massima libertà di personalizzazione».     

Filosofie condivise
Come ha tenuto a sottolineare Matteo Gentili «L’eccellenza tecnologica da sola non è più sufficiente a presidiare il mercato con successo; bisogna investire sui servizi, a cominciare dalla gestione dei ricambi». Partendo dal presupposto che macchine e ricambi non possano essere venduti allo stesso modo e dalle stesse strutture, TMC ha quindi fondato una società specializzata nel post vendita: la TMS - Tissue Machinery Service, dove operano alcuni addetti provenienti dall’area “Service&Ricambi” (in passato interna alla società) e che è in grado di offrire non solo ricambistica a costi inferiori puntando sui volumi di vendita, ma anche un’ampia gamma di servizi post vendita.

Si è trattato di un’intuizione corretta: la società sta progressivamente conquistando quote di mercato, risultando molto più efficace di piccole realtà locali che, nel mondo, fornivano i ricambi degli impianti TMC. Lo confermano i 15 Mio di euro di fatturato degli ultimi due anni di attività; d’altronde, oltre a mettere i clienti cliente nella condizione di recuperare velocemente il ricambio senza dover cercare un punto vendita, TMS offre retrofit e upgrade della macchina, formazione tecnica al personale, manutenzione programmata preventiva e predittiva, programmi di baby-sitting alla produzione. A ben vedere, anche l’ampia offerta di servizi è un altro punto che accomuna TMC e WITTENSTEIN. Interviene al proposito Roberto Ghidelli, Area Manager e Engineering di WITTENSTEIN SpA, che punta l’attenzione sull’orientamento alla specializzazione: «Anche la nostra è un’azienda decisamente custom oriented.

Secondo una politica aziendale condivisa, non abbiamo più stock di componenti standard, ma li produciamo “on demand”, a meno che non sia il cliente a richiedere un piccolo magazzino. Con i nostri utilizzatori concordiamo corsi di aggiornamento sui prodotti e sui software impiegati, check-up completi del riduttore, interventi di manutenzione ordinaria e preventiva, verificando il corretto dimensionamento della catena cinematica… E dato che il mercato, alla luce della ripresa produttiva dopo la crisi, richiede maggiore tempestività di risposta, WITTENSTEIN sta puntando moltissimo sul servizio Speedline®: una linea completamente dedicata che permette di realizzare i riduttori standard in 24/48/72 ore e di approntarli per la spedizione».
Un servizio che, stando alla testimonianza resa anche di TMC, è davvero utile per coprire ogni emergenza e ogni tipo di richiesta pressante e particolare da parte degli utilizzatori finali.  
  


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